Gestione e terapia
e diabete



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Oggi guido io

Non perdere la direzione. Guida la tua glicemia.
Il diabete, nelle sue diverse tipologie, è considerato una crescente emergenza epidemiologica globale e costituisce una delle patologie a più elevato impatto sociale ed economico.

Oggi guido io

Si stima, infatti, che mentre il 6% delle persone con diabete a livello mondiale viva un’esistenza priva di complicazioni collegate alla malattia, oltre il 50% di chi ha accesso all’assistenza non raggiunge gli obiettivi terapeutici ottimali. Il diabete rappresenta una delle malattie cronico-degenerative più diffuse. In Italia, ne soffrono quasi quattro milioni di persone, circa l’8% della popolazione (più del doppio di trenta anni fa) e il trend è in costante aumento.


Per questo, è importante far conoscere che cos’è il diabete, come prevenirlo o come gestirlo e Roche Diabetes Care Italy è scesa direttamente in piazza per contrastare questa silenziosa epidemia e, a maggio 2017, ha avviato il tour italiano “Non perdere la direzione. Guida la tua glicemia”.


L’iniziativa è partita da Napoli e ha toccato ventuno città italiane tra capoluoghi di regione, capoluoghi di provincia e centri minori. La campagna itinerante ha avuto il supporto di una postazione mobile che è stata presente nelle maggiori piazze delle città coinvolte, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sul diabete fornendo materiali educativi e informativi e permettere, a chi lo desiderava, di effettuare la misurazione gratuita della glicemia. La misurazione è stata effettuata con la supervisione di un’infermiera a cui i cittadini avevano la possibilità di chiedere consigli utili o rispondere ai loro dubbi.

Il tour italiano “Non perdere la direzione. Guida la tua glicemia” ha invitato tutti i cittadini a porre maggiore attenzione alla propria salute attraverso un corretto stile di vita, per aumentare la consapevolezza rispetto al diabete, per poterlo prevenire e meglio gestire. “L’incremento esponenziale della prevalenza di diabete mellito tipo 2, e in misura minore del diabete mellito tipo 1, pone di fronte alla necessità di implementare politiche di prevenzione e diagnosi precoce della patologia” afferma Elena Acmet, Medical Affairs Manager di Roche Diabetes Care Italy “Siamo lieti che l’iniziativa sia stata accolta molto favorevolmente, oltre 8.000 sono le misurazioni della glicemia gratuite che abbiamo effettuato. Ma il più grande valore è stato ascoltare da vicino i bisogni delle persone con diabete, e dei molti familiari di persone con diabete, che sono venute a trovarci in piazza. E’ nello spirito della nostra azienda innovare e ricercare soluzioni che aumentino il tempo trascorso nel target glicemico ottimale, con l’unico obiettivo di aumentare le aspettative di vita e la qualità della stessa per tutte le persone affette da questa patologia. Continueremo a portare innovazione oggi per garantire a tutte le persone con diabete un domani migliore.”

Inoltre, in occasione dell’ultima tappa del tour, grazie a Monica Priore, veterana di folli imprese acquatiche e alla Lega Navale di San Foca, è nata l’idea di “Dolce mare”, la prima traversata a nuoto di ragazzi diabetici che si è tenuta il 22 luglio nella baia di Torre Dell’Orso, a San Foca. Per la prima volta in Italia, la nuotatrice è stata accompagnata in una traversata simbolica da quasi trenta ragazzi provenienti da tutta la Regione Puglia affetti da diabete mellito di Tipo 1. L’obiettivo dell’iniziativa è dimostrare che il diabete non è un ostacolo all’attività sportiva e, più in generale, alla vita. “Una traversata fatta insieme agli altri” osserva Monica Priore “per mostrare quanto questa patologia sia diffusa e che nonostante le difficoltà imposte dal diabete i ragazzi e le loro famiglie hanno voglia di volare come il mio delfino alato.”

