Ritardare l’esposizione al latte vaccino nei neonati non riduce il rischio diabete

Secondo i risultati di uno studio multinazionale a lungo termine, pubblicato su “Jama”, lo svezzamento senza latte di mucca non riduce il rischio di diabete di Tipo 1: il latte vaccino non gioca un ruolo importante nello sviluppo del diabete di Tipo 1.

Alimentazione e diabete


Ritardare l’esposizione al latte vaccino nei neonati non riduce il rischio diabete

Per verificare se l’esposizione precoce a proteine complesse del latte vaccino possa aumentare il rischio di diabete di Tipo 1  nei bambini con suscettibilità alla malattia genetica, gli Autori dello studio TRIGR (Trial to Reduce Insulin-Dependent Diabetes Mellitus in the Genetically at Risk), recentemente pubblicato su JAMA, hanno valutato il consumo del latte ampiamente idrolizzato durante lo svezzamento e l’incidenza cumulativa del diabete di Tipo 1 nei bambini piccoli.

Nel 2002, i ricercatori dell’Università di Helsinki in Finlandia hanno intrapreso uno studio su 2.159 neonati con un membro della famiglia affetto da diabete di Tipo 1 e con rischio genetico di malattia, per verificare se ritardare l’esposizione a proteine complesse diminuisse il rischio di diabete di Tipo 1.

Dopo l’allattamento, i bambini inclusi nello studio sono stati svezzati o con un latte in polvere speciale, con caseina ampiamente idrolizzata e proteine del latte vaccino divise in piccoli peptidi, o con un latte in polvere a base di latte vaccino, con proteine intatte.

Se precedentemente gli Autori dello studio TRIGR avevano riferito che la formula idrolizzata non diminuiva l’incidenza cumulativa degli anticorpi associati al diabete di Tipo 1 tra i bambini di 7 anni di età, i risultati di quest’ultimo studio hanno mostrato, dopo un follow-up di oltre 11 anni, che lo svezzamento con la formula idrolizzata non ha comportato una riduzione dell’incidenza del diabete di Tipo 1, rispetto alla normale formula a base di latte vaccino integro.

Dei 2.159 bambini coinvolti nello studio, 1.081 sono stati randomizzati a ricevere per lo svezzamento latte artificiale con caseina ampiamente idrolizzata mentre i restanti 1.078 bambini hanno ricevuto un latte in formula convenzionale, contenente l’80% di proteine intatte del latte vaccino. La durata minima dell’esposizione alla formula era di 60 giorni, da 6 a 8 mesi di età. Dopo un periodo mediano di 11,5 anni, non c’è stata alcuna differenza significativa tra i due gruppi, trattati con latte vaccino o latte idrolizzato, nello sviluppare il diabete di Tipo 1 (8.4% vs 7.6%).

Fonte: M Knip et al. JAMA. January 2, 2018; 319(1):38-48

Dizionario del diabete. Per saperne di più.

Anticorpi     Diabete di tipo 1     Follow-up     Proteine    


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