Curati meglio gli anziani con diabete

Una ricerca dell’Associazione Medici Diabetologi ha dimostrato che in Italia l’assistenza agli over 75 con diabete negli anni è via via migliorata.

Ogni Giorno e diabete


06 maggio 2015

Curati meglio gli anziani con diabete

Questo il dato positivo emerso da una ricerca presentata dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD) nel corso del 50° meeting annuale della EASD, European Association for the Study of Diabetes, che si è svolto a Vienna dal 15 al 19 settembre scorso. In Italia su 3 milioni di persone colpite da diabete di Tipo 2, una persona su tre è over 65, una su quattro over 75. Queste cifre sono destinate a crescere, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, e meritano attenzione per quanto riguarda non solo la cura e l’assistenza dell’anziano con diabete, ma anche la prevenzione delle complicanze strettamente correlate alla malattia.
L’analisi degli Annali AMD, presentata a Vienna, dimostra che in Italia l’assistenza agli anziani con diabete negli anni è via via migliorata.

«La nostra ultima indagine si è concentrata sugli ultrasettancinquenni, oltre 145.000 persone i cui dati sono registrati nel database Annali AMD, perché queste persone con diabete hanno un maggior tasso di mortalità, maggiori disabilità e malattie associate, quindi richiedono particolari competenze ed un approccio personalizzato alla cura», chiarisce Riccardo Candido, diabetologo al Distretto 3 di Trieste e componente dei gruppi AMD dedicati alla terapia personalizzata e all’anziano.

«Il miglioramento all’assistenza agli anziani è dimostrato, in primo luogo, dal miglioramento dello score Q, l’indice ideato da AMD in collaborazione con la Fondazione Mario Negri Sud. Questo indice valuta l’efficienza delle cure e dell’assistenza prestate e, conseguentemente, l’efficacia nel prevenire le complicanze tipiche del diabete: dall’infarto all’ictus, ai disturbi della vascolarizzazione, alla mortalità. Si è visto che in otto anni, tra il 2004 e il 2011, è quasi raddoppiata, dal 19,2% al 35,7%, la percentuale di over 75 con score Q superiore a 25, valore soglia che identifica lo standard di qualità delle cure. Un valore superiore a 25 indica, quindi, una situazione migliore dello standard, mentre un valore inferiore a 25 vede aumentare il rischio di episodi come ictus o infarto. Si consideri che un valore tra 25 e 15 aumenta del 20% il rischio di complicanze, mentre sotto 15, il rischio cresce all’80%», spiega ancora Candido.

Fonte: Annali AMD, ricerca presentata a Vienna in occasione del 50° meeting annuale EASD, European Association for the Study of Diabetes

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