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Gestione del diabete

Nelle persone con diabete sono indicati i vaccini? Quali?

Effettuare le vaccinazioni di routine per i bambini e gli adulti diabetici secondo le raccomandazioni nazionali in relazione alla età. Effettuare annualmente la vaccinazione influenzale in tutti i soggetti diabetici di età superiore ai 6 mesi. La vaccinazione contro la polmonite è raccomandata per tutte le persone con diabete fino a 64 anni, con le modalità previste dalla normativa nazionale. Ad età ≥ 65 anni somministrare il vaccino pneumococcico coniugato. Effettuare la vaccinazione contro l’epatite B nei pazienti non vaccinati di età compresa tra i 19 e 59 anni. Considerare inoltre la vaccinazione anche per i pazienti non vaccinati di età ≥ 60anni.

Qual è la cadenza delle visite di screening?

Malattia cardiovascolare:
È consigliabile che lo screening di base sia effettuato annualmente in tutte le persone con diabete a partire dalla diagnosi della malattia. Tutte le persone con diabete, indipendentemente dal livello di rischio, devono eseguire annualmente di base:

  • esame dei polsi periferici e ricerca di soffi vascolari;
  • ECG basale;
  • determinazione dell’indice di Winsor (se normale può essere rivalutato a distanza di 3-5 anni; se <0,9 deve essere eseguito un ecodoppler degli arti inferiori).

Nefropatia diabetica:
Eseguire annualmente un test per valutare l’escrezione renale di albumina ed escludere la presenza di microalbuminuria: nei diabetici tipo 1 con durata del diabete >5 anni, in tutti i diabetici
tipo 2 iniziando alla diagnosi di diabete e nelle donne diabetiche in gravidanza.

La creatinina sierica dovrebbe essere misurata annualmente in tutti gli adulti con diabete indipendentemente dal grado d’escrezione urinaria di albumina. La creatinina sierica da sola non dovrebbe essere usata come misura della funzionalità renale, ma piuttosto essere utilizzata per stimare la velocità di filtrazione glomerulare per eseguire una stadiazione della malattia.

La valutazione della velocità di filtrazione glomerulare va eseguita almeno una volta l’anno nei pazienti normoalbuminurici; più spesso (ogni 6 mesi) nei pazienti microalbuminurici o portatori di nefropatia conclamata.

Dosaggio della albuminuria e stima del filtrato glomerulare dovrebbero essere integrati nello screening, diagnosi e monitoraggio dei soggetti con nefropatia diabetica; questo perché una quota rilevante di pazienti con diabete tipo 2 va incontro a malattia renale cronica pur rimanendo normoalbuminurico.

Retinopatia diabetica
Pazienti con diabete tipo 1 dovrebbero avere una prima valutazione del fundus oculi in dilatazione, dopo 5 anni dalla diagnosi del diabete o alla pubertà.
I pazienti con diabete tipo 2 dovrebbero avere una prima valutazione del fundus oculi in dilatazione, alla diagnosi di diabete.

I successivi esami, in entrambi i tipi di diabete, dovrebbero essere ripetuti almeno ogni 2 anni. Se la retinopatia è presente, l’esame dovrà essere effettuato più frequentemente.

Le donne diabetiche che pianificano una gravidanza dovrebbero essere sottoposte a un esame completo dell’occhio ed essere informate sui rischi dello sviluppo o della progressione della retinopatia diabetica. Le donne diabetiche in gravidanza dovrebbero essere sottoposte a un esame completo alla conferma della gravidanza e seguite fino al parto (in assenza di lesioni, almeno ogni 3 mesi; in presenza di retinopatia di qualsiasi gravità, a giudizio dell’oculista).

Neuropatia diabetica:
Lo screening della neuropatia deve essere eseguito in tutti i diabetici tipo 2 alla diagnosi e nei diabetici tipo 1 dopo 5 anni di malattia.

Le successive valutazioni devono avere cadenza annuale.

Lo screening della polineuropatia sensitivo-motoria simmetrica distale cronica deve essere effettuato utilizzando semplici test clinici, quali la valutazione della perdita della sensibilità pressoria al monofilamento di 10 g e della sensibilità vibratoria mediante diapason sul dorso dell’alluce, preferibilmente inseriti in un sistema strutturato a punteggio.

