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Diabete e immigrazione

L’educazione terapeutica strutturata nella popolazione diabetica immigrata di Giuseppe Giordano Dirigente Medico Diabetologico presso ASP Trapani

Diabete e immigrazione


Educazione terapeutica è uno strumento essenziale del processo di cura del paziente diabetico: deve essere alla base della gestione della malattia e verificata costantemente per controllare le modifiche comportamentali che permettono il raggiungimento degli obiettivi terapeutici prefissati.

Il crescente numero di immigrati musulmani residenti in Italia fa sì che gli addetti ai lavori debbano prendersi cura di persone con diabete che, oltre ad avere una cultura alimentare differente, seguono la pratica del digiuno durante il Ramadan. Oltre il 90% dei pazienti con diabete di tipo 2 e il 40% di quelli con tipo 1 decidono di seguire in maniera rigorosa i dettami del Ramadan per almeno quindici giorni. In tale contesto, l’educazione terapeutica durante quel lasso di tempo è di fondamentale importanza. Diventa necessario educare il diabetico di religione musulmana all’automonitoraggio glicemico quotidiano, all’adeguamento del trattamento farmacologico, al riconoscimento delle ipoglicemie e, soprattutto, sensibilizzarlo sulle situazioni in cui è assolutamente inevitabile interrompere il digiuno, per prevenire le conseguenze tipiche delle alterazioni glicemiche.

Non bisogna dimenticare che il percorso educazionale è un lavoro di équipe, all’interno del quale ogni specialista svolge un ruolo significativo nel sensibilizzare in maniera corretta il paziente diabetico e la sua famiglia. L’obiettivo, come sempre, è migliorare la qualità di vita del paziente, consentendogli non solo di restare in salute, ma anche di mantenere salda la propria identità religiosa e conservare le abitudini di vita che lo fanno sentire parte di un gruppo.

In questo senso, un esempio virtuoso è rappresentato da Mazara del Vallo, definita dalla stampa la “città più araba d’Europa” con circa il 90% degli immigrati di origine tunisina, dove sono state adottate alcune misure allo scopo di garantire al paziente musulmano diabetico la migliore assistenza: dal superamento delle barriere linguistiche, reso possibile dalla presenza di un interprete che spieghi loro termini e significati, all’adattamento dei programmi di cura della persona con diabete alle usanze dettate dalle tradizioni culturali e religiose.



DIABETE PER CAPIRSI
Il rapporto ISTAT 2014 sulle diversità linguistiche evidenzia importanti percentuali di cittadini stranieri con difficoltà nell’interazione con il personale dei Servizi di pubblica utilità, tra cui la Sanità, con difficoltà sia a capire che a farsi capire. Le difficoltà di comprensione aumentano ulteriormente quando si tratta di lettura di testi. Roche Diabetes Care Italy, attraverso il progetto “Diabete per Capirsi”, mette a disposizione del personale sanitario una serie completa di schede educative con vignette illustrate, divise per argomenti, sviluppate in collaborazione con medici diabetologi, in linea con gli standard italiani per la cura del diabete.


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