Calo ponderale e attività fisica salutari per le persone con diabete e per la spesa sanitaria.

Uno studio pubblicato su Diabetes Care dimostra che le persone con diabete in sovrappeso che perdono chili con la dieta e con l’attività fisica riducono i costi sanitari di oltre 500 dollari l’anno a testa. Afferma Mark Espeland, professore di Scienze della salute pubblica al Wake Forest Baptist medical center (North Carolina), coautore dell’articolo: «Questo è il primo studio a dimostrare che la perdita di peso non è solo salutare per questi soggetti, ma è anche più economica per la comunità, in quanto riduce i bisogni di assistenza sanitaria».
La ricerca ha coinvolto 5.121 persone obese e sovrappeso, di età compresa tra 45 e 76 anni, con diabete di Tipo 2, selezionate tra i partecipanti allo studio Action for health in diabetes (Look Ahead), in corso dal 2001.
Va ricordato che l’indicatore oggi più utilizzato nella classificazione del sovrappeso e dell’obesità è il BMI (Body Mass Index) o IMC (Indice di Massa Corporea). Si tratta di un valore numerico ottenuto dal rapporto tra il peso espresso in kg e l’altezza espressa in m2 (kg/m2). In base al BMI, l’obesità può essere classificata come:

lieve o di 1° grado (BMI = 30-34.9);
media o di 2° grado (BMI = 35-39.9);
grave o di 3° grado o patologica (BMI = >40).

I partecipanti, reclutati in 16 siti sparsi in tutto il Paese, sono stati divisi in modo casuale in due gruppi numericamente simili. Al primo gruppo è stato assegnato un intervento sistematico, intensivo e continuativo sullo stile di vita, mirato alla riduzione del peso corporeo e all’aumento dell’attività fisica. Al secondo gruppo invece, quello di controllo, sono stati assegnati programmi di supporto e di educazione sanitaria sul diabete. Tutti i pazienti sono stati seguiti fino al 2012.
«I risultati hanno dimostrato che i membri del gruppo di intervento sullo stile di vita hanno avuto l’11% in meno di ricoveri in ospedale e ricoveri più brevi (meno 15%) rispetto ai soggetti di controllo, inoltre hanno utilizzato meno farmaci», riprende Espeland, che ha anche messo in evidenza come questi benefici abbiano portato a un risparmio medio di 5.280 dollari a persona in costi sanitari nell’arco di un decennio, corrispondenti a 528 dollari l’anno.
Durante i dieci anni di follow-up, nel gruppo sottoposto a intervento sullo stile di vita, si è riscontrato anche un migliore controllo del diabete, della pressione arteriosa, della qualità del sonno, della funzione fisica e dei sintomi depressivi.
I risultati dello studio hanno anche dimostrato, come è avvenuto per altri studi, che le analisi economiche possono offrire spunti molto interessanti nella ricerca clinica.

Fonte: M.A. Espeland el al., Diabetes Care; 2014 37(9):2548-56.

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