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Il mio compagno di viaggio

Giuseppe L.

Giuseppe ha 57 anni, è sposato e abita a Pavia. Le sue giornate si dividono tra il suo orto di 15 mq e la palestra.

“Il diabete me lo porto avanti ormai come un mio compagno di viaggio,” Giuseppe ha scoperto di avere il diabete a seguito di una ferita che non si rimarginava. A quel punto, “il medico di base mi ha, subito, detto potresti avere il diabete”. 

Non fa uso di sensori ma utilizza la tecnologia per tenere sotto controllo l’andamento della glicemia e per l’archiviazione dei suoi dati glicemici. “Quando sono stato informato del mio diabete, non l’ho presa bene assolutamente,” 

Giuseppe conosceva già la patologia attraverso un suo famigliare, ma confessa che sperimentarla sulla propria pelle ha sicuramente cambiato la sua percezione delle problematiche legate al diabete. Problematiche che fino a quel momento tendeva a sottovalutare. “Le stesse cose che facevo prima le faccio ancora adesso ” ma sicuramente deve iniziare a tenere sotto controllo la dieta e intensificare l’attività fisica. 

Quando ha detto alla moglie di avere il diabete, lei lo sapeva già, “Io non l’ho mai ascoltata ma era lei che mi diceva “guarda che tu potresti avere anche una patologia come quella” e io dicevo, “ma no figurati, figurati” e in realtà aveva ragione.”

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