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Natalia - Com’è potuto succedere a me?

Mi chiamo Natalia, fra poco compirò 23 anni. Mi hanno diagnosticato il diabete a 19 anni per caso.

Natalia - Com’è potuto succedere a me?

Avevo da alcuni mesi dei malesseri, bevevo e andavo in bagno continuamente, mi sentivo costantemente stanca e assonnata e per me che sono una sportiva, infatti faccio parte della nazionale di sollevamento pesi, non andava affatto bene perché questa mia condizione influiva negativamente sui miei allenamenti. Così il medico mi fece fare degli esami che rivelarono la glicemia molto alta, fui ricoverata e mi dissero che avevo il diabete.

Nessuno nella mia famiglia ne soffriva e non c'erano mai stati casi di diabete prima di me. All'inizio mi sentii disperata, questa notizia mia aveva sconvolto, io sono una persona molto golosa e ne soffrì molto dalle numerose restrizioni che il medico mi fece in ambito alimentare.

Tutto mi sarei potuta aspettare tranne questo, non potevo crederci, pensavo: "io che pratico sport a livello agonistico, seguo una dieta equilibrata, com'è potuto succedere a me? " Quello fu un periodo molto brutto della mia vita.

In principio seguii la dieta e tutti gli accorgimenti che mi aveva dato la mia diabetologa, ma poi mi risultò sempre più difficile, tutte quelle misurazioni di glicemia, le iniezioni d'insulina, tutte quelle pietanze di cui andavo matta ma che dovevo evitare, mi stavano condizionando troppo e non mi andava più di fare niente.

Non volevo accettarlo e per un po’ tornai alla mia vita di prima, curandomi poco delle mie glicemie e di quello che mangiavo, e col passare del tempo infatti la mia situazione non migliorò,io non stavo bene e i miei allenamenti andavano sempre peggio.

Dopo circa sei mesi la mia glicata era abbastanza alta e dopo i rimproveri del medico e con l'aiuto della mia famiglia decisi che almeno dovevo provarci ad affrontare questo nuovo aspetto della mia vita. Cominciai ad evitare i dolci, a pesare il cibo, a fare la conta dei carboidrati e a controllare con regolarità la mia glicemia riuscendo a portare la mia glicata a 6.9.

Sono passati 4 anni da quando mi hanno diagnosticato il diabete e non nego che ci sono stati molti alti e bassi, sono giovane e non è facile per una ragazza della mia età vedere i tuoi coetanei che mangiano ai fast food, pasta e pane in quantità e dolci ogni volta che ne hanno voglia.

Gli allenamenti ora vanno bene anzi forse pure meglio, infatti lo scorso ottobre 2018 ho vinto 3 bronzi ai Campionati Europei Under 23 in Polonia sentendomi ripagata per tutti i sacrifici che avevo fatto. Purtroppo, chi soffre di diabete, deve avere molta forza di volontà e fare sacrifici ogni giorno, ma dobbiamo pensare che ci sono cose peggiori nella vita devi solo riuscire a trovare il modo più adatto a te di gestirlo e affrontarlo in maniera positiva perché ti assicuro che puoi lo stesso fare tutto.

Natalia

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Cara Natalia,

Grazie per avermi scritto la tua storia che parla tanto del tema del sacrificio e della rinuncia. Chi, soprattutto all’inizio del diabete (e della conseguente nuova vita) non si confronta con questi due temi? Penso proprio nessuno. All’inizio ci sente spaesati, oppressi dalle mille cose da fare, proiettati in una vita che non sembra più la nostra. Di chi è? Cosa è diventata? A poco a poco si ingrana, si impara ad andare in bicicletta e si fa esperienza. Quella che aiuta a destreggiarsi nelle difficoltà future e nei momenti di gioia (perché il diabete non può permettersi di rovinarci matrimoni, lauree, feste e vacanze!) 

Grazie, per aver deciso di prenderti cura di te stessa e della tua vita. Di non esserti lasciata andare allo sconforto ma esserti organizzata per ottenere i tuoi successi. Mi scrivi che ora, addirittura, ti senti anche meglio, e ci credo. Quando ci si ama si sta sempre meglio. Continuare ad ignorare questa patologia non avrebbe prodotto esiti positivi nel tuo corpo, e in fondo tu stessa lo sapevi. Ora hai tre medaglie e chissà quante altre ne prenderai! Anche se le migliori sono quelle che ti darai tu, che ti concederai per tutti i tuoi traguardi della vita, nonostante gli alti e i bassi! (perché col diabete capitano e non possiamo dire che non sia così! Saremmo dei bugiardoni!!)

Mi permetto, però, di aprire un’altra fessura per farti vedere con tutte e due gli occhi cosa può esserci oltre quel muro, ovvero, ti suggerisco di ricercare il medico migliore che possa esserci per te, con cui tu ti possa sentire a tuo agio e che possa darti stimoli per migliorare la gestione della patologia. Microinfusori, sensori, corsi sulla conta dei carboidrati! Prendere in mano tutti gli attrezzini del diabete che possano permetterti di muoverti nella vita con scioltezza, anche in mezzo a quelle pietanze che tanto ti piacciono e, perché no, anche ai dolci. 

L’unica cosa che ti consiglio di non invidiare sono quelle schifezze dei fast food! Se c’è una cosa che ci insegna di buono il diabete è discernere tra il cibo sano e quello spazzatura! Almeno queste competenze sfruttiamole e, magari, guardiamoli noi con un po’ di biasimo questi amici che si sfondano di carboidrati di pessima qualità (ti sembra una cosa sana? Anche senza diabete, ti sembra una buona abitudine?).

Ancora sei giovane, lo so che certi posti si frequentano anche per fare gruppo e per sentirsi parte di un mondo, ma un tempo non si elogiavano anche le mosche bianche? Non era anche “figo” essere diversi? La grinta mi sembra non ti manchi proprio, come molte persone che hanno una patologia, sembri tirare fuori il meglio di te.

Sii sempre orgogliosa di chi sei così che il diabete, a poco a poco, possa diventare sempre meno ingombrante e tu sempre più grande! Una Natalissima!

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