Gestione e terapia
e diabete



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Un lavoro, moltissime emozioni

L’entusiasmo di chi lavora con passione e cerca ogni giorno di infondere positività nelle persone con diabete.
Ercole Rulli ha lavorato dieci anni come informatore scientifico del farmaco.

Un lavoro, moltissime emozioni

Poi ha voluto cambiare e realizzare il sogno di entrare in Roche, in cui desiderava lavorare da tempo perché, come ci spiega: “Mi sento vicino alla filosofia dell’azienda e l’azienda stessa è vicina ai suoi collaboratori. Ci sono fiducia e rispetto reciproci, cosa che in altri luoghi di lavoro non accade così di frequente”.

 

Da sei anni è Account Manager di Insulin Delivery Systems, un ruolo trasversale che gli consente di essere a stretto contatto con medici e pazienti. Ercole si occupa, infatti, di “addestramento”: affianca gli sportelli tecnici, sparsi su tutto il territorio nazionale, nella gestione e nella formazione dei pazienti, aiutandoli a capire come funzionano gli strumenti e le tecnologie a loro disposizione per il controllo del diabete, in sinergia con il team diabetologico che si occupa dell’educazione e della gestione della terapia. Un po’ come il regista di una squadra, che deve avere la capacità di mettersi in ascolto di chi lo circonda e saper trovare le soluzioni più adeguate a ogni problema.


Un ruolo in cui è necessario plasmarsi di fronte alle diverse esigenze dei pazienti, e modificare il proprio atteggiamento per entrare in empatia con ciascuno di loro.


Ercole è una persona premurosa, capace di occuparsi con dedizione di chi ha bisogno di lui. “In tutto ciò che faccio, nel rapporto col paziente e con la gente, cerco di dare il massimo e di comprendere le esigenze delle persone. Cerco di metterci sempre passione, anche attingendo al mio vissuto privato.”

 

Il lavoro di Ercole è fatto di emozioni continue. Ci racconta, per esempio, di quando un medico, punto di riferimento per molti pazienti, venne a mancare, e lui si trovò a instaurare con diverse persone un rapporto unico, quasi di amicizia. In particolare con una signora anziana che andò da lui e, stringendogli la mano, gli chiese di non abbandonarla. Cercava un punto di appoggio. Per Ercole è stato un modo in più per creare una sorta di vincolo, qualcosa che andasse oltre al suo ruolo. “Ci sono situazioni alle quali non ci si può sottrarre. Quando un paziente mi chiama e mi chiede aiuto, io non mi tiro mai indietro.”

 

I pazienti sono parte della sua vita: anche dopo l’orario di lavoro, quando è a casa, Ercole è sempre disponibile e pronto a stare loro vicino. Quello che fa la differenza, ci racconta Ercole, è “la personalizzazione della terapia”. L’approccio giusto è quello che va al di là della qualità del prodotto, mirando a formare e istruire il paziente in maniera esaustiva e a concentrarsi sul follow-up. Il percorso non si può e non si deve concludere con la consegna dell’apparecchio al paziente: bisogna cogliere le sfumature e le personalità della persona che abbiamo di fronte e aiutarla a capire come gestire al meglio la propria situazione.

Ercole ci racconta che le emergenze sono all’ordine del giorno, e lui è sempre disponibile ad aiutare i pazienti, perché, ci spiega: “Nel mio lavoro bisogna sempre trovare un modo per essere efficace e trovare soluzioni valide, soprattutto perché si ha a che fare con persone che hanno bisogno di te”. Tutti, in Roche, collaborano con grande impegno e determinazione per essere sempre al fianco delle persone con diabete. Il principale obiettivo è quello di rispondere puntualmente alle richieste dei pazienti e, grazie a questa filosofia, il personale che lavora per Roche è in grado non solo di soddisfare le loro esigenze, ma anche – e di questo Ercole Rulli è un fiero sostenitore – di regalare loro una vita migliore, più “libera” e spensierata.


Ci sono situazioni alle quali non ci si può sottrarre.
Quando un paziente mi chiama e mi chiede aiuto, io non mi tiro mai indietro.


	                


	                
	                

        
    

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