Insonnia: quali sono i rischi

I disturbi del sonno tra le possibili cause del diabete di Tipo 2.
Un gruppo di ricercatori californiani ha pubblicato uno studio, sulla rivista “Molecular Psychiatry”, che dimostra l’esistenza di un collegamento genetico tra insonnia e problemi psichiatrici, come la depressione, o condizioni fisiche, come il diabete di tipo 2.

Gestione e terapia e diabete


04 luglio 2019


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Insonnia: quali sono i rischi

In passato, precedenti studi sui gemelli hanno fatto emergere che vari tratti legati al sonno, inclusa l’insonnia, possono essere ereditari. Sulla base di quei risultati, i ricercatori hanno iniziato ad analizzare le varianti genetiche specifiche coinvolte.

Gli autori sostengono che studi come questo sono importanti per sviluppare nuovi trattamenti, identificare i diversi sintomi e le molte varietà di disturbi del sonno esistenti. I ricercatori hanno anche evidenziato un forte collegamento genetico tra l’insonnia e il diabete di tipo 2.


“La notizia ha un suo fondamento, nel senso che è possibile che i disturbi del sonno siano correlati già a una precocissima alterazione metabolica che poi, nel tempo, potrebbe diventare diabete.”



“Si pensi, per esempio, a degli episodi di ipoglicemie asintomatiche in persone che sono predisposte a sviluppare il diabete che, in fasi precoci, possono avere momenti in cui la glicemia è molto bassa, cosa che spiega anche la cefalea al risveglio. 



L’importanza di dormire bene.
In Italia, moltissime persone soffrono di disturbi del sonno, spesso dovuti, come in molti Paesi industrializzati, a stress, abuso di internet e tv. Si parla di malattia quando il disturbo diventa cronico e incide sul benessere dell’individuo con ripercussioni anche diurne. Spesso, però, chi soffre di insonnia non si cura, perché non lo considera un problema, per paura della dipendenza dai farmaci o di un sonno non naturale. Invece, l’insonnia non deve essere trascurata. Il sonno, infatti, è fondamentale: è necessario per il consolidamento della memoria e per recuperare le energie, e sembra anche offrire al cervello il tempo di smaltire le tossine accumulate durante il giorno.



D’altra parte i disrturbi del sonno sicuramente vanno ad aumentare l’attività di tutta una serie di ormoni che sono legati alla veglia che, più o meno direttamente, possono creare un aumento della glicemia e quindi un incremento di tutto quello che può portare a una alterazione metabolica di tipo glicemico”, ci spiega Annamaria Nuzzi (responsabile di Diabetologia e malattie metaboliche all’Ospedale San Lazzaro di Alba).

Anche in questo caso è fondamentale l’attenzione della persona, che deve riferire al proprio medico eventuali difficoltà del sonno. 

Il medico, a sua volta, deve tenere sotto controllo questi sintomi come possibili campanelli d’allarme anche per una patologia come quella diabetica.

“Potrebbe, infatti, trattarsi di una fase iniziale che potrebbe evolvere nel diabete; viceversa, se il disturbo del sonno è importante, potrebbe comportare delle alterazioni ormonali che possono essere concausa nello sviluppo del diabete stesso.”


					                
				
					
				
				
					
				
				
					
					
					
					
					
					
					
					                
					                
				
				

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