Test di tolleranza al glucosio

Esame che consente di confermare la diagnosi di diabete o di definire se una persona è a rischio di svilupparlo. Si effettua somministrando un carico di glucosio per bocca (test orale o Ogtt) o più di rado endovena (si parla allora di Ivgtt). Nel primo caso si tratta di bere a digiuno una bevanda nella quale sono stati sciolti 75 grammi di glucosio misurando la glicemia prima, dopo una e dopo due ore. Un pancreas perfettamente sano è in grado di far fronte a questo carico di lavoro mantenendo la glicemia entro i 140 mg/dl. Una persona con valori compresi tra 140 e 199 mg/dl alla seconda ha un'alterata tolleranza al glucosio (Igt); valori superiori a 200 mg/dl alla seconda ora sono indicativi di diabete.

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Pancreas

È un organo ghiandolare posto nell’addome superiore, a sinistra, dietro e sotto lo stomaco. Le sue funzioni sono essenzialmente digestive e metaboliche. Consta di una parte esocrina e di una endocrina; produce infatti buona parte degli enzimi digestivi ed alcuni degli ormoni più importanti per il controllo della glicemia, l’insulina e il glucagone.

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Insulina

L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta delle isole di Langerhans del pancreas. Viene rilasciata nel sangue quando il livello della glicemia sale. Il suo ruolo principale è quello di favorire, legandosi ad un recettore sulla membrana cellulare, la penetrazione del glucosio nelle cellule dei muscoli, del fegato e di altri tessuti. L’insulina, insieme al suo antagonista, il glucagone, regola anche l’attività metabolica del fegato. La persona con diabete può perdere, fin dall’inizio oppure progressivamente, la capacità di produrre insulina. In questo caso deve assumerla dall’esterno, con iniezioni o attraverso un microinfusore. Sono disponibili diversi tipi di insulina che si differenziano in base alla loro origine (animale, umana biosintetica, umana ricombinante) e soprattutto in base alla durata di azione. È infatti necessario far fronte in modo rapido alle grandi quantità di glucosio che si riversano in poco tempo nel sangue dopo i pasti (funzione postprandiale dell’insulina), ma anche garantire la presenza di una base minima di insulina durante tutta la giornata (funzione basale). Esistono quindi: insuline ultrarapide (o analoghi rapidi) in cui effetto inizia 5 minuti dopo l’iniezione (picco da 30 a 60 minuti dopo) e si azzera 3 ore dopo; insuline rapide (inizio dell’effetto dopo iniezione sottocute: 15-30 minuti; picco 2-4 ore; fine dell’effetto: 6-8 ore), insuline lente (inizio: 1-2 ore; picco: 4-12 ore; fine: 16-35 ore); insuline intermedie e ultralente (o analoghi lenti) che svolgono per circa 24 ore la funzione basale. Esistono anche preparazioni nelle quali sono premiscelate due tipi di insuline, così come è possibile, con le dovute istruzioni, preparare miscele di insuline ‘personalizzate’ sui bisogni della singola persona con diabete.

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