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Il cioccolato fa bene ma solo se amaro

Secondo uno studio pubblicato sul “Journal of Nutrition”, mangiare un pezzetto al giorno di cioccolato fondente può prevenire le malattie cardiache e aiutare chi soffre di diabete, riducendo i livelli di zucchero nel sangue e la resistenza all’insulina.

Alimentazione e diabete


06 ottobre 2016

Il cioccolato fa bene ma solo se amaro

Gli scienziati del Centre for Global Cardiometabolic Health della Brown University (Usa) hanno pubblicato uno studio basato sui dati di 19 ricerche condotte sul tema, per un totale di oltre mille individui coinvolti, sulla rivista Journal of Nutrition, finanziato dall’American Heart Association, dal National Heart, Lung and Blood Institute e da un’azienda di dolciumi. Lo studio ha messo in evidenza che il cacao aumenta i livelli di colesterolo HDL, il “colesterolo buono”, quando se ne consumano tra i 200 e i 600 milligrammi al giorno. Nell’indagine, gli esperti hanno esaminato la salute cardiometabolica di 1.139 volontari che hanno consumato flavanoli del cacao in 119 diversi trial. Simin Liu, autore senior dello studio, spiega: «La nostra meta-analisi evidenzia come i flavanoli del cacao influiscano sui biomarcatori cardiometabolici, fornendo una guida nella progettazione di futuri grandi studi per la prevenzione del diabete e delle malattie cardiovascolari, sfruttando le qualità del cioccolato».

Lo studio ha messo in evidenza come un’assunzione di flavanoli del cacao compresa tra 200 e 600 mg al giorno, sarebbe associata a riduzioni significative della glicemia, a miglioramenti nei parametri associati all’insulino-resistenza, ad aumenti dei livelli di colesterolo HDL, il colesterolo “buono”.

Va però tenuto presente che i gruppi inclusi nella meta-analisi erano composti principalmente da consumatori di cioccolato scuro. Di conseguenza i risultati non dovrebbero essere generalizzati per i diversi tipi di cioccolato, in quanto il contenuto di additivi e zucchero, per esempio nei dolcetti al cioccolato o nel cioccolato bianco, potrebbe essere sensibilmente superiore a quello del cioccolato fondente. I ricercatori auspicano che vengano organizzati grandi studi randomizzati a lungo termine, in grado di migliorare la nostra comprensione di come i benefici a breve termine dell’assunzione di cacao possano essere tradotti nella pratica clinica.

Fonte: S Liu et al. Journal of Nutrition. Published online September 28, 2016.

Dizionario del diabete. Per saperne di più.

Glicemia     Insulinoresistenza    


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