Roche Diabetes Care
Parola d'ordine: paziente al centro

Vogliamo continuare a sostenere le persone con diabete e i loro cari, sperando di fare la differenza nel loro quotidiano.

Roche Diabetes Care <br /> Parola d'ordine: paziente al centro

Nel corso del 2015 si sono poste le basi per la nascita di Roche Diabetes Care Italy, una nuova azienda del gruppo Roche guidata da Massimo Balestri. La decisione è nata dalla necessità di concentrare l’attenzione sulla continua evoluzione del diabete con strumenti, organizzazioni e tutto quanto necessario a livello aziendale.
Come prima cosa Roche Diabetes Care ha cominciato un percorso di ascolto e coinvolgimento di diabetologi, medici e farmacisti, con oltre mille interviste. Questo per capire le esigenze dei professionisti e perché, da parte degli stessi, è subito emersa fortissima l’esigenza di essere accompagnati nell’utilizzo e nella conoscenza delle nuove tecnologie. Obiettivo comune è favorire la personalizzazione della terapia sul singolo paziente: pur tenendo presente standard scientifici ben precisi parametri assodati per la comunità scientifica e la ricerca, non va dimenticato che ogni persona è un mondo, una vita; bisogna dunque fare tutto quanto è necessario per andarle incontro nelle esigenze quotidiane. E nel caso di una malattia cronica, questo è ancora più importante.


Lavorare avendo come obiettivo le persone è ben diverso e giustifica sacrifici e investimenti. È una mission aziendale che motiva come poche altre.


«Oggi Roche Diabetes Care opera indipendentemente in più di venti Paesi, tra cui l’Italia. Rispetto a Roche Diagnostics, che fornisce apparecchiature e sistemi diagnostici ai laboratori e alle aziende sanitarie, le soluzioni dell’area diabete sono indirizzate prevalentemente ai pazienti. Operare come una realtà indipendente ci ha consentito di riorganizzare la struttura e di mettere in campo nuovi sistemi per migliorare l’efficienza dei nostri processi» spiega Massimo Balestri, General Manager di Roche Diabetes Care. Il nostro obiettivo è dedicarci alla persona con diabete.
«Identificare per ogni persona la migliore soluzione non significa necessariamente fornire tutto a tutti, perché non tutti hanno gli stessi bisogni. La scelta deve essere fatta dal medico a seconda delle esigenze del paziente, stiamo uscendo dalla logica per cui ogni prodotto sostituiva il precedente. Oggi una moltitudine di pazienti differenti richiede accesso a una pluralità di tecnologie. Vogliamo dare il nostro contributo.» Per fare questo l’azienda si avvale del supporto di professionisti esperti in molteplici discipline, quali ad esempio i colleghi delle funzioni Medical e Finance & Business Operations.


Giuseppe Malanga

La sfida maggiore per il Finance Director Giuseppe Malanga è stata la responsabilità nel coordinare tutte le attività necessarie alla creazione della nuova società e la costruzione di un gruppo affiatato e omogeneo all’interno della neonata azienda, facendo lavorare insieme persone che provenivano da contesti diversi. Sopra a tutto, c’è sempre il paziente, e questo anche per il dipartimento finance ha fatto la differenza: «Il finance non è solo numeri, il finance ha messo il paziente al primo posto. Chi gestisce gli ordini, ad esempio, vive storie di vita quotidiana. Avere il paziente al centro vuol dire anche fare certe scelte di investimento. Un esempio? Se un’attività è utile al paziente, abbiamo tutti il dovere di trovare il modo migliore per farla! E in questo caso si cerca di distribuire diversamente le risorse disponibili per poter sostenere l’attività identificata, risparmiando da un’altra parte!».
Malanga conclude: «Il finance è un gruppo fatto di persone molto diverse tra loro, che mette dedizione e impegno per fare in modo che questa azienda possa continuare a erogare al meglio servizi e prodotti al cliente. Oggi ho un team di persone che ogni giorno mette il cliente al centro in ogni attività svolta».


Elena Acmet

La funzione medica è guidata dalla dottoressa Elena Acmet, che lavora in Roche da sei anni. Dopo la nascita di Diabetes Care, la dottoressa Acmet ha iniziato a supportare l’intera struttura, con il suo team, per tutto quanto riguarda le attività scientifiche. «Noi entriamo in gioco per validare la proposta di soluzioni diversificate sia dal punto di vista dei dispositivi medici sia dal punto di vista dei servizi. Ogni paziente è diverso e ha esigenze differenti: quello che cerchiamo di fare è rendere la gestione del diabete, che è una patologia cronica, meno pesante possibile. Avere prodotti diversi per noi significa avere un numero elevato di dispositivi con caratteristiche diverse per poter andare incontro alle esigenze di tutte le persone con diabete. Per esempio l’ultimo arrivato in casa RDC è un dispositivo che con un’app manda i dati direttamente a un cloud. Se chiamo il medico, io e lui abbiamo di fronte lo stesso grafico. Vuol dire che posso avere delle indicazioni terapeutiche più appropriate anche al telefono: dal mangiare meno pasta al correggere la dose di insulina.


Lo stesso sistema permette anche di inviare un messaggio al cellularce dei propri cari per informare sul valore di glicemia. Immagini che cosa vuol dire per una mamma che ha il bambino a scuola: appena il ragazzino fa l’esame della glicemia, alla madre appare sullo smartphone il valore esatto e quindi lei sa come sta andando e può, se serve, intervenire.»


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