Gli esami elettrofisiologici non sono necessari per lo screening della polineuropatia diabetica mentre sono indispensabili per la diagnosi differenziale qualora le caratteristiche cliniche siano atipiche.

Lo screening per la neuropatia vegetativa deve essere eseguito attraverso un’accurata anamnesi, integrata dalla ricerca dei segni clinici e dai test dei riflessi cardiovascolari, in quanto i sintomi sono aspecifici e non consentono da soli di porre diagnosi di disfunzione vegetativa e i segni sono tardivi.

Macroangiopatia diabetica:
Lo screening per l’arteriopatia periferica dovrebbe prevedere la valutazione della presenza di claudicatio, la rilevazione dei polsi tibiali e la misurazione dell’indice caviglia/braccio (ABI).

La persona con diabete cosa può fare ogni giorno?

È opportuno istruire la persona con diabete all’attenta cura ed ispezione del piede nonché al controllo delle glicemie capillari secondo quanto concordato con il proprio diabetologo.

SMBG cosa è?

Dall’acronimo di self- monitoring of blood glucose, l’SMBG è la misurazione della glicemia su sangue capillare mediante strumenti portatili da parte degli stessi pazienti.

Perché è importante?

L’autocontrollo glicemico domiciliare, nelle persone con diabete, è in grado di determinare un miglioramento del controllo glicemico sia nel breve periodo (6 mesi), sia nel lungo periodo. l’SMBG rappresenta altresì un elemento di strategia terapeutica per la riduzione del rischio di complicanze microangiopatiche nel diabete tipo 1. Anche nelle persone con diabete di tipo 2 il SMBG rappresenta un valido strumento per il raggiungimento di un buon controllo glico-metabolico a fronte di un’adeguata compliance da parte del paziente.

Quando eseguire le misurazioni della glicemia?

Secondo le raccomandazioni dell’America Diabetes Association del 2017 nei pazienti in terapia intensiva multi-iniettiva e/o con microinfusore il controllo delle glicemie dovrebbe essere eseguito sistematicamente prima dei pasti e degli spuntini, occasionalmente dopo i pasti principali, prima di andare a letto e prima di un esercizio fisico, sempre nel sospetto d’ipoglicemia, dopo la correzione delle ipoglicemie, prima di guidare.

Quante misurazioni della glicemia eseguire?

L’uso e la periodicità dell’autocontrollo glicemico devono essere stabiliti sulla base della terapia del diabete. In caso di terapia solo dietetica o con farmaci che non causano ipoglicemia, sono sufficienti alcune decine di misurazioni per anno; in caso di terapia con farmaci non insulinici che possono determinare ipoglicemia le misurazioni, dovrebbero essere alcune centinaia l’anno; in caso di terapia insulinica le misurazioni dovrebbero essere molto più numerose e commisurate al numero d’iniezioni giornaliere (da un minimo di 400-500 a un massimo di 2000-2500 per anno).

Gli strumenti per la determinazione della glicemia capillare (glucometri) sono tutti uguali?

Dal 2013 tutti i glucometri in commercio devono sottostare ai criteri di accuratezza e precisione definiti dagli standard internazionali ISO 15197:2013, ciononostante i glucometri non sono tutti uguali in quanto ognuno ha delle caratteristiche proprie che lo rendono maggiormente idoneo ad un paziente per tale motivo le società scientifiche raccomandano ai soggetti erogatori/distributori (farmacie private, servizi farmaceutici ASL) di non sostituire lo strumento indicato dallo specialista prescritto in quanto la sostituzione dello strumento, da parte di personale non qualificato per la formazione del paziente all’impiego di altro prodotto, e responsabilità del distributore e può essere fonte di rischio per il paziente stesso.

FGM: cosa è?

FGM è l’acronimo di “Flash Glucose Monitoring” vale a dire monitoraggio flash della glicemia (FGM).

Quali sono le caratteristiche del FGM?

Il FGM consente il Monitoraggio in continuo della durata di 14 giorni.
Il sistema si compone di un sensore delle dimensioni di una moneta da due euro che può essere utilizzato per di 14 giorni in grado di misurare continuamente i livelli di glucosio interstiziale. Operando una scansione rapida del sensore con un monitor, o uno smart phone android, il paziente può visualizzare il valore attuale di glucosio, la direzione e, tramite supporto con frecce, la direzione e la velocità con la quella glicemia sta cambiando. Il device è in grado inoltre di fornire direttamente alcuni report strutturati sulla qualità del controllo glicemico rilevato dal sistema Flash.

