Fame di insulina

Cresce il numero delle persone con diabete nel mondo, potremmo avere problemi di approvvigionamento?
A causa del continuo aumento delle persone con diabete nel mondo, se non si avvieranno importanti progetti di prevenzione, tra 12 anni solo un paziente su due potrebbe avere a disposizione l’insulina.

Ogni giorno e diabete


14 marzo 2019


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Fame di insulina

Questo è quanto sostengono i ricercatori della Stanford University che, sulla rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology, hanno pubblicato uno studio sul futuro dell’insulina. Lo studio dei ricercatori ha calcolato che entro il 2030 ci sarà un incremento del 20% della richiesta di insulina nel mondo per trattare i pazienti con diabete di Tipo 2. Ma gli scienziati sostengono che solo la metà dei pazienti potrà avere accesso all’ormone fondamentale per il contenimento della malattia. In molte zone del mondo, infatti, l’insulina è scarsa e difficile da reperire.

È stato calcolato che il numero di adulti con diabete di Tipo 2 potrebbe aumentare nei prossimi anni a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’urbanizzazione e dei cambiamenti associati a dieta e attività fisica. Abbiamo chiesto ad Annamaria Nuzzi, responsabile di Diabetologia e malattie metaboliche all’ospedale San Lazzaro di Alba, di commentare questa notizia, apparsa su alcuni quotidiani italiani.


L’insulina viene prodotta in laboratorio, attraverso un processo di sintesi, e la produzione deve necessariamente dipendere dalla richiesta che ne viene fatta, perciò ritengo che questa notizia esponga un’ipotesi impossibile.


E ciò anche a fronte dell’aumento del numero di persone con diabete che si prevede avverrà nei prossimi anni, poiché, ci spiega Annamaria,

Non è detto che a questo incremento di pazienti debba corrispondere un aumento anche della terapia insulinica. Al giorno d’oggi, infatti, abbiamo a disposizione tali e tante terapie innovative che non solo permettono di non usare l’insulina (per il diabete di tipo 2, mentre per i diabetici di tipo 1 l’insulina sarà comunque necessaria), ma anche di arrivare sempre più tardi alla necessità di questo tipo di cura


modus

IL MAGGIOR NUMERO DI PAZIENTI SI CONCENTRA:

  • IN CINA, CON 130 MILIONI;
  • IN INDIA, CON 98 MILIONI;
  • NEGLI USA, CON 32 MILIONI.

 (IN ITALIA I PAZIENTI SONO CIRCA 4 MILIONI)


Nemmeno quando si parla, e recentemente si è fatto spesso, dell’incremento dei pazienti diabetici – e di tutto quello che dovrebbe essere messo in atto a scopo preventivo per evitare o procrastinare l’esordio della malattia – non è mai stata discussa in alcun congresso o studio accreditato la possibilità che l’insulina venga a mancare, a riprova del fatto che spesso tali affermazioni non sono altro che false notizie senza fondamento.

Rimane però il fatto che un aumento dei pazienti ci sarà” continua la dottoressa Nuzzi “e in questo caso le carte vincenti per affrontare questa situazione partono tutte dalla maggior consapevolezza di questa situazione e quindi, in questa ottica, dal cercare di utilizzare tutto quello che permette di intervenire il prima possibile anche in quelle fasi in cui non parliamo ancora di diabete ma di situazioni metaboliche (che una volta si chiamavano ‘pre-diabete’) per cui i valori glicemici non sono ancora patologici, ma non sono neanche normali”.


Ecco, questo è il settore in cui dobbiamo davvero agire tempestivamente con la prevenzione: stile di vita, alimentazione e consapevolezza.


Tutto questo passa naturalmente attraverso l’informazione: la persona deve essere più consapevole del proprio stato di salute e riferire al medico le proprie difficoltà, e il medico di famiglia, che è fondamentale in quanto solitamente è il primo interlocutore della persona con un problema di salute, deve essere attento e avvisare preventivamente il paziente in caso ci sia il rischio concreto di sviluppare il diabete.


L’insulina non mancherà mai. La sua produzione non si ferma, e dipende dalla richiesta che ne viene fatta.



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