Diabete Tipo 2: dimagrire si può, mangiando più lentamente

I risultati di uno studio, condotto in Giappone, suggeriscono che i cambiamenti nella velocità con la quale si mangia hanno effetti positivi sull’obesità, l’indice di massa corporea e la circonferenza della vita di persone con diabete di Tipo 2.

Alimentazione e diabete


05 aprile 2018

Diabete Tipo 2: dimagrire si può, mangiando più lentamente

Quanto aiuta mangiare lentamente?
Mangiare più lentamente può determinare importanti cambiamenti che riguardano l’obesità, l’indice di massa corporea  e la circonferenza della vita.

Lo sostiene uno studio dell’Università di Fukuoka, in Giappone, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista scientifica BMJ Open. La ricerca ha coinvolto poco meno di 60.000 persone con il diabete di Tipo 2. Dal 2008 al 2013 i partecipanti allo studio sono stati sottoposti ad esami clinici, misurazioni del giro vita e dell’indice di massa corporea, analisi del sangue, funzioni epatiche. Nel frattempo, contestualmente, sono state catalogate le loro risposte a dei test sullo stile di vita e la velocità di assunzione del pasto. In particolare, sullo stile di vita è stata posta particolare attenzione a: consumo di alcol, omissione della colazione, aspettare almeno 2 ore dalla cena prima di andare a dormire o assunzione di snacks serali, sulle abitudini alimentari e sullo stile di vita. Incrociando tutti i dati, è emerso che le persone più sane e vicine al peso ideale erano quelle che dichiaravano di mangiare lentamente. E tra i soggetti che negli anni hanno rallentato il loro modo di mangiare i risultati hanno confermato una migliore forma fisica.

Mangiare lentamente vs Mangiare velocemente
Ai partecipanti sono state chieste informazioni riguardanti le loro abitudini alimentari nell’arco della giornata, compreso lo stile di vita. È emerso che chi mangia lentamente tende a non eccedere nel cibo, di conseguenza ingrassa meno e limita il rischio di diabete o problemi cardio-circolatori. Secondo i dati emersi al termine dello studio coloro che sono soliti mangiare velocemente hanno una probabilità di essere obesi del 29% maggiore rispetto a chi mangia a velocità normale e del 42% maggiore rispetto a chi mangia lentamente.

I ricercatori giapponesi, però, non consigliano solo di consumare i pasti senza fretta, facendo bocconi piccoli e masticando attentamente il cibo, ma aggiungono che per dimagrire senza seguire una particolare dieta occorre far passare un paio d’ore tra la fine della cena e il momento di andare a letto. La colazione deve essere ricca e non deve mancare qualche allenamento durante la settimana (va bene anche una semplice passeggiata, per i più pigri). Concludono affermando che i cambiamenti nella velocità di assunzione dei pasti può influenzare il rischio di sviluppare obesità, il BMI l’indice di massa corporea e la circonferenza addominale, pertanto interventi mirati a ridurre la velocità di assunzione del pasto potrebbero essere efficaci nel ridurre i problemi di salute associati all’obesità.

Fonte: H Fukuda et al. BMJ Open. February 12, 2018; 8(1).

Dizionario del diabete. Per saperne di più.


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