Quali differenze rispetto ai sistemi rtCGM?

Rispetto ai sistemi rtCGM classici, il FGM è calibrato in fabbrica, non richiede calibrazioni da parte del paziente, non ha la possibilità di allertare il paziente stesso in caso di presenza di ipo o iperglicemia, inoltre, per ottenere i dati l’utente deve passare il lettore sul sensore. Il sensore conserva 8 ore di dati.

Quali i limiti?

Nonostante il sistema FGM sia proposto in sostituzione dell’SMBG il produttore raccomanda di continuare l’uso dell’autocontrollo glicemico in particolare nelle seguenti condizioni cliniche:

livelli di glucosio sono in rapido cambiamento;
necessità di confermare il sospetto d’ipoglicemia;
sintomi non corrispondenti ai livelli glicemici registrati dal sistema.

Per chi è indicato?

Il monitoraggio flash della glicemia (FGM) può essere utile nelle persone con diabete insulinotrattato per la diminuzione del rischio ipoglicemico e il miglioramento della qualità della vita

Monitoraggio in continuo del glucosio

Cosa è?

È una tecnologia che consente di fornire misurazioni della glicemia ogni pochi minuti, trend glicemici, allarmi per la predizione o il raggiungimento di soglie pre fissate per ipoglicemia e iperglicemia.

Quali tipi di strumenti ci sono ad oggi in commercio?

I sensori attualmente in commercio si dividono in impiantabili e minimamente invasivi. Dei primi fa parte l’ eversense che è costituito da un sensore (impiantabile nel sottocute) un trasmettitore, e un ricevitore costituito da un’app scaricabile sui più comuni smartphones. Il sensore ha una durata di 90 giorni al termine dei quali si deve procedere alla rimozione dalla tasca di alloggio sottocutanea.

Sensori minimamente invasivi, e più accurati, sono costituiti anch’essi da un sensore (che nel caso di questi sistemi “pesca mediante una canulina nel liquido intestiziale), un trasmettitore e da un ricevitore che può essere nel monitor del microinfusore (nel caso di sistemi integrati ) o nel monitor del cellulare (mediante scarico di applicazione dedicata) o nel display dell’apparecchio ricevitore abbinato,. tali tipi di sensore hanno una vita media di 1 settimana

Come funzionano?

I sistemi per il monitoraggio in continuo del glucosio rilevano il glucosio nel liquido interstiziale e sono costituiti da un sensore, un trasmettitore e un ricevitore.

Come/quando si utilizzano?

I sistemi CGM sono utilizzati in differenti modalità: come monitoraggio retrospettivo o holter-like o professionale, come monitoraggio in tempo reale non associato (stand-alone) o associato alla terapia con microinfusore insulinico (SAP) e nei prototipi di pancreas artificiale.

Nel caso del monitoraggio in tempo reale (rt-CGM) lo strumento che è a disposizione del paziente, fornisce informazioni sull’andamento glicemico con un ( ritardo di 5 minuti circa)

Quali benefici?

Il monitoraggio continuo del glucosio interstiziale real time (rtCGM) si è dimostrato utile nel ridurre i livelli di HbA1c, quando adottato con continuità dai pazienti con diabete tipo 1 in terapia insulinica intensiva
Il monitoraggio continuo del glucosio real time può essere usato con efficacia per raggiungere i livelli desiderati di HbA1c senza aumentare il rischio di gravi ipoglicemie, per ridurre le ipoglicemie gravi e per accorciare il tempo trascorso in ipoglicemia. L’efficacia del monitoraggio è correlata al tempo di utilizzo del sensore.

Gli obiettivi glicemici sono uguali per tutti?