 

Un evento originale che ha coinvolto direttamente decine di famiglie impegnate quotidianamente nella lotta per l’emancipazione dal diabete. Una malattia sempre più diffusa ma anche meglio gestibile rispetto al passato grazie ai progressi nella ricerca medico-scientifica, a chi si prodiga per informare e formare la gente e a quanti nel loro piccolo sostengono tali iniziative per migliorare lo stile di vita. Scoprire lo sport è stato per Monica una rinascita: «Pian piano è cresciuta in me la voglia di reagire alla malattia che in precedenza mi faceva sentire inferiore ai compagni di squadra.


Lo sport mi ha aiutato a superare il senso di inferiorità e di diversità: non poteva più essere il diabete a gestire la mia vita, dovevo essere io a gestire il diabete.


Dolce Mare nasce dal mio desiderio di trasmettere ai ragazzi diabetici la mia passione per il nuoto e di passare loro il testimone, con l’augurio che possano imparare a non porsi limiti o barriere. Io continuerò a portare la mia testimonianza in giro per l’Italia, anche perché sono convinta che parlare di diabete di Tipo 1 sia molto importante, per riuscire a formare e informare le persone anche su questa malattia”.

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Monica Priore

Nel 2016 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana dal presidente Mattarella. Inoltre, da diversi anni collabora con la Società Italiana Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, con la Società Italiana di Diabetologia e con l’Associazione Medici Diabetologi, mettendo a disposizione dei medici e dei pazienti la propria esperienza di vita.


Monica è originaria di Mesagne, un piccolo paese immerso tra gli ulivi della Puglia. Ha scoperto di essere affetta da diabete mellito di Tipo 1 a soli cinque anni. Agli esordi della malattia ha vissuto una forma di rifiuto e di rabbia: era arrabbiata con il mondo che la circondava perché temeva che questa condizione le avrebbe impedito di realizzare i propri sogni. “La mia vita veniva resa abbastanza soffocante, non riuscivo a esprimere le mie potenzialità” ci racconta Monica. Ma, grazie al supporto della famiglia, impara a non darsi per vinta e a trovare il giusto equilibrio: conoscere le peculiarità di questa condizione, così da poter governare la malattia invece che essere portati alla deriva.

 

A un certo punto della sua vita, Monica incontra lo sport, che la ha aiutata a superare le sue difficoltà, ad accettarsi. “Potevo fare quello che facevano tutti. A volte anche gli istruttori, per paura, mi tenevano buona: ‘Dieci vasche loro, cinque vasche tu’ e questa cosa mi mandava in bestia. Però nel corso degli anni ho maturato l’idea che ce la potevo fare, e che dovevo farcela.”

 

Monica decide quindi di voler arrivare a gareggiare “alla pari” con tutte le altre atlete. Per farlo, serviva un certificato che la dichiarasse idonea a praticare il nuoto a livello agonistico. Non è stato facile ottenerlo ma, grazie alla sua determinazione, Monica ci è riuscita e ci racconta con orgoglio: “Sono entrata a far parte della squadra master della Sottosopra Brindisi (A.S.D.), e ho gareggiato con atlete con la mia stessa passione per lo sport, ma non con il mio ‘problema’. Questa è stata la mia più grande vittoria. Ho anche vinto diverse medaglie e questo mi ha resa immensamente felice”.

 

Ma Monica non si è limitata alle competizioni standard del circuito nuoto master. Ha voluto dimostrare a se stessa e agli altri di poter essere al massimo anche in imprese al limite. Nel 2007 ha attraversato a nuoto lo stretto di Messina; il 4 settembre 2010 ha percorso a nuoto il golfo di Napoli. Nel 2011 Monica ha chiuso l’Iron Master, disputando tutte le diciotto gare del circuito nuoto. Fino ad arrivare al 2015, anno in cui si è svolto il tour “Volando sulle Onde della Vita”, 7.650 km in camper attraverso l’Italia.

I tanti traguardi raggiunti durante la sua attività sportiva dimostrano la sua determinazione a non arrendersi e sono l’esempio emblematico di cosa è possibile realizzare anche grazie a una gestione consapevole di sé.


È possibile avere una vita non solo “normale”, ma straordinaria. E Monica ne è la prova.


	                


	                
	                

        
    

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