Prendersi cura di chi ha bisogno

Il difficile ruolo del caregiver

Esperto risponde e diabete



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Prendersi cura di chi ha bisogno

Valeria Grancini

Medico specialista in Endocrinologia e Malattie del metabolismo Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico di Milano.


Il caregiver è la persona che sta accanto al paziente diabetico e se ne occupa aiutandolo nella gestione domiciliare della patologia.
Molto spesso è un famigliare, in casi più complessi può essere un infermiere dedicato. A ogni modo, quella del caregiver è una figura molto spesso cruciale nella gestione quotidiana della malattia.


I risultati della ricerca condotta da GfK Eurisko “Il caregiver del paziente diabetico: una funzione fondamentale nel sostegno della gestione della patologia” rivelano che il paziente che può usufruire del sostegno di un caregiver vive più serenamente e si controlla meglio, perché si sente protetto e seguito: infatti, chi si avvale di questo appoggio si dichiara più soddisfatto di sé stesso, meno ansioso, più attivo e riesce ad accettare più facilmente la propria condizione rispetto a chi vive solo.
Infatti, chi ha accanto a sé un caregiver si definisce tranquillo nel 68% dei casi, e attivo nel 63%. E il 70% ritiene di godere di buona salute fisica. L’indagine ha misurato anche l’efficacia della funzione del caregiver: aiuta il 76% dei diabetici a non scordarsi di assumere i farmaci prescritti, il 72% a osservare un’alimentazione equilibrata, il 55% a fare esercizio fisico. Ottime percentuali, a cui si può aggiungere il 50% di coloro che accompagnano il paziente quando deve recarsi dal medico o al centro diabetologico.


In alcuni casi, il suo ruolo, soprattutto per alcuni tipi di pazienti (tipo 1 pediatrici o tipo 1 o 2 anziani), è di fondamentale importanza nella gestione delle emergenze: “Per quanto riguarda il paziente adulto di tipo 1, ci sono situazioni in cui la persona che sta al fianco del paziente deve essere pronto a gestire alcuni tipi di emergenza” afferma Valeria Grancini.

“Quindi, è molto importante che sia presente anche in ambulatorio durante le visite, almeno una volta ogni tanto, per imparare a gestirle.” Ma il suo ruolo non si ferma solo a questo. Il supporto psicologico e di motivazione per il paziente diabetico è di uguale importanza.

Da uno studio di qualche tempo fa, condotto da GfK Eurisko, risulta che, se è vero che in questa patologia la capacità di autogestione è la carta vincente del paziente, le cose migliorano decisamente quando c’è il sostegno di un’altra persona che nella maggior parte dei casi (60%) è una donna (moglie, partner, sorella, amica).

“A volte, la principale problematica” continua Grancini “risiede nella mancanza di conoscenze adeguate sulla malattia da parte del caregiver e di conseguenza la scarsa capacità di gestire la terapia nel quotidiano o di agire prontamente in caso di imprevisti: per questo è fondamentale che il caregiver partecipi alle visite, perché solo attraverso un ‘percorso di formazione’ può essere d’aiuto alla persona di cui si prende cura.”


Il modo migliore di essere un caregiver è prendersi cura anche di se stessi, perché non è soltanto il paziente a subire stress, ma anche chi si occupa di lui. Può essere perciò utile contattare un gruppo di supporto per caregiver o confrontarsi con persone che condividono la stessa esperienza. In certi casi, è opportuno anche seguire un percorso psicologico con una persona competente, che può aiutare ad affrontare al meglio le difficoltà che questo importante ruolo comporta.


Oltre all’aspetto pratico, il caregiver rappresenta per il paziente anche un sostegno a livello psicologico ed emotivo da non sottovalutare. Ancora una volta appare chiaro quanto sia importante stabilire un’alleanza terapeutica tra tutte le persone coinvolte nella gestione del diabete: in primis il paziente, che oggi vive da protagonista la gestione della malattia, e successivamente il team diabetologico, in cui sono coinvolte diverse figure professionali (l’infermiere, il medico, il dietista e, se possibile, lo psicologo) e, ultimo ma non meno importante, il caregiver di riferimento. Il fine è quello di offrire al paziente la migliore assistenza possibile, che tenga conto non solo delle sue esigenze mediche, ma anche dei suoi obiettivi e desideri di vita.



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