Gli obiettivi glicemici differiscono in base alle caratteristiche del paziente ed al tipo di trattamento ipoglicemizzante. In generale in tutte le persone con diabete le glicemie e l’HbA1c vanno mantenute entro i livelli appropriati ridurre il rischio di complicanze acute e croniche. In particolare: nelle persone con diabete di tipo 1 non complicato l’ obiettivo è raggiungere un valore di HbA1c inferiore a 48 mmol/mol (6.5%) mentre nelle persone con diabete di tipo 1 con complicanze l’obiettivo passa 53 mmol/mol (7.0%) per i soggetti con complicanze. Nel caso di diabete di tipo 2 è applicabile limite di 48 mmol/mol (6.5%) purché tale livello sia raggiungibile con farmaci che comportano un basso rischio di ipoglicemia.

Tali limiti vengono modificati nelle persone con comorbidità o con ridotta aspettativa di vita, in tali categorie di persone i limiti della HbA1c sono meno stringenti.

Quali sono i target glicemici giornalieri?

Riguardo i target glicemici giornalieri è preferibile, qualora sia possibile impostarli senza eccessivi rischi d’ipoglicemia o altri effetti collaterali. Comunemente sarebbe auspicabile mantenere la glicemia a digiuno tra 70 e 130 mg/dl e quella post-prandiale (tra 1 e 2 ore all’inizio del pasto) sotto 180 mg/dl tranne in condizioni particolari come ad esempio la gravidanza o pazienti con hypo unawarness (ipoglicemie inavvertite).

Quali sono gli strumenti a disposizione del medico e del paziente?

Da sempre più tempo stanno prendendo piede dei sitemi di scarico dati dai glucometri come lo smart pix software.

Perché sono utili?

Tali sistemi consentono al paziente di visualizzare sul proprio smartphone l’andamento glicemico e, contestualmente, di inviare il report glicemico al proprio diabetologo o al proprio Curante. Ciò consente una maggiore compliance all’autocontrollo da parte del paziente e promuove al contempo un maggiore accessibilità al dato glicemico al personale sanitario anche da remoto.

Possono sostituire il diario glicemico cartaceo?

No, ma ne sono complementari.

A che punto è la ricerca sul diabete mellito?

Pancreas artificiale

In termini di cura del diabete una nuova frontiera è rappresentata dal pancreas artificiale che combina le caratteristiche di una pompa insulina con quelle di un sensore per la glicemia orchestrate dinamicamente insieme da un algoritmo che consente di modulare il rilascio di insulina/ glucagone (nel pancreas artificiale bi-ormonale) sulla base dell’andamento glicemico. Tutto senza l’intervento dall’esterno del paziente.

Come possiamo prevenire il diabete di tipo 2?

Dieta

Attraverso la riduzione dell’apporto calorico con l’alimentazione, prediligere l’introito di grassi insaturi (poli e mono insaturi) e seguire una dieta ricca in fibre ed alimenti a basso indice glicemico (es. dieta Mediterranea) gli acidi grassi saturi aumentano il rischio di diabete tipo 2, così come il consumo di carni rosse e bevande zuccherate.

L’assunzione di acidi grassi insaturi (poli- e monoinsaturi), un elevato consumo di noci, bacche, yogurt, caffè e te sono associati ad un ridotto rischio di diabete di tipo 2.

Stile di vita

Lo svolgimento di un’attività fisica regolare (20-30 minuti al giorno o 150 minuti alla settimana) rappresenta uno dei mezzi più appropriati per ridurre il rischio di diabete.

Osservare un adeguato periodo di riposo (approssimativamente 7 ore a notte) riduce il rischio cardiometabolico, mentre la deprivazione da sonno si associa ad un peggioramento dell’insulino-resistenza e dei fattori di rischio ad essa correlati, inclusa la glicemia.

Quali sono i nuovi farmaci per il diabete?

Esistono delle nuove classi di farmaci per il diabete di tipo 2 che sono subentrati nel mercato nell’ultima decada. Essi sono:
1) le gliptine (o inibitori del DPP4)
2) agonisti del recettore GLP1
3) Le glifozine (anche denominati inibitori dell’SGLT2 o glicosurici)

