Il matrimonio fa bene agli uomini e alle donne

Secondo una ricerca, condotta su quasi un milione di persone in Gran Bretagna, essere sposati fa bene a uomini e donne: aumenta la probabilità di sopravvivere a un problema di salute come l’ipertensione, l’iperlipidemia o il diabete

Il matrimonio fa bene agli uomini e alle donne

Tra gli ultimi studi riguardanti gli effetti del matrimonio sulla salute, c’è quello della Scuola di Aston a Birmingham, in Gran Bretagna che dimostra come un rapporto coniugale possa aiutare a condurre una vita migliore. L’impegno a prendere medicine, a condurre uno stile di vita virtuoso, aiuta la prevenzione e fa bene alla salute sia degli uomini che delle donne.

Delle oltre 900.000 persone (929.552) coinvolte nello studio 168.431 presentavano ipertensione arteriosa, 53.055 iperlipidemia e 68.098 diabete di Tipo 2. È risultato che le persone sposate hanno avuto negli anni molti meno problemi dei single e sono sopravvissute più a lungo. Gli Autori avevano già mostrato che il matrimonio è collegato a maggiori probabilità di sopravvivere a un infarto, ma con i risultati di quest’ultimo studio, hanno dimostrato che i benefici riguardano anche altre malattie.

Lo studio ha esaminato tutte le cause di morte per la coorte seguita dai ricercatori avvalendosi del protocollo Acalm (Algorithm for Comorbidities, Associations, Length of stay and Mortality). Così si è visto che gli uomini e le donne con iperlipidemia, diabete di Tipo 2 ed ipertensione avevano una significativa possibilità in più di essere ancora vivi alla fine dei 14 anni dello studio (2000 - 2013) se erano sposati, piuttosto che single. Gli Autori suppongono che il semplice fatto di avere qualcuno accanto nella propria vita sia la cosa importante. Appurati, quindi, gli effetti positivi del matrimonio, si potrebbe ipotizzare di utilizzare anche amici, famiglia e reti sociali allo stesso modo anche al fine di fornire un maggior supporto a pazienti single che presentano fattori di rischio cardiovascolare modificabili (come ad esempio iperlipidemia, ipertensione e diabete di Tipo 2).


Fonte: P Carter et al. BMJ Journals. June 2017; 103 (5).

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