
Dall’educazione terapeutica al pensiero narrativo:
l’impegno di Roche Diagnostics
L’invito rivolto a tutte le persone interessate al diabete a ‘scrivere la loro vita’ è l’ultimo passo, in ordine di tempo, di un lungo
percorso che Roche Diagnostics ha fatto insieme alla diabetologia pediatrica e dell’adulto in Italia.
Una ‘autobiografia’ di questo impegno potrebbe partire alla fine degli anni ‘90, quando Roche Diagnostics si pone a fianco di alcuni
tra i diabetologi più attenti ad approfondire la relazione con il paziente. Nascono così numerose iniziative tese a diffondere tra i
Team diabetologici la filosofia dell’Educazione Terapeutica, che portano ad un cambiamento del rapporto medico/paziente basato sul
dialogo e sulla centralità della persona con diabete, supportata in questo modo nella gestione quotidiana della malattia.
Roche Diagnostics ha potuto intravedere la potenzialità di questo approccio anche grazie alla sua posizione privilegiata di produttrice
di soluzioni avanzate per la gestione del diabete. I lettori della glicemia aiutano a prendere decisioni informate e sono quindi uno dei
mezzi che rende possibile l’empowerment della persona con diabete.
Divenire da ‘pazienti’ a ‘protagonisti’ della propria condizione non è un passaggio facile. Un approccio diverso, paritario e non
prescrittivo da parte del Medico, come quello proposto dall’Educazione Terapeutica è una condizione necessaria ma non sufficiente. Per
assumere la responsabilità della sua salute, la persona con diabete deve lavorare su se stesso. Come aiutarlo?
Abbiamo colto al volo quindi il suggerimento di Franco Dammacco, pediatra endocrinologo che nelle sue riflessioni ha sempre precorso i
tempi. Dammacco ci ha stimolati a utilizzare il pensiero narrativo a fianco di quello logico-casuale e ha proposto l’utilizzo
dell’autobiografia ai fini terapeutici. Nasce da questo incontro il libro
Autobiografia e pensiero
narrativo che riassume gli approcci teorici elaborati negli ultimi due decenni dalla Psicologia culturale, propone alcune metodologie sviluppate nell’ambito di diverse scienze umane e approfondisce un approccio formativo e autoformativo sperimentato nell’ambito della Diabetologia pediatrica. Il tutto con l’obiettivo di stimolare – così come è avvenuto con l’Educazione Terapeutica – la riflessione fra i Team diabetologici italiani.
Lavorando intorno a questo libro, abbiamo scoperto che è italiana una delle principali ‘scuole’ di pensiero relativa all’ autobiografia
e il suo fondatore, Duccio Demetrio, esperto di pedagogia degli adulti, ideatore della Libera università dell’autobiografia, stava
appunto saggiando, soprattutto attraverso Natalia Piana, l’utilizzo di questo strumento in contesti di malattia.
L’autobiografia ‘terapeutica’ è oggi proposta a diabetologi e operatori sanitari in alcuni corsi e seminari, quali ad esempio il Master
SID sul Basic Curriculum del Diabetes Education Study Group.
L’ultimo capitolo di questa narrazione lo ha descritto molto bene Dario Iafusco in un’altra pagina di questo sito.
Cercando di usare il pensiero narrativo per scrivere un ‘manuale di diabetologia’ a uso di bambini e ragazzi ci eravamo appunto
indirizzati alla creatività del Team napoletano guidato da Francesco Prisco e Dario Iafusco. Questi ci ha proposto di cambiare punto
di vista e adottare come strumento... proprio quell’autobiografia che noi stavamo proponendo alla diabetologia – soprattutto degli adulti.
L’esperienza ha entusiasmato anche noi e oggi "L’isola che non c’è" è uno degli oltre trenta libri da noi editi che mostriamo con
maggiore orgoglio. Perché non proporre allora a un pubblico più vasto il piacere e l’esercizio di scrivere di se stessi? Perché non dare
uno stimolo a una riflessione ‘narrativa’ più ampia? Nasce così l’idea di questo concorso di scrittura: "Scrivi la tua vita, come
vuoi" che è più un esercizio collettivo che un concorso vero e proprio e l’invito a... provare anche voi a scrivere dell’argomento
che meglio si conosce e più si deve approfondire: se stessi.
Massimo Balestri
Roche Diagnostics
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