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Io muovo la mia vita

Angela

Le due figlie sono scettiche. Non hanno mai visto la mamma fare sport e sanno che si è sempre accettata così. Il loro verdetto è stato «Non ce la farà mai a seguire il programma di Io muovo la mia vita».
«Un po’ di ragione ce l’hanno», conferma Angela, 49 anni, architetto, che lavora a Napoli all’ente Regione, «non mi è mai piaciuto fare movimento e ho sempre convissuto bene con la mia immagine ingombrante».
Quando ha superato i 100 chili Angela ha realizzato «che non c’era limite all’ingrassare e mi sono spaventata. Ho iniziato ad avere difficoltà nell’affrontare gli impegni quotidiani e soprattutto a temere per la salute, anche perché non sono più una ragazzina. Oltretutto la mia vita è complessa e stancante e ho bisogno di più agilità, di un corpo più affidabile». Angela ha una intensa attività e importanti responsabilità politiche.
Il dottor Pasqualino Calatola, responsabile del Servizio di diabetologia territoriale della Asl di Salerno, l’ha coinvolta nel progetto proponendole di entrare nella ‘squadra’ salernitana. «Mi sento psicologicamente matura per un cambiamento serio. La mia unica paura», spiega Angela che vive vicino a Paestum, «è avere difficoltà fisiche nell’eseguire gli esercizi e gli allenamenti. Non sono nemmeno mai andata in palestra. So che gli altri partecipanti avevano fatto attività sportiva, mentre io sul piano degli allenamenti mi sento davvero impreparata, ho il timore di non essere adatta perché parto veramente da zero e non so come reagirà il mio corpo».
Nonostante questo, la determinazione è forte, anche perché – e su questo aspetto Angela è molto sensibile – non è solo di lei che si tratta.
Angela ha deciso di rendere visibile la sua esperienza, di darle un risvolto sociale per essere di esempio a chi si trova nelle sue stesse difficoltà. Una responsabilità non da poco, che d’altra parte le fa buon gioco, perché la ‘costringe’ a perseverare, anche quando la motivazione venisse meno o subentrasse un po’ di scoramento. «Ho fatto tante diete che poi ho lasciato», spiega Angela, «ma in quel caso nessuno ti dice niente perché si sa che le iniziative fai-da-te finiscono spesso nel nulla. Partecipare a un progetto di gruppo, invece, oltretutto patrocinato da un’associazione con fini sanitari, è ben diverso, sei molto in vista, sei sotto un costante monitoraggio, e questo ti aiuta a trovare le motivazioni e la costanza, non puoi più mollare».
Angela dovrà trovare del tempo per allenarsi in una vita fatta di mille appuntamenti e spostamenti quotidiani, dovrà modificare le abitudini alimentari anche se i pranzi di lavoro e in famiglia per lei sono cosa irrinunciabile, e dovrà rendere conto ogni mese dei progressi fatti. Per il momento ha deciso che farà movimento di mattina e che quindi allungherà le sue giornate alzandosi prima. Le è stato consigliato un inizio dolce, fatto di lunghe passeggiate e le sono state date indicazioni alimentari adatte alla sua situazione. Come conferma lei stessa, «il programma non è coercitivo, puoi anche concederti degli strappi alla regola, basta che tu sappia come tornare in pari. E questo per me è fondamentale perché amo stare a tavola anche come momento di serenità e di socializzazione, per il piacere di chiacchierare e gustare insieme un buon pasto, senza sentirsi troppo mortificati o diversi».

 
 
  1° gennaio 2007

Come le era stato consigliato, Angela ha iniziato l’allenamento con passeggiate quotidiane di almeno un’ora, ed è riuscita ad aggiungere, nelle giornate più proficue, dei brevi tratti di corsetta. Per seguire il programma di allenamento si è abituata ad alzarsi alle cinque di mattina. La prima fase della dieta non le ha creato problemi: nonostante in questi mesi cadessero le festività natalizie, si è concessa pranzi e cene riuscendo sempre a recuperare. Ha perso 10 chili e non ha avuto problemi fisici.

