Quattrocento milioni di euro. A tanto ammonta la quota di contributo che verrà assegnato nell’ambito del Cinque per mille 2009. Fra i soggetti che potranno riceverlo (accanto a Comuni, Università, enti di ricerca scientifica e sanitaria, associazioni sportive dilettantistiche) ci sono anche le associazioni di volontariato. Queste ultime possono candidarsi fra i beneficiari a due condizioni. Primo, di essere una Onlus, un’associazione di promozione sociale (iscritta all’anagrafe delle Onlus o, laddove esistono, ai registri del volontariato curati a livello provinciale, regionale o nazionale) oppure un’associazione riconosciuta. Secondo, di presentarne richiesta all’agenzia dell’Entrate  entro e non oltre il 20 aprile 2009  (ci sono pochissimi giorni a disposizione!).

 
Un po’ di storia
Il Cinque per mille è quello che viene definito uno strumento di democrazia fiscale. In sostanza, lo Stato stabilisce che una piccola quota dell’Irpef versata dai contribuenti (appunto, il cinque per mille) possa essere destinata a sostenere enti benemeriti attivi nel sociale, nella cultura, nella ricerca. Il meccanismo ricorda un po’ il più antico Otto per mille. Nel presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 il contribuente trova in allegato al modello di dichiarazione una scheda (il 730-1) nel quale può indicare con una firma la destinazione che intende dare al cinque per mille della propria Irpef (lo stesso spazio sta in fondo al modello Unico Persone Fisiche in versione 'mini'). Ciascuno può scegliere, con la propria firma, tra sostegno al volontariato, finanziamento della ricerca sanitaria, finanziamento della ricerca scientifica o delle Università, sostegno alle associazioni dilettantistiche sportive o, infine, sostegno alle attività sociali svolte dal proprio Comune di residenza. Ma il contribuente può fare di più: trascrivendo il codice fiscale di un’associazione o di un ente, può destinare l’intero contributo (calcolato sulla sua Irpef) a una sola associazione: diversamente la sua quota verrebbe ridistribuita nella categoria di soggetti da lui indicata con la firma ma in proporzione alle scelte ‘espresse’ (cioè con l’indicazione del codice fiscale) fatte dagli altri contribuenti. Per scegliere un’associazione e conoscere il suo codice fiscale, ogni persona può consultare gli elenchi che sono stati stilati dalle Entrate sulla base delle candidature delle associazioni. Per questo occorre iscriversi, anche se negli scorsi anni la vostra associazione ha già partecipato alla ripartizione dei fondi.



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L’iter burocratico inizia online
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Quando e come iscriversi
La scadenza fissata per il 2009 è appunto il 20 aprile. Pochi giorni di tempo per comunicare in via telematica la propria candidatura alle Entrate, operazione cui seguirà l’invio di una comunicazione cartacea (un’autocertificazione in cui l’associazione, per voce del suo legale rappresentante, dichiara di essere ancora in possesso dei requisiti per la partecipazione) entro il 30 giugno 2009. L'iscrizione in via telematica può essere svolta o direttamente dall’associazione – se è abilitata ai servizi Entratel o Fisconline – oppure rivolgendosi a un intermediario abilitato alla trasmissione, cioè un commercialista o un centro di assistenza fiscale (Caaf).
Per compilare la domanda si utilizza il software 'Domanda 5 per mille' disponibile sul sito dell’agenzia delle Entrate.
Al termine della procedura di iscrizione, verrà prodotta un’attestazione di avvenuta ricezione in cui sono riportati nome e indirizzo della vostra associazione, così come risultano all’anagrafe tributaria. Controllate che siano esatti, perché questi dati finiranno nell’elenco a disposizione dei contribuenti. Se riscontrate qualche errore (ad esempio per sede o nome non aggiornato) bisogna darne tempestivamente informazione alle Entrate. Trovate i modelli da compilare negli uffici delle Entrate o sul sito: per associazioni con partita Iva occorre il modello AA7/9 – Domanda di attribuzione del numero di codice fiscale e dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA (soggetti diversi dalle persone fisiche), per quelle senza partita Iva il modello necessario è il AA5/5 – Domanda di attribuzione del numero di codice fiscale (soggetti diversi dalle persone fisiche). Dopo avere corretto o aggiornato i dati, consegnando il modello cartaceo alla sede dell’Agenzia più vicina o inviandolo via web, dovete inoltrare di nuovo la domanda di iscrizione al Cinque per mille.
Se invece il codice fiscale non risulta più attivo, o non registrato all’anagrafe tributaria, è necessario rivolgersi a un qualsiasi ufficio delle Entrate (per i titolari di partita Iva) o all’ufficio dell’agenzia delle Entrate competente sulla base del domicilio fiscale (per chi non ha partita Iva) per verificare e rimuovere le eventuali anomalie e ripetere l’invio della domanda.
Nel caso dell’invio di più domande, sarà ritenuta valida l’ultima trasmessa in ordine di tempo. Entro il 20 aprile, inoltre, sarà possibile chiedere l’annullamento di una richiesta inviata per errore (sempre attraverso Internet).
L’agenzia delle Entrate raccoglierà le candidature entro il 20, dopodiché entro il 28 aprile elaborerà una bozza di elenco che raccoglie nome, indirizzo e codice fiscale di ciascun ente iscritto. Sarà pubblicato sempre sul sito dell’agenzia (www.agenziaentrate.gov.it). Qui bisogna aguzzare l’occhio perché ogni minimo sbaglio (anche la mancanza di una cifra) va corretto, altrimenti si rischia – a titolo di esempio- che i contribuenti che sceglieranno la vostra associazione non riescano a donarvi il Cinque per mille perché il software del Caaf o del commercialista non riconosce il codice fiscale. Ogni eventuale errore riscontrato dovrà essere comunicato, entro il 5 maggio 2009, alla direzione regionale delle Entrate competente per il territorio in cui ha sede la vostra associazione. La comunicazione dell’errore dovrà essere firmata dal legale rappresentante (in genere è il presidente) o da una persona delegata (munito di delega formale) e inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno (è importantissimo sia assicurarsi la ricezione che certificare la data di invio).
Entro l’11 maggio, tenendo conto delle segnalazioni di errore ricevute, l’agenzia delle Entrate pubblicherà gli elenchi definitivi che verranno messi in consultazione a beneficio dei contribuenti. A quel punto si potrà ritenere iscritta la propria associazione.