Come agiscono i farmaci per il diabete?
  1. le gliptine agiscono agiscono aumentando i livelil circolanti di Glucagon -like peptide 1 (GLP-1) e del glucose insulinotropic polypeptide (GIP) prodotto dalle cellule L dell’intestino tenue distale e del colon e dalle cellule K del duodeno, digiuno e ileo; GLP-1 e GIP a loro volta potenziano la secrezione di insulina e inibiscono quella di glucagone in maniera glucosio dipendente.
  2. agonisti del recettore GLP1 agiscono potenziando la biosintesi e la secrezione di insulina e inibendo la secrezione di glucagone in maniera glucosio dipendente; inoltre rallentano lo svuotamento gastrico e riducono l’appetito.
  3. inibitori del cotrasportator e sodio-glucosio di tipo 2 bloccano il riassorbimento del glucosio da filtrato nei tubuli renali lasciando che circa il 40% del glucosio filtrato venga eliminato con le urine e producendo cosi una riduzione della glicemia.
Quali sono le caratteristiche di questi farmaci?
  1. il trattamento con gliptne non si associa ad aumento di peso, o effetti collaterali gastrointestinali, hanno un basso potenziale di interazione con altri farmaci. Possono essere utilizzate in pz con insufficienza renale anche grave in cui deve essere eseguito un aggiustamento della dose tranne che per il linagliptin. Possono essere associati a insulina basale.
  2. in aggiunta ai farmaci orali presentano un efficacia ipoglicemizzante analoga all’insulina basale con effetti più favorevoli sul peso corporeo. Non si associa a ipoglicemia a meno che non sia in associazione a insulina basale o sulfaniluree. Ha effetti favorevoli sui fattori di rischio cardiovascolare quali il peso e la pressione arteriosa nonché sono efficaci nel prevenire la comparsa e della progressione della nefropatia diabetica.
  3. in associazione alla metfromina hanno un’efficacia analoga alle sulfaniluree e agli inibitori del DPP4. hanno effetti favorevoli su fattori di rischio cardiovascolare come la pressione arteriosa il peso corporeo e l’iperuricemia, inoltre presentano un effetto nefroprotettivo indipendente dal controllo glicemico.
Perché si deve misurare la glicemia?

L’autocontrollo glicemico è uno dei cardini su cui si fonda la terapia del diabete. Questo strumento ci aiuta nel definire la scelta della terapia.

L’uso dell’autocontrollo per raggiungere un obiettivo glicemico il più possibile vicino alla normalità, consente di ridurre il rischio di complicanze microangiopatiche nel diabete di tipo 1 e verosimilmente anche nel DM2 insulino trattato. Inoltre SMBG a digiuno si è dimostrato essenziale anche per il raggiungimento di un buon controllo glicemico nel diabetico di tipo 2 in trattamento con antidiabetici orali associati a una insulina a lunga durata d’azione. L’autocontrollo glicemico domiciliare, con diversa frequenza di misurazione, in genere da fare a scacchiera (giornaliera, settimanale o mensile), e estremamente utile anche nei pazienti con diabete tipo 2 in terapia non insulinica, ma solo in presenza di una azione educativa strutturata e di una attenta condivisione del diario glicemico da parte del team diabetologico.

Che cosa si intende per autocontrollo glicemico (SMBG)?

Per autocontrollo glicemico si intende il monitoraggio della glicemia su sangue capillare e l’interpretazione delle glicemie a cui devono conseguire interventi terapeutici correttivi su terapia e stile di vita da parte delle persone con diabete. Il paziente deve essere avviato all’autocontrollo esclusivamente nel contesto di un percorso educazionale che permetta al paziente stesso di utilizzare le informazioni per la modifica della terapia e avere un efficace feedback con il team diabetologico.

Quali sono gli obiettivi educazionali del SMBG?

Non è sufficiente istruire le persone con diabete su come utilizzare l’automonitoraggio glicemico, ma è indispensabile un percorso educazionale che renda il diabetico in grado di:

  • interpretare i risultati e intraprendere una decisione,
  • percepire i collegamenti tra specifici comportamenti (dieta, esercizio fisico) e i risultati della misurazione glicemica,
  • mettere in atto autonomamente comportamenti correttivi, farmacologici e non, in risposta ai risultati delle misurazioni glicemiche [Livello I, Claret al (2010)],
  • identificare piccoli obiettivi raggiungibili,
  • imparare a gestire gli errori,
  • capire perché sta male,
  • rendersi conto di come procede il controllo,
  • patteggiare con il medico tra i suoi bisogni e quelli della cura, sperimentare soluzioni alternative,
  • potenziare l’empowerment del paziente come un processo di crescita individuale, che lo faccia sentire libero di agire.
  • acquisire la consapevolezza di essere in grado di governare, seppur guidato, il suo controllo glicemico
Quali possono essere i limiti all’autocontrollo glicemico?

