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Coma iperosmolare

Stato di incoscienza, preceduto da confusione e sonnolenza, associato ad una marcata perdita di liquidi e ad aumento della glicemia a valori estremi (800-1.000 mg/dl); è causato dalla mancanza di insulina, ma è caratterizzato dalla assenza di chetoacidosi. Più che da un cattivo controllo del glucosio nel sangue, il coma iperosmolare deriva da una profonda disidratazione in soggetti, in genere anziani, affetti da diabete di tipo 2. Può essere provocato dalla somministrazione di cortisonici (che aumentano la glicemia) o di diuretici che auemntano la peridta di liquidi e la disidratazione in un pazinete con un diabete magari già scompensato.

Termini correlati

Iperglicemia

Concentrazione elevata di glucosio nel sangue. L'iperglicemia configura una condizione di diabete quando la glicemia a digiuno supera i 126 mg/dl o i 200 mg/dl due ore dopo il pasto. Nella persona con diabete iperglicemie ripetute e prolungate danneggiano i vasi arteriosi, compromettendo la funzione di molti organi e provocando la comparsa delle complicanze.

Insulina

L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta delle isole di Langerhans del pancreas. Viene rilasciata nel sangue quando il livello della glicemia sale. Il suo ruolo principale è quello di favorire, legandosi ad un recettore sulla membrana cellulare, la penetrazione del glucosio nelle cellule dei muscoli, del fegato e di altri tessuti. L’insulina, insieme al suo antagonista, il glucagone, regola anche l’attività metabolica del fegato. La persona con diabete può perdere, fin dall’inizio oppure progressivamente, la capacità di produrre insulina. In questo caso deve assumerla dall’esterno, con iniezioni o attraverso un microinfusore. Sono disponibili diversi tipi di insulina che si differenziano in base alla loro origine (animale, umana biosintetica, umana ricombinante) e soprattutto in base alla durata di azione. È infatti necessario far fronte in modo rapido alle grandi quantità di glucosio che si riversano in poco tempo nel sangue dopo i pasti (funzione postprandiale dell’insulina), ma anche garantire la presenza di una base minima di insulina durante tutta la giornata (funzione basale). Esistono quindi: insuline ultrarapide (o analoghi rapidi) in cui effetto inizia 5 minuti dopo l’iniezione (picco da 30 a 60 minuti dopo) e si azzera 3 ore dopo; insuline rapide (inizio dell’effetto dopo iniezione sottocute: 15-30 minuti; picco 2-4 ore; fine dell’effetto: 6-8 ore), insuline lente (inizio: 1-2 ore; picco: 4-12 ore; fine: 16-35 ore); insuline intermedie e ultralente (o analoghi lenti) che svolgono per circa 24 ore la funzione basale. Esistono anche preparazioni nelle quali sono premiscelate due tipi di insuline, così come è possibile, con le dovute istruzioni, preparare miscele di insuline ‘personalizzate’ sui bisogni della singola persona con diabete.

Disidratazione

E' una condizione caratterizzata da un bilancio idrico negativo: la quantità di liquidi assunti è inferiore alla quantità di liquidi persi. Nella persona con diabete può essere la conseguenza dell'iperglicemia e della chetoacidosi che provocano un'abbondante produzione di urina. Nella persona anziana, che spesso non avverte lo stimolo della sete, la disidratazione può portare all'iperglicemia grave e ad una condizione chiamata iperosmolarità, che si manifesta con uno stato di semincoscienza e di sopore che può arrivare al coma.

Vedi anche

Diabete Tipo 2