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Diabete e celiachia

Autori: Iafusco D1, De Magistris L2, Confetto S1, Sapone A3, Zanfardino A1, Tolone C1, Perrone L

GIDM e diabete


28 febbraio 2019

Diabete e celiachia

La prevalenza dell’associazione tra diabete tipo 1 e celiachia è seconda soltanto a quella tra diabete e tiroidite. I dati epidemiologici disponibili invitano all’esecuzione di esame di screening per la malattia celiachia all’esordio del diabete e durante il follow-up (in età pediatrica). Le implicazioni cliniche della celiachia comprendono il malassorbimento intestinale e anche conseguenti episodi d’ipoglicemia, descritta anche come primo sintomo per la diagnosi nei pazienti con diabete.

La diagnosi di celiachia nel soggetto con diabete ha anche implicazioni terapeutiche: i prodotti senza glutine hanno una diversa proporzione in contenuto tra carboidrati e grassi, spesso maggior apporto calorico e più elevato indice glicemico, con conseguente necessità di adeguamento dello schema insulinico.

La rassegna offre una panoramica aggiornata sull’argomento e utili suggerimenti per la pratica clinica.

Sebbene alcune evidenze suggeriscano un potenziale ruolo patogenetico del glutine, microbiota e permeabilità intestinale nel diabete tipo 1, permangono ancora molti dubbi. Le più recenti linee guida raccomandano di effettuare lo screening per malattia celiaca in tutti i soggetti a maggior rischio con la ricerca del DHLA DQ2/8 (valore prognostico negativo). Nei pazienti con DMT1, che spesso presentano HLA predisponenti, è raccomandato il dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi associato al dosaggio delle IgA totali, tenendo però conto che l’aumento anticorpale potrebbe essere solo temporaneo e deve essere perciò ricontrollato nel tempo e confermato mediante biopsia duodenale.

Anche se spesso asintomatica nei soggetti con diabete tipo 1, la celiachia va sempre trattata con dieta priva di glutine, non ultimo per ridurre il rischio di ipoglicemie ricorrenti legate al malassorbimento intestinale e osteopenia. La comparsa d’ipoglicemie, talvolta inspiegabili e di difficile correzione, nonché una riduzione improvvisa della dose insulinica, possono essere segni di scarsa compliance alla dieta aglutinata, più difficile da accettare da parte di pazienti già costretti a convivere con una patologia cronica complessa quale il diabete.


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