I limiti all’autocontrollo glicemico possono essere dovuti a diverse cause:

ansia nel rilevare glicemie alterate e conseguente paura delle complicanze

senso di limitazione della propria libertà

invasività e dolore della digitopuntura

un’azione che rimanda il paziente a un costante «ricordo» della propria condizione di malattia.

impatto economico.

necessità di educazione/training nell’esecuzione e nell’intervento conseguente

Chi deve effettuare l’autocontrollo glicemico?

L’autocontrollo glicemico deve essere fatto in funzione della terapia e del quadro clinico. Si possono declinare 5 classi di pazienti:

  1. Paziente in trattamento insulinico intensivo (basal-bolus o con microinfusore)
  2. Paziente in trattamento insulinico non intensivo o in trattamento combinato
  3. Paziente in trattamento con ipoglicemizzanti orali secretagoghi.
  4. Paziente in trattamento diabetico e/o con farmaci insulino-sensibilizzanti e/o incretinomimetici
  5. Paziente con diabete gestionale
Cosa mi serve per effettuare l’automonitoraggio della glicemia capillare?

Per effettuare l’automonitoraggio della glicemia capillare serve:

glucometro

strisce reattive

penna pungi dito

lancette pungi dito

Come si effettua il test della glicemia capillare?
  1. Lavare e asciugare bene le mani
  2. Inserire la lancetta nel pungidito
  3. Mettere la striscia reattiva dentro al glucometro facendolo accendere
  4. Appoggiare il pungidito perpendicolarmente al polpastrello e premere il pulsante di sparo dell’ago
  5. Fare pressione alla base del dito per favorire la fuoriuscita della goccia di sangue
  6. Avvicinare il glucometro con la striscia precedentemente inserita e far aspirare la goccia di sangue
  7. Attendere qualche secondo per visualizzare sullo schermo il risultato
  8. Eliminare ago pungidito e striscia reattiva usati
Perché non si deve disinfettare il dito prima della digitopuntura?

Disinfettanti, alcol, salviettine disinfettanti o pulenti non devono essere utilizzati prima della digitopuntura. Tutti questi prodotti possono alterare il risultato della misurazione glicemica. È sufficiente lavare le mani con acqua e sapone e asciugarle bene.

Che consigli posso dare per ridurre il dolore alla digito puntura?

Consigliare di utilizzare le zone laterali dei polpastrelli che sono meno sensibili determinando meno dolore. Inoltre, in quasi tutti i dispositivi pungidito, è possibile regolare la forza e la profondità dell’ago per sentire meno dolore.

Come si smaltiscono aghi e strisce reattive usate?

Se presso il comune di residenza non ci sono indicazioni specifiche, è possibile buttare aghi pungidito e strisce reattive usate in una bottiglietta di plastica vuota (es. acqua da 1/2 lt). Quando è piena, chiudere bene e buttare nel sacco della pattumiera indifferenziata. Anche gli aghi monouso per la somministrazione di insulina possono essere buttati nella stessa bottiglietta.

Come si conserva e quanto dura l’insulina?

L’insulina non aperta si conserva in frigorifero ed è valida sino alla data di scadenza riportata sulla confezione dalla ditta produttrice. L’insulina aperta deve essere conservata a temperatura ambiente per quattro settimane (28 giorni). Questo vale per tutte le insuline a parte un’insulina long action che può essere conservata per otto settimane a temperatura ambiente.

Quali sono i siti di iniezione dell’insulina?

L’insulina si somministra nel tessuto adiposo, per cui i siti consigliati sono:

  • In addome ad eccezione di un’area circolare di 5 cm attorno all’ombelico
  • Cosce, parte superiore lateralmente
  • Braccia, parte superiore posteriormente
  • Glutei, quadrante superiore esterno
Si deve fare sempre il pizzicotto quando si inietta l’insulina?

L’uso della tecnica del pizzicotto dipende dalla lunghezza dell’ago che si adopera. Con aghi di 4 o 5mm non è necessaria, mentre deve essere fatta con aghi da 6mm in su allo scopo di evitare di fare l’iniezione nel muscolo.

