Trattamento del dolore neuropatico della polineuropatia diabetica

Autore: V. Spallone, 
C.M.A. Cefalo

GIDM e diabete


27 marzo 2019


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Trattamento del dolore neuropatico della polineuropatia diabetica

Malgrado la polineuropatia diabetica dolorosa interessi circa il 16% delle persone con diabete e abbia pesanti ricadute sulla qualità della vita, il suo riconoscimento precoce e l’appropriata gestione sono ancora obiettivi mancati. Ma se sotto-trattamento, sotto-dosaggio dei farmaci e la non aderenza prescrittiva alle linee guida disponibili sono una realtà documentata, bisogna riconoscere che anche con trattamenti appropriati l’efficacia e la soddisfazione del paziente non sono sempre raggiunti. È quindi ancora più stringente una corretta strategia terapeutica, che oltre all’obiettivo di ridurre il dolore, includa quello di migliorare o preservare la qualità della vita e la funzione, soprattutto negli anziani. Vi sono più classi di farmaci che agiscono sui diversi meccanismi del dolore neuropatico, e le linee guida delle società scientifiche indicano quelli di prima, seconda e terza linea. La scelta tra i farmaci di prima linea, antidepressivi noradrenergici serotoninergici e α2δ ligandi, è attualmente basata sulle comorbilità per ridurre gli eventi avversi e sfruttare effetti pleiotropici, mentre è ancora preliminare l’identificazione di predittori della risposta al trattamento (fenotipo del dolore o altre caratteristiche cliniche) che consentano una terapia individuale mirata. Se una diagnosi corretta di dolore neuropatico è il primo passo nel percorso terapeutico, la misura del dolore e del suo impatto sulla qualità della vita è essenziale per garantire scelte oculate nel follow-up, insieme a criteri chiari per la progressione dalla monoterapia alla terapia combinata, o ai farmaci di seconda e terza linea. Particolare cautela va esercitata nella scelta degli oppioidi come farmaci di seconda e terza linea per il dolore neuropatico cronico, con uso solo in casi selezionati e garantendo una valutazione periodica di efficacia e sicurezza. L’opzione delle terapie topiche e di quelle fisiche va considerata con favore per la loro sicurezza, così come le terapie riabilitative e comportamentali, pur con evidenze inconclusive per queste ultime. La polineuropatia diabetica dolorosa è una realtà multidimensionale che può trovare risposte più efficaci in un intervento multimodale che individui i bisogni e le risorse in campo e le integri in un approccio multidisciplinare. Identificare le barriere e i facilitatori per l’attuazione pratica di questa strategia è un bisogno con cui misurarsi nel prossimo futuro.


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