Quando ho scoperto di avere il diabete ho pensato subito che non avrei più potuto fare tante cose, soprattutto quelle più avventurose. Improvvisamente, sembrava che il mio unico desiderio fosse diventare “donna avventura”, quando fino al giorno prima non ci avevo mai pensato. Avevo paura ad attraversare la strada, i luoghi chiusi o troppo isolati mi mettevano angoscia. E la farmacia? L’ospedale? Ci sarà un ospedale vicino?

Io e il diabete eravamo talmente fusi e “appiccicati” con la colla, da non rendermi più conto di chi fossi io e quali fossero i miei reali desideri.

Poi, col tempo, con un percorso psicologico, mi sono resa conto che sì, il diabete mi metteva sempre davanti il suo carico di pensieri ed organizzazione. Sì, mi toglieva spensieratezza e immediatezza, ma io, in realtà, ero e sono una fifona di natura!

Aver trovato la me stessa tra gli aghi di insulina e le striscette mi ha aiutata a comprendere che non serve essere super eroi ma basta capire chi sei e dove vorresti arrivare. Scegliere le cose che più ti piacciono come persona, in base alla tua indole e inclinazione e non per sfidare il diabete o qualsiasi altra cosa, è una vera liberazione!

Non avere sempre bisogno di dimostrare qualcosa a qualcuno.
Non essere sempre così rigidi ed esigenti con se stessi ci aiuta ad alleggerire il carico del diabete ed a fargli perdere un po' di peso nel nostro cuore.
Facendo in modo che si prenda molti aspetti della nostra vita pratica, ma non dei nostri veri desideri.

E a voi?
Cosa ha tolto e cosa ha dato il diabete?
Riuscite a trovarci, dentro al mucchio, anche qualcosa di positivo?

Scrivetemi e raccontatemi la vostra storia se vi va.
Ogni mercoledì vi racconterò la mia!

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