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Tutti i miei sbalzi e diabete

Non ci resta che piangere

Pochi giorni fa sono andata a fare una visita oculistica per farmi misurare la vista. Sono un po’ miope e volevo capire se qualcosa era peggiorato. Bene.

Non ci resta che piangere

Visita carina, lui grande professionista, elegante, disinfezione totale all’ingresso e all’uscita, visita del fondo oculare, grazie iddio tutto ok, e la vista, alla fine, nemmeno troppo male.

Bene, penso. Tutto ok, no?

No.

Ma Perché? Perché il dottore specializzato in oculistica inizia una predica sul diabete e sui rischi per il futuro.

Si sa, gli occhi vanno tenuti sotto controllo, ok, ma poi? Che mi dice?

Inizia a parlarmi dei peccati di gola e di comportamento. Dell’istinto a mangiare tantissimo, tipico delle persone col diabete e della necessità di regolarsi sempre, costantemente, ogni attimo, perché altrimenti può finire male. Malissimo. Da un momento all’altro.

Ora, io sono consapevole di tutto, ma sono rimasta veramente stupita dalla serie di luoghi comuni snocciolati in pochi attimi da questo dottore.

La malattia intesa un po’ come una colpa da espiare con la giusta punizione: non mangiare.

Mai i dolci.

Mai cercare piacere nel cibo o nel vino. Nulla.

Limitazione totale di tutto nell’attesa perenne della redenzione.

Ammazza!

Mi è sembrata una visione un po’ medioevale. Anche perché, per fortuna oggi, anche facendo degli sgarri alimentari, non è detto che la glicemia vada alta. Ci monitoriamo la glicemia chi h24 ogni 5 minuti e chi secondo gli schemi suggeriti dal proprio diabetologo.

Forse possiamo intervenire celermente quando sbagliamo, no?

Che poi, la glicemia, a volte sale anche non mangiando. Secondo me, non è solo quello che mangiamo, ma anche, forse, a come regoliamo l’insulina, no?

Fermo restando che una dieta sana è consigliata a tutti, diabetici e non, possibile che ancora ci siano medici che incutono tale terrore alle persone con qualsivoglia patologia cronica?

“Ricordati che devi morire! Sì, sì, mo’ me lo segno.”

Ma, dottore tranquillo, moriremo tutti prima o poi...meglio poi.

Avete mai incontrato medici o anche amici e conoscenti, così?

Raccontatemelo.

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