Perché si devono continuamente ruotare i siti di iniezione dell’insulina?

La corretta rotazione dei siti di iniezione dell’insulina preserva l’integrità del sito. Previene la formazione di lipodistrofie riducendo la variabilità glicemica, le ipoglicemie, il consumo di insulina e di conseguenza i costi sanitari.

Che cos’è l’aderenza terapeutica?

L’aderenza terapeutica è la misura in cui il comportamento di una persona (assumere un farmaco, seguire una dieta o cambiare il proprio stile di vita) corrisponde alle raccomandazioni concordate con un operatore sanitario.

Questo concetto si riferisce tanto alle prescrizioni farmacologiche, che alle indicazioni relative alla dieta ed allo stile di vita.

L’aderenza è una condizione indispensabile in setting clinici ad andamento cronico quali ad esempio ipertensione, asma, cancro, HIV e anche Diabete Mellito.

Cosa comporta la scarsa o totale mancanza di aderenza da parte della persona con diabete mellito?

La scarsa aderenza alle raccomandazioni concordate con gli operatori sanitari è la principale causa di mancata efficacia delle terapie farmacologiche, a cui si associa un aumento degli interventi di assistenza sanitaria inappropriati, della morbilità e della mortalità, rappresentando un danno per i pazienti, il sistema sanitario e l’intera società. (fonte: ricerca Doxa).

Fattori che contribuiscono alla “Non aderenza”

1. Fattori individuali, legati al paziente (attitudini, abitudini, convinzioni, contesto socio-economico)

2. Fattori legati al prescrittore (competenza, conoscenza, attitudini, convinzioni, contesto professionale,capacità comunicativa)

3. Fattori inerenti il sistema sanitario di riferimento (accessibilità ed equità delle cure)

Sabate E, ed, Adherence to long term therapies: evidence for action. Geneva, WHO, 2003

Cosa si intende per empowerment del paziente?

Con il termine empowerment viene indicato un processo di crescita del singolo individuo, attraverso percorsi di natura diversa (terapeutico, formativo, esperienziale, ecc.), che consentono di incrementare la stima di sé e di sviluppare nuove abilità e competenze necessarie a governare il proprio controllo glicemico. Tutto questo aumenta la propria capacità di acquistare libertà e di rendersi liberi nell’assumere decisioni e nell’intraprendere azioni in autonomia, anche se sempre guidato dai sanitari.

Per valutare il controllo glicemico dalla persona diabetica è sufficiente l’autocontrollo della glicemia capillare?

L’autocontrollo della glicemia capillare da sola non basta, ogni diabetico deve anche misurare l’emoglobina glicosilata almeno due volte l’anno.

Che cos’è l’educazione sanitaria?

È il processo che aiuta la persona ad acquisire nuove conoscenze e competenze utili a mantenere il benessere e a prevenire eventuali malattie ed è rivolta alla popolazione senza problemi di salute.

Che cos’è l’educazione terapeutica?

L’educazione terapeutica è rivolta a persone con problemi di salute. E’ il processo che aiuta la persona ad acquisire nuove conoscenze e competenze utili a mantenere il benessere e a prevenire eventuali malattie ed è rivolta alla popolazione senza problemi di salute.

È parte integrante della presa in carico e del trattamento sanitario. Permette di acquisire e mantenere abilità che consentono di modificare consapevolmente i comportamenti, tutelare e migliorare la propria salute.

Principale caratterista è quella di aiutare il paziente e la famiglia a comprendere la malattia e il trattamento, a cooperare con gli operatori sanitari e migliorare e mantenere la qualità della vita. E’ incentrata sul paziente e deve aiutarlo ad apprendere l’auto-cura.

Perché si deve misurare anche la glicemia post prandiale?

La glicemia postprandiale ci permette di valutare se gli obiettivi glicemici sono raggiunti e quindi, anche un buon controllo glicemico globale.

Quanti controlli glicemici si devono fare?

