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Laura Capelli
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Insegnare il calcolo dei carboidrati

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Il calcolo dei carboidrati è un metodo flessibile, preciso, facile da capire, che consente di adeguare meglio la dieta alle abitudini di vita del paziente. All’inizio si tratta di fare calcoli, poi viene istintivo intravedere dietro ogni piatto la quantità di insulina necessaria per ‘coprirlo’.

Mi chiamo Carmela Capparotto, lavoro in qualità di Dietista presso l' Azienda Ospedaliera di Padova e da più di dieci anni mi occupo di pazienti diabetici in terapia insulinica (con iniezioni multiple o con microinfusore).
I pazienti (di età variabile fra i 15 e i 50 anni) che incontro per la prima volta, in genere, sono abituati a modificare la propria dieta utilizzando scambi ipocalorici o a calcolare molto approssimatoivamente la quantità di insulina necessaria per i pasti, con un elevato rischio di iper o ipo glicemie.
L'approccio dietetico che utilizzo con questo tipo di pazienti è il "Calcolo dei Carboidrati" perché consente al paziente di modificare con precisione e sicurezza la dose insulinica pre-prandiale in funzione della quantità di carboidrati assunti con ogni singolo pasto o spuntino.
E' un metodo ancora poco diffuso nella pratica clinica diabetologica. Si basa sulla constatazione che l'aumento della glicemia post-prandiale è fondamentalmente dovuta al quantitativo di carboidrati presente nel cibo introdotto e che il fabbisogno insulinico pre-prandiale è proporzionale al contenuto in carboidrati del pasto stesso.
Il mio lavoro consiste nell'educare il paziente a identificare il contenuto in carboidrati degli alimenti più comunemente utilizzati, a stimare il peso della razione di alimento che desidera assumere e a calcolare il bolo insulinico pre-prandiale utilizzando il rapporto insulina/carboidrati individuale.
Per arrivare a una gestione corretta del calcolo dei carboidrati, con il paziente concordo un training di formazione differenziato per livelli di apprendimento: il passaggio al livello superiore può esserci solo se sono state acquisite le competenze del precedente.
Questo evita sorprese indesiderate quali un aumento di peso non previsto o l'attuazione di piani dietetici squilibrati.
Rispetto al programma dietetico tradizionale basato su schemi fissi o su razioni scambio, il calcolo dei carboidrati è un metodo più flessibile, preciso, facile da trasmettere, che consente di adeguare meglio la dieta alle abitudini di vita del paziente e permette di rispettare il bilancio fame/sazietà, a volte alterato da un'alimentazione che presenta tutti i giorni le stesse quantità.
Forse è per questo che il metodo è ben accettato da quasi tutti i pazienti diabetici di tipo 1 cui viene proposto; il successo del metodo richiede, peraltro, che i pazienti siano disponibili ad esercitarsi molto a casa propria, per imparare a stimare correttamente il peso della propria porzione alimentare (utilizzando prima la bilancia e successivamente le unità di misura casalinghe) e per imparare a calcolare il contenuto in carboidrati del pasto utilizzando tabelle di composizione degli alimenti semplificate o l' etichetta nutrizionale presente nell'involucro dei vari alimenti di tipo industriale.
L’impegno del paziente viene poi ripagato dalla soddisfazione di essere in grado di gestire autonomamente la propria alimentazione nel rispetto dell'equilibrio glicemico.

CARMELA CAPPAROTTO, dietista presso l'Azienda Ospedaliera di Padova, Carmela Capparotto segue soprattutto le persone che passano dalla terapia insulinica multi ineittiva a quella con microinfusore.

 
 
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