Grassi concessi purché "buoni"

Quanto più si resta fedeli alla dieta mediterranea, indipendentemente dalla quantità di grassi “buoni” consumati, tanto più si è protetti dalle malattie. Lo dimostra la revisione dei dati di alcuni studi, pubblicata su “Annals of Internal Medicine”.

Alimentazione e diabete


08 settembre 2016

Grassi concessi purché

Una dieta mediterranea ricca di grassi “buoni”, cioè soprattutto grassi di origine vegetale, da olio o frutta secca ad esempio, grassi del pesce e anche quelli saturi dei latticini, può proteggere da malattie come cancro al seno, infarto, ictus e diabete.
Lo indica l’analisi di studi precedentemente pubblicati, i cui risultati sono resi noti sulla rivista Annals of Internal Medicine.
La revisione dei dati è stata condotta da Hanna Bloomfield, dell’Università del Minnesota, che spiega: «Per anni ci è stato raccomandato di limitare il consumo di grassi di ogni tipo in quanto i grassi sono stati ritenuti comunque qualcosa di dannoso per la salute; ma questa raccomandazione ha portato a un aumento dei consumi di carboidrati molto raffinati e parallelamente non ha coinciso con la diminuzione di malattie croniche come il diabete, problemi cardiovascolari e obesità».

Partendo da questa premessa i ricercatori statunitensi hanno voluto verificare se il consumo totale di quei grassi tipici della dieta mediterranea fosse associato a ridotto o aumentato rischio di malattie quali cancro, diabete, infarto o ictus.
Ne è emerso che più si resta fedeli alla dieta mediterranea, indipendentemente dalla quantità di grassi “buoni” consumati, più si è protetti dalle malattie.

Fonte: H E Bloomfield et al. Annals of Internal Medicine. Published online 19 July, 2016.

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