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Io muovo la mia vita
Il progetto ideato da Diabete Italia (Gruppo Attività Fisica) insieme al Centro Marathon di Brescia mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’efficacia dell’attività fisica aerobica per curare obesità e diabete mellito di Tipo 2 (DM2).
È noto infatti che un’attività fisica anche moderata ma costante (10 mila passi: 4 chilometri a passo svelto tutti i giorni o a giorni alterni) è sufficiente per:
- prevenire o ritardare la comparsa del diabete in persone a rischio
- ridurre il giro vita e/o il peso
- abbassare la pressione arteriosa
- migliorare il profilo dei grassi nel sangue (colesterolo e trigliceridi)
- ridurre il rischio, ritardare la comparsa, rimandare l’aggravarsi delle complicanze
- ridurre sensibilmente il rischio cardiovascolare
La Sfida
Un gruppo di persone con solo obesità o con obesità e DM2 e i loro medici, partendo da zero, ha cominciato nell’ottobre 2006 sotto la guida di uno dei più grandi esperti al mondo di maratona il dottor Gabriele Rosa di Brescia, un programma che li porterà attraverso tappe intermedie a partecipare a una gara strenua come la maratona di Milano (2 dicembre 2007).
L’obiettivo è terminare i 42,195 chilometri della maratona. Il programma prevede una prima gara a marzo 2007 sulla distanza dei 10 mila metri e la partecipazione a una mezza maratona a giugno 2007.
I partecipanti
Partecipano al progetto 18 Centri diabetologici Universitari e/o Ospedalieri distribuiti in modo omogeneo in tutta Italia. Ogni centro partecipa con 3 persone: 1 medico, 1 soggetto con obesità viscerale e 1 con DM2 (di durata 1-5 anni).
Ai partecipanti, di età compresa tra 20 e 65 anni, si aggiungono Dario Laruffa giornalista conduttore TG2 RAI nazionale e lo scrittore Giannermete Romani che curerà la stesura di un libro che racconta questa esperienza.
Dopo una prima valutazione, in ottobre, i partecipanti hanno ricevuto un programma personalizzato di allenamento e tutti sono seguiti via web dal dottor Gabriele Rosa.
I risultati
Nei primi mesi il vissuto dei partecipanti è stato molto differenziato. Sotto il profilo fisiologico qualcuno ha ottenuto risultati straordinari (riduzioni di peso anche di 10 chili, perfino un caso in cui un iniziale diabete è regredito in normo glicemia), quasi tutti hanno ottenuto una riduzione significativa nel peso e nei parametri correlati (giro vita, trigliceridi, glicemia) e anche il colesterolo ‘buono’ - proporzionale all’esercizio fisico - è migliorato.
Certo, non sono mancati momenti di difficoltà. Correre d’inverno saltando magari per la fretta gli esercizi di stretching prima e dopo l’allenamento, significa esporsi a strappi muscolari. Chi è sovrappeso – è noto – ha spesso problemi alle articolazioni. E non sono mancate infreddature e influenze.
Sul piano psicologico invece è stato un plebiscito. Tutti hanno ammesso che la qualità della loro vita è migliorata: maggiore tonicità non solo fisica ma anche mentale, una sensazione di autostima, auto efficacia - ‘posso farcela’ - e perfino un certo senso di ‘rivincita’ - ‘voglio fargliela vedere’ - nei confronti degli amici e dei familiari scettici.
Con la primavera sono iniziate le verifiche sul campo. Io muovo la mia vita ha proposto ai suoi partecipanti un calendario di corse: dapprima ‘solo’ 10 Km poi delle mezze maratone (21 Km) un po’ in tutta Italia. I risultati sono stati molto buoni. Arrivare al traguardo non è stato un problema per i partecipanti, che si sono confrontati con persone più giovani o che da sempre erano in perfetta forma fisica.
Gli unici dubbi registrati nel corso delle interviste fatte dal nostro sito ai partecipanti, riguarda la sfida oggettiva posta dalla distanza di una maratona, 42 chilometri. In questo senso la prova del fuoco sarà la Milano Pavia del 7 ottobre, da correre sulla distanza dei 32 chilometri. Chi riesce a completare questo percorso può essere sicuro che la maratona di Milano non rappresenti un obiettivo impossibile.
Ultima modifica: ottobre 2007
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