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Il limite è il cielo, non il diabete

Si può salire sulla vetta del monte rosa con il diabete? certo! I picchi glicemici ci raccontano come. Loro sono un gruppo, si chiamano I picchi glicemici e questa estate sono arrivati in cima al massiccio del Monte Rosa, presso la Capanna Margherita. A raccontarcelo è Marco Francesco Sommariva, avvocato quarantunenne e diabetico di tipo 1.

Gestione e terapia e diabete


01 novembre 2019

Scarica magazine n° 53

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Il limite è il cielo, non il diabete

Il progetto parte dall’idea di alcuni trekker con una grande voglia di avventura; di questo gruppo fanno parte, tra gli altri, anche Marco Francesco ed Enrico Matti (ingegnere di 45 anni), anch’esso diabetico di tipo 1.
L’idea di fondo del progetto è dimostrare che a un soggetto diabetico niente è precluso: con le dovute accortezze anche le esperienze più “estreme” possono essere affrontate e portate a termine in sicurezza. 


“Io ed Enrico a marzo abbiamo iniziato ad allenarci, in particolare con trekking e ascese. Dopo mesi di duri allenamenti, in estate abbiamo deciso di intraprendere la scalata, che è culminata il 20-21 agosto, quando abbiamo attaccato la vetta del Monte Rosa. Siamo partiti da Alagna Valsesia (VC) e siamo arrivati a dormire alla Capanna Gnifetti, a 3.647 metri. Il giorno dopo, alle 4 del mattino, con le lampade frontali in testa, ramponi e piccozza, ci siamo messi in marcia e, dopo circa 3 ore, siamo arrivati in vetta… un’emozione unica a 4.554 metri!”


Marco Francesco ha impiantato un sensore sottocutaneo per il monitoraggio in continuo della glicemia che non ha avuto problemi nemmeno con le bassissime temperature, anzi, è riuscito a calibrarlo sul colle Lys, a ben 4.000 metri di quota. “Soprattutto in un’esperienza come questa, è fondamentale il supporto medico per adeguare al meglio la terapia insulinica e avere i consigli giusti per muoversi sempre in sicurezza” sottolinea il trekker.


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Segui le avventure del Gruppo su Istagram @ipicchiglicemici


Marco Francesco ha scoperto di avere il diabete 3 anni fa: “All’inizio non è stato facile, ti senti schiacciato dall’idea di dover convivere con questa patologia per tutta la vita. Io sono stato fortunato perché ho ricevuto grande sostegno da parte della struttura ospedaliera, che mi ha seguito. Ho cercato di guardare al futuro con positività e ho sfruttato l’occasione della diagnosi per cambiare radicalmente la mia vita: un po’ per scelta e un po’ per forza, ho dovuto adeguare la mia quotidianità al diabete e devo dire che ora faccio una vita più sana, faccio sport e mangio in modo equilibrato… prima non mi perdevo un aperitivo!”
L’avventura di Marco Francesco ed Enrico dimostra che oggi il diabete si può gestire, la tecnologia ha fatto passi da gigante. “Bisogna focalizzarsi sul fatto che non ci è precluso nulla, è un modo diverso di affrontare la vita, certo, però, pensateci: mi sono alzato all’alba su un ghiacciaio e alla luce di una lampada frontale ho scalato una montagna! È davvero tutto possibile!”


					                
				
					
				
				
					
				
				
					
					
					
					
					
					
					
					                
					                
				
				

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