Gli approcci per affrontare i problemi psicologici delle persone con diabete di Tipo 1 e 2

Nelle persone con diabete di Tipo 1 e di Tipo 2, la terapia cognitivo comportamentale può aiutare a prevenire i disturbi psicologici che spesso insorgono dopo la diagnosi di diabete. Lo riferisce uno studio pubblicato su “Diabetic Medicine”.

Gli approcci per affrontare i problemi psicologici delle persone con diabete di Tipo 1 e 2

«Il rapporto tra diabete e disturbi psichiatrici concomitanti è complesso e bidirezionale, perché le patologie s’influenzano tra di loro e sono influenzate da percorsi biologici, da fattori sociali e psicologici», affermano Chinenye Uchendu e Holly Blake della School of Health Sciences alla University of Nottingham, nel Regno Unito. I due specialisti sono autori dello studio, pubblicato su Diabetic Medicine, che ha analizzato quest’associazione, confermando che le persone con diabete sono più a rischio di sviluppare problemi psicologici.
Gli autori hanno proceduto con una revisione sistematica di dodici studi randomizzati controllati, che hanno valutato l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale su almeno un fattore, correlato al diabete di Tipo 1 e di Tipo 2 negli adulti, selezionato tra controllo glicemico, depressione, ansia, stress e qualità della vita nel breve, medio e lungo termine. Questo approccio terapeutico si è dimostrato efficace nel migliorare il controllo glicemico ma solo a breve e medio termine, non a lungo termine; ha migliorato l’ansia, sempre a breve e medio termine, e la depressione anche a lungo termine. Risultati significativi solo nel breve e medio termine sono stati riscontrati anche per lo stress e la qualità della vita. Il fatto che alcuni miglioramenti non durino nel tempo potrebbe essere legato ad interventi troppo brevi, che necessiterebbero di essere ripetuti a distanza.
In conclusione, come riferiscono gli autori, gli approcci basati sulla terapia cognitivo-comportamentale possono essere di beneficio ai pazienti, ma dovrebbero essere incorporati nei programmi sanitari.


Fonte: C Uchendu et al. Diabet Med. March 2017; 34 (3):328-339.

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