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Diabete Tipo 2: la vitamina D non riduce il rischio

Uno studio presentato al congresso dell’ADA e pubblicato sul New England Journal of Medicine, afferma che nei soggetti con prediabete la somministrazione di vitamina D non riduce il rischio di sviluppo del diabete Tipo 2.

Gestione e terapia e diabete


12 settembre 2019

Diabete Tipo 2: la vitamina D non riduce il rischio

D2d – Vitamina D e diabete Tipo 2

Al congresso dell’Associazione Americana di Diabetologia (ADA), quest’anno è stata presentata una nuova ricerca chiamata D2d (Vitamin D and Type 2 diabetes) del tutto contro corrente, in cui si afferma che una somministrazione supplementare di vitamina D non riduce in modo significativo il rischio di sviluppare il diabete Tipo 2 in coloro che sono predisposti, quindi soggetti con prediabete, e che già presentano un valore sufficiente di tale vitamina.


Uno studio in grande
Lo studio presentato è uno dei più grandi mai fatti su questo argomento, è stato svolto in 22 città degli Stati Uniti su un campione di circa 2423 adulti con prediabete, i soggetti sono stati seguiti per un periodo di 2 anni e mezzo. Divisi in due gruppi, ad uno veniva somministrato quotidianamente un placebo, mentre all’altro una dose di vitamina D, indipendentemente dai livelli di vitamina D al momento dell’arruolamento . 


I risultati
Una volta completato il percorso, i risultati mostravano che nel gruppo a cui veniva somministrato il placebo sono stati registrati 323 casi di diabete Tipo 2 e 293 nel gruppo a cui era stata somministrata la vitamina D alla dose di 4000 IU al giorno. Al termine del follow-up,  di 2.5 anni solo il 12% dei soggetti di questo gruppo ha avuto una riduzione dell’insorgenza di diabete Tipo 2. Un risultato statisticamente non significativo secondo i ricercatori. 


Gli studiosi affermano che nonostante molti studi affermino che bassi livelli di vitamina D portino a un elevato rischio di sviluppo del diabete Tipo 2, il loro studio dimostra il contrario, quindi che la vitamina D non dà alcun beneficio nella riduzione del diabete Tipo 2. 


Fonte: New England Journal of Medicine (06/07/19) Pittas, Anastassios G.; Dawson-Hughes, Bess; Sheehan, Patricia; et al.

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