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Sorprese in pillole

Ace-inibitori, sartanici, metformina... farmaci noti da tempo che oggi stupiscono i medici mostrando di avere effetti positivi ‘incrociati'. Quelli nati per ridurre la pressione aiutano a controllare il glucosio e viceversa.

 
SIMONA FRONTONI, È ricercatrice presso il Dipartimento di Medicina Interna Università di Roma Tor Vergata, dirigente di I livello del Centro per la Cura e la Prevenzione del Diabete Mellito della clinica universitaria. È consigliere della SID, Società Italiana di Diabetologia.

Per una volta la ricerca farmacologica sul diabete ha avuto un colpo di fortuna. Negli ultimi anni si è scoperto infatti che alcune categorie di farmaci nati per il controllo della pressione avevano effetti anche sul metabolismo del glucosio e viceversa un farmaco noto per ridurre l'insulinoresistenza ha effetti anche sull’ipertensione.
“Non è un caso, ma una ennesima conferma del fatto che diabete e ipertensione arteriosa, così come altri scompensi del metabolismo sono profondamente collegati e hanno nella maggior parte dei casi il loro punto di partenza nella insulinoresistenza”, spiega Simona Frontoni ricercatrice al dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Roma Tor Vergata, “di fortuna possiamo forse parlare per la scoperta che gli ace-inibitori esercitano una azione positiva diretta sui reni”.

Un attimo, un attimo, cosa sono gli ace-inibitori? Non servono a ridurre la pressione?
Esattamente. Per la precisione questa categoria, che comprende, per citare i principi attivi distribuiti in Italia, captopril, enalapril, lisinopril, perindopril, ramipril, quinapril, benazepril, cilazapril, fosinopril, trandolapril, spirapril, delapril, moexipril, zofenopril inibisce, cioè ostacola la produzione di una delle sostanze 'vasocostrittrici’ cioè che stringono le arterie dove scorre il sangue innalzando la pressione, l’angiotensina.

Quindi più ace-inibitori eguale meno angiotensina e pressione arteriosa più bassa.
Sì, soprattutto se si accompagna al farmaco una dieta a scarso tenore di sale, attività fisica e se si riduce il peso.

A questo punto torniamo al discorso del rene
Sappiamo che la pressione alta nuoce ai reni. I delicatissimi filtri contenuti nei reni, i glomeruli, sono danneggiati da un flusso sanguigno ad alta pressione. Ridurre la pressione quindi fa bene al rene. Ma si è scoperto che gli ace-inibitori hanno anche un altro effetto diretto sul rene, 'curano’ il glomerulo indipendentemente dalla pressione. Tanto è vero che oggi ace-inibitori e sartanici possono, in alcuni casi, essere prescritti anche a soggetti non ipertesi. Il loro effetto, sia negli ipertesi che nei normotesi è quello di ritardare l’insorgenza del danno renale, ‘visibile’ con la microalbuminuria o la sua evoluzione, rappresentata dall’evoluzione della microalbuminuria in macroalbuminuria.

Cosa sono i sartanici?
Sono una categoria di principi attivi (losartan, eprosartan, valsartan, irbesartan, candesartan, telmisartan) che agiscono sempre sull’angiotensina, ma questa volta sul recettore.

Ma non si rischia di esagerare con questi farmaci anti-ipertensivi? Dopotutto anche avere la pressione bassa non fa bene
Questo è un mito da sfatare. I casi di ipotensione patologica, vale a dire le persone con la pressione davvero 'troppo bassa’ sono molto rari. Esclusi questi casi la pressione è 'sempre troppo alta’ e ridurla fa sempre bene. Ogni punto in meno di pressione, anche all’interno e al di sotto dei valori di norma, riduce il rischio cardiovascolare. Insomma allunga la vita.

Gli ace-inibitori fanno bene anche al diabete...
Più che al diabete, all’insulinoresistenza che è la 'madre’ sia del diabete sia dell’ipertensione. Noi sappiamo che l’insulinoresistenza precede spesso l’ipertensione e abbiamo notato che una terapia di ace-inibitori migliora la sensibilità all’insulina, riducendo l’insulinoresistenza.

Questi farmaci vanno assunti per lungo tempo?
Sì, diabete, ipertensione e insulinoresistenza sono condizioni croniche. E l’effetto di questi farmaci dura finché vengono assunti. In compenso questi farmaci, che sono ormai da tempo conosciuti e prescritti, si sono mostrati assai ben tollerati. I sartanici non hanno praticamente effetti collaterali mentre gli ace-inibitori possono raramente provocare in alcuni casi angioedema o una tosse secca, tutte manifestazioni che scompaiono interrompendo l’assunzione.

Da ultimo parliamo della metformina...
È un farmaco che sta dando molte piacevoli sorprese. Non è nulla di nuovo, lo conosciamo da decenni e sappiamo che riduce l’insulinoresistenza, agendo sui meccanismi di utilizzazione del glucosio a livello di fegato e muscoli. Lo usavamo per le persone con diabete vero e proprio, ma un recente studio ha mostrato che una terapia di lungo termine con metformina permette di ritardare il passaggio da una ‘semplice’ intolleranza glucidica a un diabete vero e proprio, insomma ‘previene’ il diabete. La terapia con metformina aiuta anche a migliorare il controllo della pressione e il metabolismo lipidico. Stiamo scoprendo anche effetti sul fegato indipendenti dal diabete.

Una panacea! Ma come è possibile?
Davvero! Soprattutto se si calcola che questo principio attivo è assai ben tollerato. Non tutti i meccanismi di azione della metformina sono chiari, ma è intuitivo che se l’insulinoresistenza è il 'pericolo numero uno’ del metabolismo, riducendo l’insulinoresistenza si ottengono a cascata effetti positivi a diversi livelli.

È possibile prescrivere insieme sartanici, metformina e ace-inibitori?
Certamente. Così come possono essere prescritti uno o più di questi farmaci insieme agli altri ipoglicemizzanti orali o addirittura all’insulina. Tutto dipende da caso a caso e non è detto che una terapia composta di molti farmaci sia migliore di una composta da un solo farmaco. Quello che vorrei dire ai pazienti è: "Non preoccupatevi se il medico sulla base di una diagnosi di diabete o addirittura di 'semplice’ intolleranza glucidica, vi chiede di prendere ogni giorno tre o quattro farmaci diversi. La prevenzione passa anche attraverso i farmaci". Dico ‘anche’ perché le vere sorprese positive non arrivano solo dai farmaci.
Cioè? Uno studio recente, quello stesso che ha mostrato come la metformina 'prevenga’ per dire così il diabete, ha confermato che ancora più efficace sia nella prevenzione del diabete sia nel mantenimento di un buon controllo glicemico, sono un esercizio fisico regolare e costante unito a una alimentazione sana e moderata. Insomma bisogna andare in farmacia ma anche comprarsi un paio di buone scarpe da ginnastica!

 
 
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