Camminare in gruppo fa bene

La partecipazione ai gruppi di cammino migliora la salute senza effetti collaterali.

Sport e attività fisica e diabete


09 novembre 2015

Camminare in gruppo fa bene

I gruppi di cammino sono un’importante opportunità di salute e di socializzazione: il camminare, oltre ad essere uno strumento di benessere, ha il vantaggio di essere una forma di esercizio fruibile dalla maggior parte delle persone. Lo conferma anche uno studio, pubblicato sul British Journal of Sports Medicine: partecipare a un gruppo di cammino è un ottimo modo per migliorare la salute ed è privo di effetti collaterali.
Il gruppo di ricerca, coordinato da Sarah Hanson della University of East Anglia di Norwich, nel Regno Unito, ha analizzato i dati disponibili, pubblicati fino alla fine del 2013, sulle conseguenze per la salute fisica e mentale della partecipazione a gruppi di cammino. «Abbiamo individuato 42 studi svolti su un totale di 2.000 persone, e tre quarti di essi sono stati pubblicati nell’ultimo decennio, un dato che suggerisce un crescente interesse per l’argomento», precisa l’autrice. Gli studi hanno coinvolto partecipanti di 14 paesi diversi con una vasta gamma di malattie croniche quali artrite, demenza, diabete, obesità e morbo di Parkinson.
L’analisi dei dati raccolti ha confermato che i gruppi di cammino rendono le persone più attive fisicamente. Inoltre, chi vi partecipa riduce la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca a riposo, il grasso corporeo, il peso e il colesterolo totale. I camminatori sono anche meno depressi rispetto a prima di intraprendere questa attività. I gruppi di cammino potrebbero, quindi, rappresentare una buona strategia in termini di prevenzione: camminare in compagnia favorisce atteggiamenti positivi nei confronti dell’attività fisica.

Fonte: S Hanson et al. Br J Sports Med. Published online 19 January, 2015.


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