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Ho paura degli aghi

Ma come fai a pungerti le dita e la pancia tutti i giorni? Io ho paura degli aghi! Tra tutte le corbellerie che ho sentito negli anni, questa, io l’adoro. Cosa muove nella testa di una persona l’idea che invece qualcuno possa essere “appassionato“ di aghi? A parte qualche masochista spinto, ma chi è che ama bucarsi le dita o farsi iniezioni su pancia, braccia e gambe? Cioè, non è che i diabetici siano tutti degli autolesionisti.

Ho paura degli aghi

Non c’è nessun godimento, nessuna passione.

C’è solo una cosa: sopravvivenza.

Se non faccio questo, posso stare molto male. Ma non la sopravvivenza che mi porta a prendere la lancia e le frecce e, a ginocchioni col coltello tra i denti, cercare di vincere sulla preda.  No.

Una sopravvivenza molto più fighetta, più semplice, ma non per questo banale. A 2 anni non scegli se ti piacciono o no gli aghi. Ti pungi e ti fai l’insulina e nemmeno ti poni la domanda. A 12 anni uguale. Certo preferiresti di no. Chi non preferirebbe avere l’allergia al polline invece che il diabete? Ma non scegli nel catalogo di postal market. È Così.

Una volta un ragazzo mi disse che gli piacevo ma, questa cosa del diabete e degli aghi gli metteva paura. Aveva la fobia degli aghi. Io lo guardai, guardai il soffitto, le travi a botte, il legno, gli intarsi, la trama dell’ingegno umano nel tempo e nello spazio e, per rispetto per me stessa, gli dissi: “Peppiacere te ne vai?”

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