"Diabete di tipo 2"

E' a forma più frequente di diabete (oltre il 90% di tutti i tipi di diabete) ed è dovuto ad una combinaizone di insulino-resistenza (ridotta risposta dell'insulina da parte dei tessuti bersaglio) e di deficit di secrezione insulinica. E fortemente correlato all'obesità. Compare in genere dopo i 45 anni. Nella prima fase della sua evoluzione, che è piuttosto lenta e priva di sintomi, il pancreas produce molta insulina ma questa risulta meno efficace, a causa della insulinoresistenza indotta a sua volta dal sovrappeso e dalla sedentarietà. Nonostante le elevate concentrazioni di insulina in circolo, la glicemia supera i livelli normali, soprattutto nella prima mattina e dopo i pasti. Col tempo, la produzione di insulina comincia a diminuire fino a diventare deficiitaria ed è sempre più difficile mantenere la glicemia sotto controllo. Il diabete di tipo 2 è una condizione assai frequente, che colpisce il 5-6% della popolazione italiana. La terapia si basa su un corretto stile di vita (dieta e attività fisica), farmaci anti-diabete (orali e iniettivi) e insulina.

Termini correlati

Pancreas

È un organo ghiandolare posto nell’addome superiore, a sinistra, dietro e sotto lo stomaco. Le sue funzioni sono essenzialmente digestive e metaboliche. Consta di una parte esocrina e di una endocrina; produce infatti buona parte degli enzimi digestivi ed alcuni degli ormoni più importanti per il controllo della glicemia, l’insulina e il glucagone.

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Betacellule

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Insulina

L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta delle isole di Langerhans del pancreas. Viene rilasciata nel sangue quando il livello della glicemia sale. Il suo ruolo principale è quello di favorire, legandosi ad un recettore sulla membrana cellulare, la penetrazione del glucosio nelle cellule dei muscoli, del fegato e di altri tessuti. L’insulina, insieme al suo antagonista, il glucagone, regola anche l’attività metabolica del fegato. La persona con diabete può perdere, fin dall’inizio oppure progressivamente, la capacità di produrre insulina. In questo caso deve assumerla dall’esterno, con iniezioni o attraverso un microinfusore. Sono disponibili diversi tipi di insulina che si differenziano in base alla loro origine (animale, umana biosintetica, umana ricombinante) e soprattutto in base alla durata di azione. È infatti necessario far fronte in modo rapido alle grandi quantità di glucosio che si riversano in poco tempo nel sangue dopo i pasti (funzione postprandiale dell’insulina), ma anche garantire la presenza di una base minima di insulina durante tutta la giornata (funzione basale). Esistono quindi: insuline ultrarapide (o analoghi rapidi) in cui effetto inizia 5 minuti dopo l’iniezione (picco da 30 a 60 minuti dopo) e si azzera 3 ore dopo; insuline rapide (inizio dell’effetto dopo iniezione sottocute: 15-30 minuti; picco 2-4 ore; fine dell’effetto: 6-8 ore), insuline lente (inizio: 1-2 ore; picco: 4-12 ore; fine: 16-35 ore); insuline intermedie e ultralente (o analoghi lenti) che svolgono per circa 24 ore la funzione basale. Esistono anche preparazioni nelle quali sono premiscelate due tipi di insuline, così come è possibile, con le dovute istruzioni, preparare miscele di insuline ‘personalizzate’ sui bisogni della singola persona con diabete.

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