Antonio e Ilaria

MANO NELLA MANO NELLA SFIDA DEL DIABETE

Ogni giorno e diabete



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Antonio e Ilaria

Antonio ha 66 anni e vive a Ravenna. Prima lavorava come carrozziere in un’officina, mentre ora è in pensione e si dedica con passione al volontariato nella Protezione civile. Ha scoperto di avere il diabete nel 1993: all’epoca di anni ne aveva 41 e non aveva idea di cosa fosse il diabete e, soprattutto, cosa comportasse. “Quando l’ho scoperto non avevo i sintomi tipici del diabete, solo un po’ di stanchezza; il mio medico curante mi ha prescritto degli esami dai quali è effettivamente emerso un valore di glicemia molto alto. Da lì ha avuto inizio il mio percorso.”
Antonio ha sempre fatto poca attività fisica ed è sempre stato una persona golosa:
“Mia moglie Ilaria fa dei manicaretti eccezionali e, per molto tempo dopo la diagnosi, ho faticato a rinunciarvi. Anche per lei è stata dura cambiare il suo modo di cucinare.


Può sembrare una sciocchezza, ma anche le abitudini giocano un ruolo fondamentale nell’accettazione della malattia, e non sempre sono facili da cambiare”.


Come spesso accade, Antonio ha inizialmente avuto un momento di rifiuto della diagnosi; anche incentivato dal fatto di non avere sintomi specifici, ha continuato a condurre la vita che aveva fatto fino a quel momento. Le conseguenze, però, non hanno tardato ad arrivare. “Sono andato avanti per anni praticamente senza curarmi; facevo l’insulina, sì, ma non avevo cambiato minimamente il mio stile di vita. Anche dopo i primi problemi al piede destro, faticavo davvero ad aderire alla terapia e a seguire i consigli dei medici.” Continua Antonio: “Sono stato ricoverato e mi hanno amputato tre dita del piede. Per me è stato uno choc. Per settimane non sono stato autonomo, dipendevo totalmente da mia moglie”.


Se è vero che in questa patologia l’autogestione è la carta vincente, le cose migliorano quando si ha il sostegno di un’altra persona.



Ilaria è proprio questo, per Antonio: “Ilaria è stata un angelo, senza di lei non mi sarei mai ripreso. Ci siamo seduti uno di fronte all’altra e abbiamo parlato a lungo: mi ha convinto a seguire la terapia, a mangiar meno e meglio e a fare sport. Lei stessa ha dovuto cambiare le sue abitudini. Adesso seguiamo una dieta più sana e ci concediamo le sue prelibatezze solo una volta ogni tanto.”
La vita di Antonio non è più la stessa, ma ha capito che, seguendo la terapia e i consigli del diabetologo, è tutto più semplice; la sua fortuna, ribadisce, è avere al suo fianco l’inseparabile moglie Ilaria. Insieme, si sono fatti carico di tutti gli aspetti che riguardano la gestione quotidiana del diabete. Insieme, hanno cambiato le loro abitudini. Insieme, hanno trovato un nuovo modo di vivere la loro vita.


L’autogestione è la carta vincente, ma le cose migliorano quando si ha il sostegno delle persone che si amano.


					                
				
					
				
				
					
				
				
					
					
					
					
					
					
					
					                
					                
				
				

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