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Il modello da compilare
Diamo subito due informazioni. La prima è che quello in questione si chiama Modello Eas o Modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi, lo si può scaricare o stampare sul sito dell’agenzia delle Entrate e, precisamente, da questa pagina.
La seconda è che per inviarlo alle Entrate esiste solo la modalità via internet, come avviene per le dichiarazioni dei redditi o, per quanto riguarda la vita delle associazioni, per presentare la richiesta di accreditamento fra i beneficiari del Cinque per mille. Dunque, o si ha accesso ai servizi telematici delle Entrate (in questo caso il software per la compilazione si scarica dalla stessa pagina di internet) oppure bisogna rivolgersi a un intermediario fiscale, commercialista o Caf. Questo passaggio è importante, perché il censimento non è che il primo atto di un dialogo che le Entrate intendono creare con le associazioni. Per ogni comunicazione o richiesta di informazione all’associazione, il Fisco si rivolgerà all’intermediario fiscale intendendo questo come domicilio dell’associazione.
Come compilarlo
Abbiamo detto che la data entro il quale adempiere alla comunicazione è stata posticipata al 15 dicembre. Bisogna aggiungere che questo vale per le associazioni che già esistevano al 30 agosto 2009. Per le neoassociazioni, nate invece successivamente a questa data o che nasceranno in questi mesi, il Fisco ha previsto sessanta giorni di tempo per aderire al censimento a partire dalla data di costituzione.
Ogni modifica relativa ai dati richiesti dal Fisco a un’associazione dovrà essere comunicata alle Entrate entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello nel quale è avvenuta la variazione. Possono però anche non essere comunicati cambiamenti relativi a: la somma dei contributi pubblici o delle erogazioni liberali ricevuti, il numero dei soci, l’ammontare delle entrate, i costi per le campagne pubblicitarie, l’ammontare di proventi da pubblicità, il numero di manifestazioni organizzate e la loro durata in giorni.
Va invece necessariamente dichiarato se l’associazione comincia a svolgere in via esclusiva attività commerciale, si trasforma in società a scopo di lucro o fondazione.
Attenzione: non rispettare il termine di consegna per la dichiarazione o la comunicazione di variazione dei dati equivale per le Entrate alla trasformazione dell’associazione in ente commerciale e quindi la perdita delle disposizioni fiscali di favore.
Diamo sinteticamente alcune informazioni sulla compilazione, con il consiglio di avvalersi della consulenza dei centri servizi per il volontariato (Csv) diffusi capillarmente sul territorio nazionale, che hanno anche pubblicato in questi mesi alcuni opuscoli sull’articolo 30 (utile anche il sito del coordinamento nazionale dei csv).
Al momento della compilazione è consigliabile tenere davanti a sé alcune carte dell’associazione, come l’atto costitutivo o lo statuto (nel quale si fa riferimento ai benefici fiscali), ogni modifica statutaria, il provvedimento di iscrizione al registro delle persone giuridiche, il libro soci, il libro assemblee, i bilanci degli ultimi tre anni e l’ultimo rendiconto finanziario, i vari contratti di acquisto o locazione di immobili. Utile anche il modello AA5 per il codice fiscale e il Modello AA7 per la partita Iva.
I primi due riquadri del modello Eas non dovrebbero mettere in difficoltà. Sono richiesti i dati dell’ente (codice fiscale, partita Iva, sede legale) e quelli relativi al rappresentate legale. Per la voce “tipo ente” (bisogna scrivere un numero dall’uno al tredici) leggete le istruzioni allegate al modello: associazione assistenziale, comunque, corrisponde al “5”, associazione di promozione sociale “8”, organizzazione di volontariato “12” e altri enti “13”.
Le 38 dichiarazioni
E veniamo al cuore della comunicazione: le 38 dichiarazioni. Riguardano vari aspetti dell’associazione dalle sue necessarie regole interne (la presenza di uno statuto) alla sua attività (commerciale o no) alla sua dotazione (locali, strumentazione) e articolazione sul territorio.
Al legale rappresentante viene chiesto di dichiarare:
- se non viene svolta in via esclusiva o principale attività commerciale
- se è stato adottato lo statuto
- se l’ente ha personalità giuridica
- se l’ente ha articolazioni territoriali o funzionali
- se l’ente è un’articolazione di un gruppo
- se l’ente è affiliato a federazioni o gruppi
- se le modalità di convocazione degli associati sono individuali o collettive
- se gli associati minorenni hanno pari diritti di voto degli altri, nell’elettorato attivo e passivo
- che le quote associative sono uguali e non differenziate
- se i componenti degli organi amministrativi percepiscono compensi, indennità o rimborsi forfettari
- che è stato redatto il rendiconto economico finanziario annuale
- se l’ente svolge attività nei confronti degli associati ricevendo corrispettivi specifici
- se l’ente svolge attività a pagamento nei confronti di non associati
- se gli associati corrispondono una quota associativa
- se l’attività nei confronti dei non associati è svolta abitualmente o occasionalmente
- se l’ente si avvale di personale dipendente
- se l’ente utilizza locali di proprietà
- se l’ente utilizza locali in locazione
- se l’ente utilizza locali in comodato gratuito
- se l’ente riceve proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità
- se l’ente fa pubblicità ai propri servizi
- se l’ente vende beni o servizi e a quale prezzo (inferiore a quello di mercato, convenzionato o fissato in modo differenziato)
- l’ammontare medio delle entrate negli ultimi tre anni
- il numero degli associati all’ente
- il settore di attività
- le specifiche attività
- i nominativi degli amministratori
- se uno o più amministratori è assunto come dipendente
- se uno o più amministratori svolge la stessa funzione anche in altre associazioni non lucrative
- l’ammontare delle erogazioni liberali ricevute
- l’ammontare dei contributi pubblici ricevuti
- l’eventuale ammontare di avanzi di gestione
- se l’ente organizza manifestazioni per raccogliere fondi (indicando la durata in giorni e il loro numero)
- se per la raccolta fondi viene redatto un rendiconto finanziario
- la modalità di redazione dell’atto costitutivo in cui è previsto il ricorso alle disposizioni fiscali di favore (se come atto pubblico, scrittura privata autenticata o registrata) e gli estremi della sua registrazione
- a quali agevolazioni fiscali si fa riferimento nell’atto costitutivo o nello statuto
- di avere optato per il regime forfetario previsto dalla legge 398/1991
- di eleggere il domicilio presso l’intermediario che cura l’invio della dichiarazione
Infine la firma del legale rappresentante.
Non tutti i punti sono obbligatoriamente da compilare (leggete le istruzioni allegate al modello Eas).
Cosa farsi consegnare dall’intermediario fiscale
Al momento della comunicazione, il commercialista o il Caf a cui vi siete rivolti dovranno consegnarvi una copia cartacea del modello Eas, una copia dell’incarico a trasmettere i dati alle Entrate e una copia del documento di avvenuta ricezione dei dati rilasciato dall’agenzia delle Entrate. Il modello deve avere data e firma dell’intermediario e del legale rappresentante della società. Il tutto dovrà essere conservato con cura dall’associazione.

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