Angela, adesso le tue figlie si sono convinte che puoi farcela?
«Sono meno scettiche, ma a dire il vero non credono ancora che porterò a termine la maratona milanese di 40 chilometri. Io stessa la vedo come un traguardo lontano, ma a costo di arrivare in ginocchio ce la voglio fare».
La tua motivazione non è calata quindi?
«Tutt’altro, sono davvero entusiasta. Ho perso peso senza rovinarmi il Natale. Se un giorno eccedevo, il giorno dopo mi rimettevo subito in riga».
E gli allenamenti come sono andati, alzarsi tutte le mattine alle cinque non è faticoso?
«Sì, lo è, ma mi sono abituata. Alla sera mi viene sonno prima del solito, però le mie giornate scorrono più leggere, ho guadagnato molta energia. Poi devo dire che correre sul lungomare di Paestum alla mattina presto è uno spettacolo fantastico e l’aria è profumata. In questo so di essere privilegiata rispetto a chi deve correre in città, il lato naturalistico mi aiuta molto, rende tutto più piacevole. Sono anche riuscita a coinvolgere una mia amica che ora corre me e mi fa compagnia».
Come sono andati i test a Brescia al centro Marathon?
«Bene. Sui test di sforzo, che nel mio caso sono il cruccio principale, sono molto migliorata».
Il tuo prossimo obiettivo?
In termini di peso non mi sono posta un traguardo preciso, in termini di energie invece voglio riuscire a portare a termine la maratona che si terrà a Salerno il 18 marzo. È un’iniziativa atletica nazionale a cui ci accoderemo come parteciparti eccezionali di Io muovo la mia vita.

 
28 febbraio 2007
Angela sta vivendo un periodo di stress a livello personale e si sente più stanca. Complice anche l’arrivo della primavera, le energie sono calate, ma soprattutto è la dieta a darle problemi. «Sono un po’ ansiosa in questo momento», spiega, «e a volte mi butto sul cibo, non riesco proprio a resistere». Non ha perso altri chili rispetto ai 10 eliminati entro gennaio, ma non è nemmeno ingrassata, segno che comunque il suo corpo inizia a lavorare nel modo giusto: diminuisce la massa grassa e si consolida quella magra. Angela di questo si rende conto e ne è soddisfatta, ma la situazione di stallo non le va a genio.
Da un lato le ha tolto entusiasmo, dall’altro la spinge a reagire. Continua le sue passeggiate tutte le mattine, ha guadagnato un colorito dorato grazie al sole dell’alba, ma sente l’esigenza di fare qualcosa di più.
«Per ora è stato facile e piacevole: c’è un sacco di gente che corre sul lungomare, è un mondo che si incontra e condivide esperienze, sensazioni, silenzi. Adesso però devo aumentare la qualità dello sforzo fisico e portarlo da amatoriale a professionale, devo iniziare a correre sul serio. Fino a oggi ho solo camminato e sono riuscita al massimo ad accennare qualche passo di corsetta. Se sarò troppo stanca, ridurrò il numero degli allenamenti e magari li porterò a 4 settimanali, però voglio assolutamente diventare più agile e veloce. Per me questo è molto importante perché ogni cambiamento, ogni frattura degli equilibri guadagnati, è un nuovo stimolo. Altrimenti questo impegno diventa una pratica abitudinaria e si rischia di perdere la motivazione».
Dalle parole di Angela si percepisce chiaramente che in lei si è chiusa una fase, quella di approccio al progetto, e ne sta iniziando una nuova, più consapevole e determinata. Con qualche senso di colpa per la dieta e la voglia di migliorare sul piano atletico, si prepara alla maratona di Salerno. «È un evento di grande valore pubblico ed è la mia prima competizione, oltretutto nella mia città. Lo vivo come un battesimo. Se voglio farcela devo iniziare a darmi da fare in un modo nuovo, devo alzare la posta».
 