Il numero di controlli dipende dal tipo di terapia:

  • per la terapia ipoglicemizzante orale che non induce ipoglicemia, sono raccomandati 3-5 misurazioni al mese
  • per la terapia ipoglicemizzante orale che può indurre ipoglicemia, sono raccomandati 15-20 misurazioni al mese
  • per la terapia insulinica non intensiva o in trattamento combinato con farmaci non insulinici orali o iniettivi, sono raccomandati 40-
    50 misurazioni al mese
  • per la terapia insulinica intensiva (basal bolus) o microinfusore, sono raccomandati 150 controlli al mese.

In caso di squilibrio glicemico o in presenza di malattie intercorrenti, si raccomanda un numero di controlli illimitato per tutte le tipologie di terapia.

Perché il diabetico deve essere educato all’autocontrollo della glicemia?

L’autocontrollo della glicemia è fondamentale per la gestione quotidiana del diabete.

Il paziente durante il processo educativo, oltre ad apprendere le tecniche per l’utilizzo dello strumento e la corretta misurazione della glicemia, deve saper registrare e interpretare il dato per poterlo condividere con l’equipe diabetologia.

L’autocontrollo, inoltre, deve essere associato a piani di autogestione concordati con il personale sanitario qualificato.

Perché il diabetico deve essere educato all’autocontrollo della glicemia?

L’autocontrollo della glicemia è fondamentale per la gestione quotidiana del diabete.

Il paziente durante il processo educativo, oltre ad apprendere le tecniche per l’utilizzo dello strumento e la corretta misurazione della glicemia, deve saper registrare e interpretare il dato per poterlo condividere con l’equipe diabetologia.

L’autocontrollo, inoltre, deve essere associato a piani di autogestione concordati con il personale sanitario qualificato.

Si può utilizzare il glucometro per provare la glicemia a un familiare o a un amico?

Non è possibile utilizzare il proprio glucometro su altre persone perché implicherebbe l’uso della stessa penna pungidito con il rischio di trasmettere infezioni. Per questo motivo il glucometro deve essere considerato un dispositivo individuale.

Quando iniziare la Terapia Educazionale (TE) al paziente diabetico?

La TE deve essere iniziata al più presto possibile: subito dopo la diagnosi e rivalutata nel tempo allo scopo di mantenerne i benefici. La TE è inoltre necessaria ogni qualvolta si compiono modifiche dello schema terapeutico o dello stile di vita.

Che cosa bisogna verificare prima di iniziare qualsiasi tipo di addestramento?

Prima dell’addestramento, è utile verificare le capacità e le possibilità di autogestione della malattia. Bisogna verificare la presenza di eventuali limiti oggettivi come ipovisus, scarsa mobilità o deformità delle mani o decadimento cognitivo e di eventuali limiti emotivi. In quest’ultimo caso va educata anche l’autogestione dei problemi psico-sociali coinvolgendo eventualmente il care giver. La corretta gestione di questo aspetto è fortemente associato a esiti positivi per il diabete.

Perché è sconsigliato iniettare l’insulina appena tirata fuori dal frigorifero?

È sconsigliato perché l’insulina fredda ha un assorbimento irregolare con conseguente risposta glicemica alterata, e perché rende l’iniezione più dolorosa.

Quando bisogna verificare che le conoscenze del paziente siano quelle corrette e necessarie?

La verifica delle conoscenze del paziente deve essere fatta, a breve termine, dopo il primo addestramento. Può essere fatta di persona, durante la visita di controllo, altrimenti può essere fatta anche telefonicamente. In seguito deve essere fatta almeno una volta l’anno.

Come verifico che le informazioni in possesso del paziente sono corrette?

La verifica delle informazioni immagazzinate dal paziente si fa ponendo delle domande in merito alle conoscenze che vogliamo accertare. Se le risposte sono corrette, vuol dire che l’addestramento è stato efficace. Se le risposte sono sbagliate o incomplete, è consigliabile ripetere l’addestramento.

Perché è importante monitorare la glicemia nel diabetico che pratica attività fisica?

La risposta glicemica all’attività fisica varia in rapporto al tipo di esercizio fisico, alla sua durata e al livello di intensità. Dipende anche dall’andamento della glicemia prima di iniziare l’attività fisica, dal tipo di terapia ipoglicemizzante assunta e dal grado di allenamento. Per tutti questi motivi è importante monitorate la glicemia prima e dopo avere svolto l’attività fisica allo scopo di prevenire episodi ipoglicemici.

Dizionario del diabete

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