Come si compila il modulo di iscrizione
Per iscriversi in proprio, quindi, occorre compilare le schermate del software ‘Domanda 5 per mille’. Se invece andate da Caaf o commercialista potete trovare il modulo da compilare e consegnare al link:
http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/eba1e707a953021/iscrizione_5X1000_2009_bis.pdf

Vediamone voce per voce per voce la compilazione:
1) TIPO DI COMUNICAZIONE. Barrate la casella ‘Domanda di iscrizione’ nell’elenco degli enti del volontariato (art. 63 bis, comma 1, lettera a) del Dl 112 del 2008).
2) ATI DELL’ENTE. Indicate codice fiscale, denominazione e sede dell’associazione. Prima verificate che il codice fiscale sia registrato e ancora attivi all’anagrafe tributaria (contattate per questo le Entrate).
3) SEZIONE I. Dovete indicare, barrando la relativa casella, la forma giuridica della vostra associazione (ricordatevi che potete partecipare soltanto se la vostra associazione è Onlus (di fatto o di diritto), un’associazione di promozione sociale o una associazione riconosciuta o una fondazione che operano nel sociale.
4) SEZIONE II. Con la propria firma, il legale rappresentante si assume la responsabilità di dichiarare che l’associazione ha i requisiti per essere ammessa.
5) DATI RELATIVI AL LEGALE RAPPRESENTANTE FIRMATARIO. Qui il rappresentante legale deve indicare il proprio codice fiscale, nome e cognome, sesso, data e luogo di nascita, residenza anagrafica o domicilio fiscale (se diverso dalla residenza).
6) RECAPITI FACOLTATIVI DELL’ENTE. È possibile (ma non obbligatorio) indicare indirizzo di posta elettronica, numero di telefono o di fax dell’associazione per ricevere informazioni sul Cinque per mille.
7) IMPEGNO ALLA PRESENTAZIONE TELEMATICA. Qui non occorre scrivere nulla, sarà il Caaf o commercialista a compilare il riquadro.

Una novità
Quest’anno il software delle Entrate consente anche la stampa di un modello di dichiarazione sostitutiva (il documento da inviare entro il 30 giugno) già compilata, in alcune parti, con i dati immessi con l’iscrizione telematica. La stampata potrà essere utilizzata, completandone la compilazione nei campi ancora liberi, per l’adempimento di giugno. È una novità che potrà evitare molti ostacoli, nel senso che una delle cause di esclusione ‘formali’ che hanno fermato per anni alcune associazioni era che tra i dati inviati a marzo via web e quelli scritti su carta a giugno non c’era una perfetta coincidenza. Ora, appunto, il margine di errore dovrebbe essere molto limitato.


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