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Quante persone sono coinvolte nel vostro diabete?

Vi siete mai chiesti quante persone sono coinvolte nel vostro diabete? Io non lo avevo mai fatto, prima di scoprire del diabete di mia figlia. Superficialmente, ho sempre pensato che fosse tutto un “affar mio”. Qualcosa che stava solo sotto la mia pelle e che, quindi, non coinvolgesse quella degli altri. Errore. Che grave errore ho fatto.

Tutti i miei sbalzi e diabete


25 settembre 2019

Quante persone sono coinvolte nel vostro diabete?

L’ho capito solo quando anche io sono diventata quello che oggi si chiama per far più “figo”, caregiver ”. In inglese, si. Non saprei come tradurlo e quindi mi trovo costretta a scriverlo per lungo e per intero. 
Il caregiver è colui che si prende cura di un qualcuno che soffre di una patologia. 
Un esempio? Se un diabetico si prende cura di un altro diabetico.

Dicevo, andando avanti, da questa nuova prospettiva, mi sono resa conto di quanto, invece, la malattia di un singolo, coinvolga tutta la famiglia e le persone che per lui provano affetto. 

I genitori sono i primi, i fratelli sono messi un po’ in ombra, ma non per questo soffrono meno. 
I nonni, hanno macigni nel cuore che difficilmente riescono a tirare fuori. 
Gli amici, quelli veri, riescono a capire a distanza se sei in ipo o in iperglicemia
I fidanzati/mariti che amano, nonostante tutte le interferenze e i disguidi legati alla malattia. 

Voi avete mai pensato al grado di sofferenza di chi vi sta intorno? 
Perché, chi sta male, è più facile che sia spinto a cercare aiuto psicologico, mentre chi osserva la nostra malattia, prova un dolore non quantificabile agli occhi degli altri. E anche se sembra non esistere, in realtà c’è, e anche questo dolore ha bisogno di cure, carezze e attenzioni.

Preoccupiamoci di chi soffre per noi, anche se non vuole farcelo pesare. Abbracciamo, ringraziamo e teniamo conto di queste persone. Valorizziamo chi ci ama e lo dimostra celando il dispiacere per non aggravare il nostro carico. Questo è il bello di avere degli affetti, è il non sentirsi soli, anche se la malattia ce l’abbiamo “solo noi”.
Non c’è niente di solo nostro quando si ama qualcuno.

 

Voi cosa ne pensate?

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