Tutte le persone fisiche contribuenti e, quindi, non solo i cittadini italiani, possono scegliere se versare il Cinque per mille dell’Irpef pagata a un ente. Per farlo si deve indicare espressamente che:
  • si vuole destinare il Cinque per mille al volontariato
  • lo si vuole destinare a un ente specifico
    Nei moduli fiscali, il riquadro del Cinque per mille si trova sotto quello dedicato all’Otto per mille, contributo con il quale dal 1985 lo Stato finanzia le attività di enti religiosi o laici. Vale la pena ricordare che le due destinazioni di una quota dell’Irpef sono indipendenti e una non preclude nè vincola l’altra. Il contribuente con la propria firma può quindi dare il consenso ad entrambe o solo al Cinque per mille.

    Cosa deve fare il contribuente
    Il contribuente può scegliere se destinare il proprio contributo a una di queste tre finalità:

  • volontariato
  • enti di ricerca scientifica e università
  • enti di ricerca sanitaria
    La scelta avviene mettendo la propria firma in uno dei tre spazi previsti nel modello di dichiarazione dei redditi, che corrispondono ai tre possibili ambiti di destinazione del contributo.
    Inoltre, il contribuente può premiare una particolare associazione di volontariato. Per farlo, deve trascrivere nel relativo spazio (sottostante quello per la firma), il codice fiscale dell’ente o dell’associazione prescelti.
    Molti per sbaglio inseriscono il codice fiscale di un’associazione nella casella dedicata agli enti di ricerca sanitari, invece che nello spazio destinato al volontariato. Non è un problema: l’Agenzia delle Entrate terrà conto del codice fiscale e non della casella barrata.

    Cosa succede se non si indica il codice fiscale
    Se invece il contribuente si limita alla sola firma, indicando solo la destinazione del proprio contributo, lo 0,5% della sua Irpef sarà ripartito tra tutti i soggetti che fanno parte dell’elenco nell’ambito indicato, in proporzione alle scelte dirette compiute dagli altri contribuenti.
    Nel caso in cui il codice fiscale trascritto sia errato oppure appartenga a un’associazione che non figura tra i possibili destinatari del contributo, la scelta non sarà ritenuta valida, ma il contributo non andrà perso. Questo, infatti, confluirà nel fondo la cui dimensione sarà determinata (nel rispetto dei tetti fissati dalla legge) a partire dal gettito Irpef, e i cui importi saranno ripartiti sulla base delle preferenze espresse dalla totalità dei contribuenti.
    Secondo questo criterio proporzionale, le associazioni che hanno avuto più preferenze avranno diritto a una maggiore quota di contributi.

    Dove bisogna inserire il codice fiscale
    Chi presenta la dichiarazione dei redditi Cud 2008 e Unico Persone fisiche 2008, trova lo spazio dedicato alla scelta del Cinque per mille a pagina 3.
    Ovviamente pochissime persone compilano da sè il modulo: la maggior parte si rivolge a commercialisti o a Centri di assistenza fiscale (Caf), ma tutti lo devono firmare.
    Il compito di un’Associazione è quindi motivarli a firmare e indicare il codice fiscale dell’Associazione.



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    Diverso il discorso per chi è esonerato dal presentare la dichiarazione, come avviene per i lavoratori dipendenti che non hanno spese sanitarie o rate di mutui o altre spese deducibili.
    In questo caso, il dipendente riceve dall’azienda il modello 730-1 e lo spazio dedicato al Cinque per mille si trova a pagina 5.
    Il contribuente non è tenuto a rispedire all’Agenzia delle Entrate il modulo che riceve. Lo deve fare solamente se vuole destinare il Cinque per mille a un’associazione.

    Quando è tempo di iniziare la ‘campagna per il Cinque per mille’
    L’Irpef si paga entro il 31 maggio. Ma la compilazione e la firma dei moduli può avvenire dopo: c’è tempo entro il 30 giugno. È questo quindi il periodo in cui concentrare gli sforzi di ‘marketing’ dell’Associazione.

    Come agire
    A differenza delle normali donazioni, l’erogazione del 5 per mille non costa nulla al contribuente. Chi deve pagare 1.000 euro di Irpef, che indichi o meno il codice fiscale di un’associazione, le pagherà comunque. Se indica un’associazione, 50 di quei 1.000 euro andranno a un ente che lui conosce altrimenti andranno allo Stato.
    L’associazione che vuole raccogliere fondi anche per questa via non deve agire tanto sulla motivazione della persona ma soprattutto sulla sua memoria. L’importante è che il contribuente si ricordi e scriva senza errori il codice fiscale della vostra associazione.


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