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Editoriale

Una lunga storia per un nuovo futuro.

120 anni fa, a Milano, veniva fondata la prima sede di Roche in Italia. Tanti anni al fianco degli italiani, da uno sciroppo per la tosse alle prime vitamine, dagli antibiotici ai farmaci antitumorali, dai sofisticati sistemi diagnostici di laboratorio ai device per l’utilizzo domiciliare. 120 anni di ricerca e innovazione al servizio dei pazienti.

Una lunga storia per un nuovo futuro.

modus online 

Massimo Balestri,
Direttore Responsabile


120 anni fa, a Milano, veniva fondata la prima sede di Roche in Italia. Tanti anni al fianco degli italiani, da uno sciroppo per la tosse alle prime vitamine, dagli antibiotici ai farmaci antitumorali, dai sofisticati sistemi diagnostici di laboratorio ai device per l’utilizzo domiciliare. 120 anni di ricerca e innovazione al servizio dei pazienti.

Vent’anni fa, Roche decideva di realizzare “Modus”, una rivista dedicata alle persone con il diabete, e non solo, per aiutarle a gestire in modo più consapevole il rapporto con la patologia e per trovare un equilibrio con la propria vita.

Sono traguardi importanti che ci consentono di rileggere il tempo trascorso, di guardarci indietro e riflettere su come lo sviluppo scientifico e tecnologico ha consentito di sfruttare nuove soluzioni terapeutiche in grado di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti.

La miniaturizzazione dei sistemi per l’autocontrollo, la diffusione dei microinfusori per l’insulina, l’introduzione dei primi sistemi di monitoraggio in continuo della glicemia, poi sempre più perfezionati e precisi, i sistemi sottocutanei in grado di comunicare con un semplice smartphone hanno decisamente cambiato la gestione del diabete nel corso di questi anni.

Gli aspetti psicosociali hanno rivestito un ruolo sempre più importante nell’approccio alla gestione quotidiana del diabete, con una particolare attenzione all’accettazione della malattia stessa, all’adattamento del paziente alla sua nuova condizione, al vissuto emotivo determinato dalla gestione della malattia e all’aderenza al trattamento.

Diventa opportuno sviluppare un approccio a 360° che tenga in considerazione gli aspetti biologici, psicologici e sociali della malattia, andando oltre agli elementi puramente clinici per dare valore al vissuto emotivo della persona e all’impatto sul contesto sociale.

La digitalizzazione e la diffusione della connettività stanno inoltre aprendo opportunità straordinarie di condivisione delle informazioni cliniche e comportamentali e possono consentire l’introduzione di importanti innovazioni nella gestione della malattia.

Con queste nuove consapevolezze desideriamo proiettarci nel futuro con uno sguardo nuovo, sempre con l’obiettivo di portare un contributo positivo al miglioramento della qualità della vita delle persone con il diabete.


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