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Chetoacidosi

La chetoacidosi è una complicanza molto seria del diabete che può portare anche al coma diabetico. E' una grave emergenza medica caratterizzata da elevatissimi valori di glicemia e da una gravissima carenza di insulina; questo fa sì che per avere energia disponibile l'organismo sia costretto a 'bruciare' grassi e proteine, non potendo utilizzare il glucosio. Quando il corpo brucia i grassi e le proteine, produce dei prodotti di scarto  chiamati chetoni che si accumulano nel sangue aumentandone l'acidità. I chetoni prodotti in grandi quantità diventano intollerabili per l'organismo il quale proverà ad espellerli sotto forma di urine. Nel momento in cui non è in grado di espellerli tutti, i chetoni inizieranno ad accumularsi nel sangue provocando la chetoacidosi.

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Termini correlati

Glicemia

Concentrazione di glucosio nel sangue. Il valore normale della glicemia a digiuno è compreso tra i 70 e i 99 mg/dl; tra 100 e 125 mg/dl si parla di 'alterata glicemia a digiuno'; una glicemia al di sopra dei 126 mg/dl, sempre a digiuno, può definire una condizione di diabete. Viene dosata nel sangue attraverso un prelievo ma può essere rilevata anche su sangue capillare attraverso una striscia reattiva e un glucometro.Per la diagnosi di diabete sono necessari ulteriori approfondimenti diagnostici.

Insulina

L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta delle isole di Langerhans del pancreas. Viene rilasciata nel sangue quando il livello della glicemia sale. Il suo ruolo principale è quello di favorire, legandosi ad un recettore sulla membrana cellulare, la penetrazione del glucosio nelle cellule dei muscoli, del fegato e di altri tessuti. L’insulina, insieme al suo antagonista, il glucagone, regola anche l’attività metabolica del fegato. La persona con diabete può perdere, fin dall’inizio oppure progressivamente, la capacità di produrre insulina. In questo caso deve assumerla dall’esterno, con iniezioni o attraverso un microinfusore. Sono disponibili diversi tipi di insulina che si differenziano in base alla loro origine (animale, umana biosintetica, umana ricombinante) e soprattutto in base alla durata di azione. È infatti necessario far fronte in modo rapido alle grandi quantità di glucosio che si riversano in poco tempo nel sangue dopo i pasti (funzione postprandiale dell’insulina), ma anche garantire la presenza di una base minima di insulina durante tutta la giornata (funzione basale). Esistono quindi: insuline ultrarapide (o analoghi rapidi) in cui effetto inizia 5 minuti dopo l’iniezione (picco da 30 a 60 minuti dopo) e si azzera 3 ore dopo; insuline rapide (inizio dell’effetto dopo iniezione sottocute: 15-30 minuti; picco 2-4 ore; fine dell’effetto: 6-8 ore), insuline lente (inizio: 1-2 ore; picco: 4-12 ore; fine: 16-35 ore); insuline intermedie e ultralente (o analoghi lenti) che svolgono per circa 24 ore la funzione basale. Esistono anche preparazioni nelle quali sono premiscelate due tipi di insuline, così come è possibile, con le dovute istruzioni, preparare miscele di insuline ‘personalizzate’ sui bisogni della singola persona con diabete.

Poliuria

Diuresi abbondante, più di 2,5 litri di urina al giorno. Fa parte del quadro clinico del diabete scompensato.

Polidipsia

Sete patologica che porta a bere abbondantemente; fa parte del quadro clinico del diabete, in particolare può essere segno di chetoacidosi; in tal caso è importante verificare subito i livelli della glicemia e della chetonuria.

Vedi anche

Acidosi     Corpi Chetonici     Diabete Tipo 1