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Anche questo è diabete!


Verso le tre Peppe, o forse Renato, proposero di andare via. E pensavo: "Che bella serata!" Tra piacevoli incontri lungo la nostra passeggiata e soste ‘per dissetarci’ in qualche bar era stata una bellissima serata! A quell’ora Via Roma era un fiume di gente. Era il 23 settembre, San Matteo, patrono di Salerno. Camminavo, non senza difficoltà, fianco a fianco ai miei amici e, trasognando, fui catturato dallo sguardo di una ragazza che, guardandomi negli occhi, incantevolmente sembrava suggerirmi una lunga serie di emozioni. Estasiato, la seguii finchè potevo. Altri due passi quando sentii: "Domenico!" Mi voltai verso di lei e una lunga serie di ricordi, più o meno chiari, confondeva la mia mente. - "Non ti ricordi di me?!", esclamò! Ed io, come in un sogno, non riuscendo a concretizzare pensieri e parole, pur aggirandosi nella mia mente vari eventi legati a lei, non ricordavo il suo nome! "Allora", disse, "veramente non ti ricordi?"
Urlai il suo cognome, il numero di telefono. Ma il nome non lo ricordavo! Aggiunsi il suo indirizzo. E lei, sorridendomi: " Valentina". Visibilmente emozionati, e per questo impallati, riuscimmo solamente a scambiare qualche parola ed il numero, con tante promesse…
Quella notte non dormii! "Valentina", pensavo... Ero tornato indietro di oltre 10 anni: campo scuola per diabetici a Capri; era il 1990. Una settimana da Dio! Con tanto di colonna sonora: Acqua azzurra, acqua chiara, canticchiata da una certa Valentina… Ancor’oggi, quando ripenso a quel campo, mi viene la pelle d’oca. Le bottiglie di coca-cola rubate al bar abbandonato sulla terrazza dell’albergo, fatte passare attraverso la zanzariera, bucata con un accendino, e nascoste sotto al letto; le macchie sui muri fatte con la stessa coca-cola; dovevamo festeggiare emulando i campioni di Formula 1.
Il panino al prosciutto, per quell’occasione “farcito” con una saponetta, presa intenzionalmente dal bagno, ad Alessandro; doveva essersi sciolta bene visto che quella che gli colava sembrava maionese; da allora, e ancora oggi, Sandro Saponetta! Le partitelle a pallone due contro due fuori l’albergo mentre ci si organizzava per partire; i palloni che, colpendo le rose della Signora, si bucavano. Le fughe in piazzetta a Capri per comprare caramelle, gommose e cioccolatini vari; le corse tra i vicoletti per smaltire l’iperglicemia per ordine di qualche dottore che ci beccava sempre. La mensa dove andavamo a mangiare; il libro Ventimila Leghe Sotto i Mari dimenticato l’ultimo giorno sotto al tavolo. Gli incontri con Lucio Dalla e Peppino di Capri, con relative firme, gelosamente custodite; peccato che erano nel libro di Verne! Valentina: il sogno di tutti noi ragazzini... La mia prima, vera, cotta.
SMS, MMS, Internet? Allora avevamo solamente carta e penna; al massimo il telefono! Dodici anni io, nove lei! Così, per un anno, con un incontro all’Edenlandia. Si concluse con, non ricordo chi, mentre andavo via, affannosamente mi gridava: "Ha detto che vuole parlare!" Seguì una chiacchierata sul terrazzino della pizzeria; già allora seguirono tante promesse…
Ricordo che un giorno ero a casa del Nappi con Renato e mi venne la brillante idea di richiamarla; erano passati sei anni e da allora né più visti, né scritti, né sentiti. Il numero lo ricordavo... Ci vedemmo due volte: la prima, soli, a Salerno (ricordo andai col treno!); la seconda, con gli amici. Fu bello rivederla; ma la magia che ci aveva ‘legato’ era del tutto svanita. Entrambi attraversavamo un periodo molto particolare (e chi non ne passa almeno uno durante l’adolescenza!). Non ci saremmo più visti fino a quel 23 settembre 2002, dopo sette anni, o forse dodici, con due piccolissime parentesi.
Iniziammo con un paio di incontri ‘nascosti’, per evitare inutili polemiche; il fatto che io avessi una ragazza fissa non permetteva certo una ri-conoscenza! Ma sembrava essere in noi una convinzione: la sicurezza che quel nostro incontro portasse a qualcosa di importante… Nel frattempo mi laureavo e rompevo definitivamente, dopo cinque anni, con la mia ragazza “storica”. Gli incontri si moltiplicarono finchè un giorno, girando per Napoli, Vale, leggendo ad alta voce un cartellone pubblicitario di una compagnia aerea a basso costo, mi disse: "Dò, vogliamo andare a Berlino?". Lei, laureanda in Lingue e culture per l’impresa, vera amante della cultura tedesca, completava la sua tesi su Berlino, “La riunificazione”! Io, di ritorno da due fantastiche settimane in Egitto ed in Giordania, incazzatissimo con il mondo per le vicende sentimentali e lavorative (ero a tutti gli effetti un disoccupato), accettai…
Lo ricorderò sempre come uno dei viaggi più belli della mia vita! Due ragazzi più che ventenni, soli, a Berlino, non possono che divertirsi… Negli ultimi viaggi avevo sempre scritto un diario, fatto di commenti a posti e persone, che descrivevano le mie impressioni, le mie emozioni. Oggi, rileggendo gli appunti relativi a quel viaggio, ritrovo davvero poco. Erano dieci giorni da vivere a 360°; e così fu! Al ritorno sapevo cosa mi avrebbe atteso: nulla! Ma la nostra iperattività, la voglia di nuove avventure, il non accontentarsi mai… i nostri bei caratterini… Avevo l’occasione per lasciarmi tutto alle spalle per poi ricominciare. Oggi devo tanto a Valentina…
L’est e l’ovest: la gente, l’aria! Le api e i gelati! L’appartamento carinissimo e la bottiglia di Ferrari che svettava tra le lattine di birra riposte sul piano della cucina; un litro d’acqua costava 10 €! Il Check Point Charlie, la striscia di mattonelle che segnava la presenza del muro in Potsdamer Platz e che, tagliando la piazza in due, si perdeva sotto un grattacielo, con le sedi di Mercedes, Bmw e Daimler; Alexanderplatz, il quartiere ebraico, la reggia e il parco di Postdam, l’Olympia Stadion. La lingua e la fisionomia classica dei tedeschi. Le previsioni sulla glicemia e l’insulina fatta ‘insieme’…
Anche questo è diabete!


 

 
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