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Tutti i miei sbalzi

Affrontare le notti con il diabete

Da quando conosco il mio attuale marito, difficilmente mi capita di dormire da sola.

Affrontare le notti con il diabete

Qualche congresso, qualche gita con una amica, ma, per la maggior parte delle volte, lui, è vicino a me. 

E, siccome ha il sonno leggerissimo, è una garanzia riguardo al possibile ingresso di ladri in casa e per gli allarmi del microinfusore. 

Lui sente tutto. Sia che vibri e sia che suoni, lui è lì, che sente ogni vibrazione e veglia su di me. 

No, scherzo, non è così romantico, mi dà una pedata per svegliarmi e ricordarmi che ho il diabete e che forse devo fare qualcosa.

Quando facevo l’università non vivevo a casa con i miei, ma lontano e con altri ragazzi. A volte, per dei periodi, ho vissuto anche da sola. Non avevo a disposizione la tecnologia di oggi e usavo le penne di insulina. Eppure, sono ancora viva e mai mi ha attanagliato l’ansia durante la notte. 

Forse era anche l’incoscienza della gioventù perché adesso, a pensarci meglio, forse un po’ ho rischiato o comunque mi sarei potuta trovare in situazioni difficili da gestire completamente da sola…  e mi viene un po’ d’ansia a pensarci ora.

Voi che cosa ne pensate? 

Avete mai avuto paura di dormire da soli? 

Di non accorgervi che la vostra glicemia sta facendo i capricci? 

Fatemi sapere! Scrivetemi per raccontarmi di voi.

Dai scrivetemi la vostra storia.

Ogni venerdì vi racconterò la mia!

Aiutaci a divulgare queste testimonianze, affinchè possano lasciare un'impronta, una traccia anche un solo piccolo segno a qualcuno là fuori che con voce silenziosa chiede sostegno e non deve sentirsi solo.

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