 
  30 aprile 2007
«Non è un buon momento», sono le prime parole di Angela. «Il cambio stagionale mi ha spossata, non sempre ce la faccio ad alzarmi la mattina presto e correre più tardi è difficile per via del caldo». A questo si aggiunge la costante difficoltà nel mantenere un regime alimentare controllato. Angela ammette di non avere polso a tavola, di essere molto scostante e soprattutto mette l’accento sul potere consolatorio del cibo: «mi sento un po’ demotivata perché non sono ancora riuscita a fare il salto di qualità che mi ero proposta e così mi coccolo mangiando». Una gratificazione a effetto boomerang, che la fa sentire in colpa, aumentando il senso di frustrazione.
In realtà c’è notare che i chili oscillano tra gli 88 e i 91 al massimo, vale dire da 9 a 12 in meno rispetto all’inizio, e che quindi, nonostante il momento di abbattimento e di irregolarità alimentare, il peso perso non è stato riacquistato. È sensibile invece il cambiamento a livello energetico: «prima le lunghe passeggiate mi davano forza, senso di liberazione e di leggerezza, adesso invece mi stancano, inizio davvero a sentire la fatica. Avevo l’obiettivo di iniziare a correre invece sono costretta a camminare. Solo una mattina, in cui mi sentivo particolarmente in forma, sono riuscita a fare un chilometro di corsetta, ma è rimasto un momento isolato».
Adesso nelle intenzioni di Angela c’è l’acquisizione di una maggior resistenza psicologica, ovvero una lotta più sistematica a quella falsa panacea che la buona tavola le offre: «a questo punto sono convinta che solo dimagrendo ancora il mio corpo potrà sopportare lo sforzo sportivo. Forse ci sono persone che anche con 90 chili addosso riescono a correre, ma io non ho mai fatto sport nella mia vita e penso che i miei muscoli non abbiano la tonicità ‘storica’ per reggere sia il peso abbondante che la fatica della corsa».
Angela ha comunque partecipato alla maratona di Salerno (non a quella di Napoli per impegni di lavoro) e l’ha portata a termine con successo, seppure camminando. Un altro dato che, unito al consolidamento dei chili persi, non denuncia un reale passo indietro, ma piuttosto un momento di stasi emotiva e di affaticamento generale, sicuramente poco motivante.
Non c’è comunque nessuna intenzione di retrocedere dal progetto: «quando non riesco ad alzarmi presto, la mia passeggiata mi manca tantissimo e mi manca quella sensazione di coralità che provo nel vedere quanta gente si sta avvicinando alla corsa. Vedo persone di tutti i tipi e di tutte le età. Sono sempre più numerosi. Anche per questo per me è importante tornare ad allenarmi in maniera regolare. E soprattutto, per la fine del progetto, devo riuscire a correre sul serio. Mi sono messa in discussione su questa cosa, devo farcela».
 
26 novembre 2007
Un lavoro fatto di spostamenti quotidiani e un momento difficile a livello personale le hanno impedito ad Angela i arrivare a ottenere un risultato importante. Il cambiamento però c’è stato e non si tratta solo di chili persi: “mi è rimasto il piacere di passeggiare a lungo”, spiega Angela, “e anche la voglia di continuare a provarci. Se il progetto dovesse andare avanti voglio partecipare anch’io.
Diciamo che questa sfida era un po’ troppo dura per me ma, adesso che sono entrata in ottica diversa, mi piacerebbe tenere aperta la possibilità di migliorare”. Non a caso, pur non avendo al momento raggiunto una preparazione atletica sufficiente, ha deciso di essere presente alla maratona di Milano per restare unita ai compagni di Io muovo la mia vita.
 

 
 
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