Diabete, autocontrollo della glicemia

A cosa serve l’autocontrollo della glicemia e come praticarlo in modo efficace. Per chi soffre di diabete l’autocontrollo e l'automonitoraggio della glicemia sono importanti. I risultati dell’autocontrollo forniscono allo staff medico informazioni fondamentali per eventuali correzioni della terapia farmacologica. Permettono alla persona con diabete di gestire in modo ottimale la malattia aiutandola a correggere l'alimentazione e a migliorare lo stile di vita.

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28 novembre 2018

Diabete, autocontrollo della glicemia

L'autocontrollo può ridurre le complicanze del diabete?

Controllando regolarmente i livelli glicemici è possibile migliorare il controllo del diabete e di conseguenza ridurne le complicanze. Numerosi studi, come il DCCT e l'UKPDS, hanno evidenziato che:

  • un autocontrollo glicemico regolare può ridurre significativamente, o rallentare, lo sviluppo di complicanze nelle persone con diabete di tipo 1
  • a terapia intensiva studiata per diminuire i livelli glicemici è in grado di ridurre notevolmente il rischio di complicanze a carico del sistema visivo, del sistema nervoso e dell'apparato renale, nelle persone con diabete tipo 1 e tipo 2

Che cosa si intende per un buon autocontrollo?

Gli strumenti a disposizione per ottenere un buon controllo metabolico sono: un'alimentazione corretta, un'attività fisica regolare, la terapia farmacologica se prescritta dal medico e l'automonitoraggio glicemico.

L'indicatore dell'andamento del diabete maggiormente utilizzato è la HbA1c (emoglobina glicata) che riflette la glicemia media dei precedenti 2-3 mesi. I valori di HbA1c, però, non forniscono una misura della variabilità glicemica o della presenza di ipoglicemie. In questi casi, quindi, il controllo glicemico viene valutato in modo più efficace attraverso la combinazione della misurazione della HbA1c e dell'automonitoraggio, poiché questo consente di verificare anche le fluttuazioni glicemiche. Se non controllate, queste fluttuazioni aumentano il rischio di insorgenza di complicanze.

È quindi molto importante tenere sotto controllo la variabilità glicemica attraverso la misurazione della glicemia in diversi momenti della giornata. Un buon autocontrollo non significa solo verifica dei valori di glucosio, ma anche interpretazione dei risultati e conseguenti interventi terapeutici volti a migliorarli.

Che cos'è l'autocontrollo strutturato?

Praticare un autocontrollo strutturato significa misurare la glicemia con la giusta frequenza, al tempo giusto e nella giusta situazione, così da generare informazioni utili che portino alle giuste azioni correttive.

é fondamentale che ci sia un accordo tra medico e paziente su:

  • obiettivi e significato del controllo glicemico
  • quando e con quale frequenza effettuare le misurazioni
  • valori da monitorare (digiuno, pre e post prandiale)
  • come raccogliere, analizzare e utilizzare i dati

Automonitoraggio della glicemia. Quando misurarla

I valori della glicemia sono da controllare:

  • a digiuno prima di colazione, prima di pranzo e prima di cena per verificare gli effetti della terapia in atto (valori target 70-130 mg/dl)
  • 2 ore dopo colazione, pranzo e cena per verificare l'effetto del pasto sulla glicemia (valori target < 180 mg/dl)


Fonti:

1. Standard di Cura SID-AMD 2009-2010.
2. The Diabetes Control and Complications Trial Research Group. Lancet 1999 Aug 14;354(9178):602.
3. UK Prospective Diabetes Study Group. N Engl J Med. 1993 Sep 30;329(14):977-86

Dizionario del diabete. Per saperne di più.

Autocontrollo     Campo scuola     Pungidito     Striscia    


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