Persone prima di tutto

OLTRE I FARMACI E LE TECNOLOGIE

Gestione e terapia e diabete



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Persone prima di tutto

Elena lavora in Roche da 8 anni e coordina la funzione medica. In ogni azienda, la funzione medica ha un ruolo e un peso diverso. In Roche Diabetes Care, Elena e il suo gruppo hanno l’obiettivo di ricercare evidenze scientifiche che supportino le attività dell’azienda e di essere tra i principali interlocutori con i medici diabetologi.


 “Come azienda, abbiamo scelto di parlare dei nostri prodotti non solo dal punto di vista tecnologico; facciamo continua ricerca, analizziamo le evidenze scientifiche che derivano dalla pratica clinica, cerchiamo di dare valore all’utilizzo della tecnologia e di inserirla concretamente nel percorso di gestione del diabete.


Per questo motivo, in ogni materiale informativo che Roche propone ai medici o alle persone con diabete, oltre agli aspetti relativi alla tecnologia, si possono trovare dati scientifici su come essa influenzi la terapia e la gestione della patologia:


“La funzione medica è garante della correttezza scientifica delle informazioni comunicate e questo richiede grande impegno da parte di tutto il team” continua Elena “perché non c’è materiale prodotto da Roche che non sia avallato da una solida base scientifica”.


La funzione medica, inoltre, collabora con gli altri dipartimenti nell’organizzazione di importanti momenti di incontro a carattere scientifico e di condivisione con altri medici della reciproca esperienza clinica. Questo perché Roche, da sempre, vuole essere al fianco dei diabetologi e dei loro team come partner affidabile in un reciproco percorso di evoluzione, per una gestione a 360 gradi del paziente che tenga conto non solo degli aspetti legati alla malattia, ma anche alla qualità di vita delle persone con diabete.


Lavorare in un’azienda con un occhio così attento alla persona ti fa riscoprire, da medico, il paziente


I cambiamenti che hanno “sconvolto” la terapia del diabete negli ultimi anni, hanno influenzato anche il lavoro di Elena e dei suoi colleghi della funzione medica. Le strade della terapia farmacologica e dei dispositivi medici, infatti, si stanno avvicinando sempre di più: si va sviluppando l’esigenza di mettere insieme la parte di terapia farmacologica con quella gestionale.



“La gestione del diabete non si può fermare solo a un farmaco, perché al di fuori dell’ambulatorio c’è un mondo dove la persona con diabete si trova completamente sola a gestire la sua malattia, in cui il medico non può sempre intervenire. Le tecnologie possono aiutare, ma è necessario evolversi non solo verso la proposta di nuovi prodotti, ma anche di servizi e soluzioni digitali.
Dal punto di vista di Roche, come azienda e come funzione medica, occorre garantire un continuo supporto e supervisione anche degli aspetti non meramente medici, che possono sembrare questioni di nicchia ma che, probabilmente, saranno una delle principali sfide del futuro.”
Per Elena entrare in Roche ha significato cambiare radicalmente il suo modo di vedere il diabete:


“Quando sono entrata in Roche mi sono accorta che, attraverso gli strumenti e i servizi messi a disposizione dall’azienda, eravamo in grado di essere al fianco della persona con diabete in molteplici situazioni e fasi della sua malattia: dal glucometro al sensore sottocutaneo, dal microinfusore al mezzo educativo e al servizio di Customer Care; riuscendo in questo modo ad avere realmente l’opportunità di offrire ai nostri interlocutori una vasta gamma di soluzioni”.


Ci racconta Elena che lavorare in un’azienda che ha un occhio così attento alla persona ti fa riscoprire, da medico, il paziente. “Sembra una cosa sciocca ma, in realtà, quando sei un medico e lavori in ospedale sei concentrato sulla malattia, sulla cura; nel momento in cui esci da questa modalità di gestione, riesci a capire tutto ciò che riguarda la malattia al di là, in questo caso, del controllo metabolico. I pazienti raccontano il loro vissuto e i retroscena di farsi una digitopuntura, di andare a mangiarsi una pizza con gli amici o gestire un aperitivo deciso all’ultimo momento, che per chi non ha il diabete è la cosa più normale del mondo, ma per le persone che ogni giorno convivono con questa malattia non è sempre così.”
Riuscire a vedere la persona al di là del diabete è una vera scoperta, e cercare di alleviare il loro “pensiero quotidiano della malattia” è per Roche una missione.


					                
				
					
				
				
					
				
				
					
					
					
					
					
					
					
					                
					                
				
				

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