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Gestione e terapia

Diabete e Covid-19, gli effetti della pandemia sulle diagnosi di diabete nel 2020

Ecco i dati raccolti nell’ultima edizione degli Annali Amd, un’indagine condotta periodicamente dall’Associazione Medici Diabetologi per fotografare la qualità dell’assistenza diabetologica erogata nel nostro Paese.

Diabete e Covid-19, gli effetti della pandemia sulle diagnosi di diabete nel 2020

A causa del lockdown, nonostante la buona risposta data dalla diabetologia per garantire la continuità assistenziale in favore delle persone con diabete, nel 2020 il numero di prescrizioni di farmaci antidiabetici si è ridotto del 33% rispetto all'anno 2019, con un picco del 70% durante la fase più critica delle pandemia, tra marzo e giugno 2020. Come conseguenza delle minori visite realizzate in presenza, le prescrizioni effettuate nel 2020 sono state circa 570 mila contro le oltre 850mila del 2019. È stata, inoltre, registrata una diminuzione del 60% delle prime visite: 18 mila il numero complessivo delle persone con diabete viste per la prima volta nel 2020, contro le oltre 40mila riportate nel 2019.


Lo studio, riferito agli anni 2019-2020, ha raccolto i dati di 282 centri di diabetologia sul territorio nazionale, quasi il 9% in più rispetto all'ultima misurazione, con un contestuale aumento del numero di persone con diabete monitorate (+12% per il diabete Tipo 2; +8% per il diabete Tipo 1).

Nonostante le difficoltà date dall'emergenza sanitaria, è straordinaria la partecipazione che riscontrata da parte delle diabetologie. Dai risultati emersi va data particolare rilevanza al dato relativo alla diminuzione delle prime visite perché ci suggerisce che ad oggi un grande numero di soggetti non ha ancora avuto accesso alla prescrizione per i farmaci antidiabetici. Nonostante ciò, però emerge per i soli casi visti in presenza, un aumento del numero di prescrizioni di questi farmaci. Inoltre, c’è stata una diminuzione del 25% delle nuove diagnosi di diabete rispetto al 2019, questo fa temere un aumento delle diagnosi tardive con risvolti negativi per la cura a lungo termine e per un potenziale aumento del rischio d'insorgenza delle principali complicanze correlata al diabete. Grazie ai dati trasmessi dai 282 centri partecipanti all'iniziativa Annali 2021, è stato possibile analizzare anche l'infezione da Covid-19 nelle persone con diabete: obesità e alti livelli di emoglobina glicata (HbA1c) sono le condizioni cliniche che, in generale, hanno determinato una peggiore progressione dell'infezione.

Gli Annali Amd rappresentano una risorsa preziosa per tutta la diabetologia italiana e il loro valore scientifico quest'anno forse assume ancor più significato, in quanto l’emergenza Covid-19 ha permesso di evidenziare tutte le potenzialità della telemedicina come attività complementare di quella in presenza. Per il futuro sarà però necessario riuscire a strutturare sistemi di telemedicina più adeguati a garantire, non solo le prescrizioni e il controllo metabolico, ma anche il monitoraggio da remoto delle complicanze e dei fattori di rischio, attualmente non pienamente erogabili in telemedicina.


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