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Sport e diabete tipo 1: qualcosa è cambiato?

Autori: Girelli A

GIDM e diabete


19 aprile 2019

Sport e diabete tipo 1: qualcosa è cambiato?

Lo sport può essere considerato come un proficuo connubio tra lavoro fisico ed emozioni che si traduce in un effetto estremamente favorevole sull’equilibrio psicofisico. Questi vantaggi sono ancor più apprezzabili nell’individuo con diabete, in cui è dimostrato che un regolare esercizio fisico è associato a una maggiore aspettativa di vita, a una riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare e a un miglior controllo metabolico, oltre a un aumento del senso di benessere e di sicurezza e dell’autostima. Va tuttavia puntualizzato che per l’atleta con diabete tipo 1 lo sport è una sfida molto più complessa in quanto l’obiettivo di raggiungimento della  “performance” tecnico-sportiva richiedono movimento ed esercizio non sempre prevedibili con conseguenti rischi aggiuntivi in termini di oscillazione glicemica. La rassegna, dopo una classificazione ragionata delle varie tipologie di attività, entra nel merito delle ricadute positive (su tono dell’umore e qualità di vita), dei rischi (ipoglicemia acuta) dello svolgimento di sport nel diabete tipo 1 e dell’approccio al paziente che si accosta a un’attività. La conclusione principale è che, grazie a nuove conoscenze, presidi terapeutici e di monitoraggio glicemico degli ultimi anni, nessuna attività sportiva è a priori controindicata al soggetto con diabete tipo 1, che deve però essere supportato e fornito di strumenti e competenze personalizzate per praticare in sicurezza, senza pregiudicare il controllo metabolico.


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