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Una calata speciale col diabete

Gisella – Tecnico di laboratorio

La storia di Gisella ha inizio 30 anni fa quando a 14 anni scopre la fonte del suo costante malessere e finalmente riesce a tirare un sospiro di sollievo.

“Non è stato troppo difficile scoprire di essere diabetica, anzi un sollievo perché stavo parecchio male quindi conoscere il problema, fare una giusta diagnosi e una giusta terapia è stato un momento di svolta.”

Gisella è un tecnico di laboratorio, lavora su due turni, per lo più la mattina e dedica i suoi pomeriggi all’attività fisica, in particolare andare in palestra, fare aerobica, camminare e correre. Ha paura dell’altezza ma la sua attività più avventurosa è stata una calata su una parete di 30 metri a Osilo, vicino Sassari.

"È stata una sfida che ho voluto affrontare e coraggiosamente accompagnata da diverse grida e urla ho superato…è stato bellissimo, da rifare senz’altro!”.

Ha iniziato facendo 3 punture al giorno, negli anni ha vissuto un’evoluzione del diabete su tutti i fronti, non solo per quanto riguarda le insuline. Lei non ha mai temuto le iniezioni, o prendere medicinali a determinati orari anche se confessa che davanti alle misurazioni capillari “le persone ancora ti guardano un po' strano”.

La sua problematica maggiore era legata all’ago per l’insulina che le creava delle zone di necrosi sulla pelle. La sua più grande paura rimangono le ipoglicemie anche se “con la misurazione capillare hai il dato glicemico di quel momento ma non sai dopo mezz’ora come sarai” mentre il sensore “mi è cambiato la vita perché si è aperto un mondo completamente diverso. Il fatto di poter sapere sempre e costantemente il tuo valore glicemico dava una sicurezza alla giornata che non si poteva paragonare alla vita precedente”.

Vivendo da sola ha sempre avuto tante paure psicologiche, ma ora dorme sonni molto più tranquilli e ci dice: “è una rivoluzione tecnologica.”

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