Cardiomiopatia dilatativa

È una forma di cardiomiopatia che può portare a scompenso cardiaco. Può verificarsi nel tempo nelle persone che hanno avuto un infarto o che presentino una cardiopatia ischemica cronica. E' caratterizzata dalla dilatazione delle cavità cardiache, in particolare del ventricolo sinistro. Può essere causata anche da alcuni farmaci e droghe e ne esistono anche forme idiopatiche, cioè senza una causa apparente.

Termini correlati

Scompenso Cardiaco

Condizione caratterizzata dall'incapacità del cuore di svolgere la sua funzione di pompa che garantisce un normale apporto di sangue a tutti gli organi e tessuti dell'organismo. Può essere la conseguenza di un danno ischemico, di un'ipertensione arteriosa di lunga durata, di una malattia delle valvole cardiache, di una patologia del muscolo cardiaco. Il rischio di scompenso cardiaco è circa il doppio nei maschi con diabete e cinque volte maggiore nelle donne con diabete. Può manifestarsi con affanno, edema degli arti inferiori, mancanza di forze.

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Infarto

In genere si intende l’infarto al cuore (miocardio), ma esistono anche l’infarto cerebrale (ictus), polmonare, della milza, dei reni, dell’intestino, etc. L’infarto è una lesione che si produce quando improvvisamente si interrompe il flusso sanguigno (ad esempio per un trombo o un embolo) e non ci sono ‘percorsi alternativi’ per fare arrivare ossigeno e nutrienti alle cellule. Può essere la conseguenza dell’occlusione di un’arteria, oppure del restringimento di un’arteria (una contrazione o spasmo dell’arteria, un restringimento o stenosi di tipo arteriosclerotico) associato a un calo di pressione. Se l’interruzione è breve si ha l’ischemia; se dura più

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Ischemia

Insufficiente afflusso di sangue ai tessuti. Se acuta, può determinare la morte delle cellule (infarto, ictus). La persona con diabete ha un aumentato rischio di ischemia a carico delle gambe (vedi arteriopatia obliterante periferica) e del cuore.

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