Diabete mellito e sindromi coronariche acute: indagine epidemiologica

Autore: Lacaria E, Baicchi C, Baldini U, Di Cianni G

GIDM e diabete


17 dicembre 2018


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Diabete mellito e sindromi coronariche acute: indagine epidemiologica

La malattia cardiovascolare (MCV) rappresenta la causa principale di mortalità e di morbilità dei soggetti con diabete mellito (DM). Scopo di questo studio è stato quello di valutare la prevalenza delle sindromi coronariche acute (SCA) in una coorte di pazienti con DM. Lo studio di tipo osservazionale retrospettivo è stato condotto attraverso l’analisi delle SDO e delle cartelle cliniche dei ricoveri per SCA (STEMI e NSTEMI) eseguiti presso l’UTIC di Livorno, nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2015 e il 30 aprile 2016. I casi di SCA registrati sono stati 559, di cui 91 a carico di pazienti diabetici. I soggetti diabetici con SCA (16,3% del totale) presentavano età media di 74 ± 10 anni, maschi nel 58% dei casi, in terapia con ipoglicemizzanti orali nel 64% e in terapia insulinica nel 36%. In questi 91 pazienti diabetici è stato registrato SCA STEMI nel 31% dei casi e nel restante 69% NSTEMI. Nel 43% dei soggetti diabetici (n. 39) si trattava di recidiva di evento cardiovascolare acuto. L’analisi dei fattori di rischio mostrava familiarità per MCV pari al 12%, ipertensione arteriosa 77%, dislipidemia 75%, fumo di sigaretta 30% (ex fumatori 42%) e sovrappeso-obesità 72%. All’ingresso in reparto la glicemia media era pari a 181 ± 78 mg/dl con HbA1c di 62 ± 19 mmol/mol. I parametri lipidici mostravano in gran parte valori oltre quelli considerati come target: 55% dei pazienti con DM avevano colesterolo LDL > 100 mg/dl, 77% colesterolo HDL < 50 mg/dl e 37% trigliceridi > 150 mg/dl. La SCA STEMI si associava in maniera signi cativa (p < 0,05) a una più elevata glicemia a digiuno (197 ± 84 vs 175 ± 75 mg/dl) e a una maggiore frequenza di obesità (32% vs 13%). Durante la degenza, durata in media 8 ± 5,5 giorni (STEMI 9 ± 5,7 e NSTEMI 8 ± 5,4), il 63% dei diabetici (n. 57) è stato sottoposto ad angioplastica coronaria percutanea, il 10% (n. 9) è stato trasferito in una U.O. di Cardiochirurgia per eseguire Bypass aorto- coronarico e il 25% (n. 23) trattato con terapia medica. Due pazienti con DM sono deceduti per shock cardiogeno. I dati analizzati confermano la forte associazione fra diabete mellito e sindromi coronariche acute. Come già evidenziato in letteratura, i nostri risultati evidenziano come i soggetti diabetici vengano spesso colpiti da eventi coronarici con manifestazione clinica severa e prognosi non sempre favorevole. La correzione dei fattori di rischio e un approccio terapeutico aggressivo rappresentano manovre indispensabili per la prevenzione primaria della SCA e delle sue recidive e/o sequele cliniche.


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